Storia

Published on Ottobre 29th, 2020 | by Massimo Campi

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G.P. San Marino, 24 aprile 2005

Di Carlo Baffi

Contrariamente ai pronostici, il 2005 fu contrassegnato da un’involuzione della Ferrari. Sin dall’inizio il “dream team rosso” aveva incontrato non poche difficoltà. Nei primi tre round, Michael Schumacher, campione in carica s’era ritirato due volte e aveva rimediato solo un settimo posto. La F2005 s’era rivelata poco competitiva e poco in sintonia con le gomme, imputate delle scarse prestazioni. Nel frattempo stava emergendo un nuovo talento. Parliamo di Fernando Alonso, classe 1981. Uno spagnolo di Oviedo che dopo aver debuttato in F.1 nel 2001 con la Minardi, era approdato alla Renault grazie al fiuto di  Briatore e aveva siglato i suoi primi successi. Terzo in Australia e due volte primo in Malesia e Bahrein, il pupillo cresciuto da Flavio Briatore sbarcava ad Imola in qualità di leader della classifica con 26 punti, precedendo due piloti italiani, Jarno Trulli (16) e Giancarlo Fisichella, suo compagno alla Renault (10). Alla Ferrari tirava aria di crisi ed il Gran Premio di San Marino si presentava come l’ultima spiaggia. Occorreva un pronto riscatto per poter tornare in gioco nella battaglia iridata. Un altro elemento che caratterizzava il mondiale era rappresentato dal cambiamento del format delle qualifiche, con due sessioni tra sabato pomeriggio e domenica mattina, dove la somma dei tempi avrebbe definito la griglia di partenza. Una novità accolta da una tante critiche e che sarebbe durata poco tempo. Dal Gran Premio d’Europa del 29 maggio sarebbero tornate le qualifiche col giro singolo previsto il sabato. Ma ritorniamo in riva al Santerno. Nella prima sessione, con le monoposto che potevano imbarcare poco carburante, Alonso ottenne il miglior tempo davanti a Raikkonen e alla rinata Ferrari di Schumacher, mentre Barrichello fu solo undicesimo. Le aspettative del popolo del Cavallino sarebbero però crollate la domenica mattina, quando i piloti girarono col pieno per affrontare la gara. Il fuoriclasse teutonico commise un errore di troppo e partì 14esimo in settima fila, mentre Raikkonen s’aggiudicava la pole davanti ad Alonso. E con Barrichello decimo, per le rosse si prospettava un pomeriggio pieno di difficoltà. Allo spegnimento delle luci, Raikkonen fu un fulmine portandosi in testa davanti ad Alonso e Button. “Iceman” condusse subito con grande autorevolezza, ma il destino era in agguato.

Al nono dei 62 passaggi previsti, la sua MP4-20 si fermò per problemi meccanici e Alonso ereditò il comando. Se nelle posizioni di vertice non si registrarono scossoni, dalle retrovie rinvenne alla grande “Kaiser Schumi”. Quando Alonso fece il suo secondo pit-stop, passò a condurre Button sulla Bar-Honda, che però a sedici giri dalla fine fu infilato Schumacher risalito addirittura in seconda posizione. Il tedesco e l’inglese dovevano ancora compiere la seconda sosta e quando ripresero la via della pista, la leadership ritornò ad Alonso. L’iberico era nuovamente primo, ma nei suoi scarichi c’era Michael affamato di successo. Era la 50^ tornata e da li sarebbe andato in scena un duello al cardiopalmo. Un testa a testa tra due fuoriclasse che rappresentava il confronto tra due generazioni, dove in palio c’era il trono del Circus. Una prova del fuoco per il 23enne iberico, sia sotto il profilo tecnico che psicologico, dovendo tenere a bada gli assalti del sette volte iridato, famoso per il suo istinto cannibale. Al giro 51, i due erano separati soltanto da 376 centesimi. Ebbene Fernando, pur andando al massimo, non commise alcuna sbavatura danzando tra i cordoli e staccando al limite, chiudendo ogni varco al suo avversario. Senza dimenticare che a tenere in apprensione il box Renault, oltre alle gomme usurate, c’era anche il dieci cilindri reduce dalla vittoria in Bahrein. A due tornate dalla fine, davanti al leader si profilarono due concorrenti da doppiare, ma con notevole freddezza Fernando rallentò per evitare di perdere tempo nel sorpasso; condizione che avrebbe potuto favorire Schumacher. All’ultimo giro, il ferrarista tentò il tutto per tutto, ma dovette inchiodare e vedere la Renault involarsi verso una nuova affermazione. Era stato preceduto di 215 centesimi! La bandiera a scacchi poneva così fine ad uno scontro che sarebbe entrato nella storia.

Durante il giro d’onore, le telecamere inquadrarono la mano del vincitore che con il pollice, l’indice ed il medio indicava il suo terzo successo consecutivo. Schumi, seppur con l’amaro in bocca per la “missione impossibile” fallita d’un soffio, non esitò a complimentarsi con l’avversario:” E’ stato bravo, ha corso una bella gara senza fare alcun errore. Ecco perché ha vinto.” Alle spalle dei due protagonisti si piazzò Button, la cui vettura venne però trovata sottopeso. La scuderia anglo-nipponica presentò subito le sue spiegazioni, che furono accettate dai commissari, scongiurando momentaneamente la prevista sanzione. La Federazione presentò successivamente un ricorso alla Corte d’Appello, che squalificò le due Bar-Honda dal G.P. di San Marino e le escluse dai due round successivi in programma a Barcellona e Monte Carlo. Si scoprì infatti che le due 007, erano dotate di un serbatoio supplementare in cui la benzina veniva utilizzata come zavorra. Un sistema che consentiva a Button e Sato di gareggiare sottopeso, con tutti i vantaggi del caso. A seguito di questo provvedimento disciplinare e della penalità inflitta a Ralf Schumacher, sul podio dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari sarebbe quindi salito Alexander Wurz sulla seconda McLaren. L’austriaco aveva preso il posto del titolare Juan Pablo Montoya, assente già in Bahrein per infortunio. Alla luce di quanto visto ad Imola, la Ferrari aveva comunque dimostrato di essere tornata competitiva, tanto che in molti sostennero che si sarebbe assistito ad un nuovo mondiale. I risultati successivi avrebbero però cancellato l’ottimismo. L’unica vittoria conquistata nel 2005 dal Cavallino, fu siglata ad Indianapolis in un Gran Premo condizionato dalla partecipazione di sole sei vetture, quelle gommate Bridgestone, a fronte della debacle delle Michelin. A disputarsi la corona iridata sarebbero stati Alonso e Raikkonen. Una sfida conclusasi in Brasile, dove grazie al terzo posto, Alonso avrebbe ottenuto il suo primo titolo mondiale.

 

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Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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