Recensioni

Published on Agosto 31st, 2020 | by redazione

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Valentina e la Curva di Lesmo

Guido Crepax e Valentina nel 1965 a Monza – di Carlo Baffi

Sin dalle sue origini, il motorsport è stato oggetto di interesse delle arti figurative. Ricordiamo i manifesti delle corse realizzati da celebri pittori ed illustratori; vere e proprie opere d’arte valutate a peso d’oro dai collezionisti del settore. Ma col passare degli anni, le competizioni motoristiche hanno trovato spazio anche nel mondo delle cosiddette nuvole parlanti, ovvero del fumetto. Dai personaggi dediti esclusivamente all’attività corsaiola come Michel Vaillant creato dal grade Jean Graton, ad altri le cui avventure hanno avuto come palcoscenico il mondo dei motori. Pensiamo all’universo Disney con Paperino al volante della Turbopaper MK1 e la parodia di Alonso Paperonso pubblicata nel settembre del 2012. Ma tra i tanti eroi di carta le cui avventure sono sconfinate sulle piste c’è la popolare Valentina creata dalla raffinata matita di Guido Crepax. Valentina Rosselli milanese, di professione fotografa di moda, è una bruna dall’aspetto molto seducente, dal taglio di capelli a caschetto che ricordano l’attrice Louise Brooks. La figura di Valentina si muove tra avventure reali e universo onirico, dove non manca un tocco di erotismo che grazie al tratto dell’autore non scade mai nella pornografia. Ebbene la sua prima apparizione risale al 1965 sulle pagine della rivista Linus ed ha come scenario proprio il Gran Premio d’Italia a Monza. Parliamo dell’episodio intitolato “La curva di Lesmo”.

Una vicenda tinta di giallo che parte dagli Stati Uniti, in cui l’organizzazione criminale del boss Mr. Carothers combina matrimoni tra belle donne compiacenti e ricchi scapoli, che vengono eliminati in incidenti simulati al fine di intascare l’eredità. Nel mirino dei malviventi finisce Jimmy Johnson, pilota miliardario e marito di Stella Joyce, perfida complice del piano criminale. L’incidente in cui dovrà perdere la vita, dovrà accadere nel corso della gara monzese. Un’occasione perfetta, dal momento che Johnson non ha mai corso nel Tempio della Velocità e sarà per la prima volta al volante di una Ferrari 512. Due sicari saranno presenti in pista ed uno di questi nascosto nella vegetazione presso la Curva di Lesmo dovrà esplodere il colpo fatale al passaggio del driver americano. La difficoltà della curva del tracciato lombardo renderà ulteriormente plausibile l’uscita di strada. Ma a contrastare il piano di Carothers, c’è Philip Rembrandt, famoso critico d’arte nonché fantomatico agente Neutron dotato di uno straordinario potere medianico che gli permette di provocare una paralisi totale temporanea con il solo sguardo. La scena si sposta quindi a Milano dove entra in scena Valentina, che grazie ad un amico in comune incontra Rembrandt. Ovviamente Valentina non conosce la doppia identità dell’uomo, ma tra i due scocca subito la scintilla, si frequentano e diventano amanti. Insieme si recano in Autodromo: Valentina per un servizio fotografico, Neutron invece per sventare il piano omicida. Le fasi della gara sono raffigurate da Crepax con grande cura dei particolari, sia per quanto riguarda le vetture che i piloti. La storia è un susseguirsi di colpi di scena.

Dal delitto in pista che va in fumo, complice lo sguardo di Neutron, a Johnson che vince il G.P. e poi sfugge ad un attentato subito a Venezia. L’epilogo avrà come scenario il mare di Sicilia dove Neutron salverà nuovamente la pelle al pilota e annienterà definitivamente il malvagio Carothers. Ma quest’episodio non rappresenta il battesimo di Crepax nell’ambito dell’automobilismo sportivo. Nato a Milano il 15 luglio 1933, Guido Crepas, “Crepax” è uno pseudonimo ideato da lui stesso, si laurea in architettura, ma non eserciterà mai la professione dal momento che si dedicherà all’illustrazione. Nel ’53 illustra copertine di dischi, in particolare di jazz, un genere che si sposa perfettamente con la sua linea grafica ispirata dalle opere del pittore americano Ben Shahn. E proprio grazie a queste cover, Crepax viene contattato da Luigi Morisetti executive di Shell Italia, che gli affida una campagna pubblicitaria. Sarà un successo ! Una serie di tavole in cui sono raffigurate le competizioni sportive in diverse situazioni, dall’attività ai box ai momenti di gara. Il comune denominatore che balza all’occhio del pubblico, è la presenza delle rosse Ferrari. Il tutto raffigurato con un tratto singolare, ricercato e al tempo stesso innovativo, che vale all’artista milanese la conquista della Palma d’Oro per la pubblicità nel 1957. Alla collaborazione con la Shell che prosegue negli anni successivi, si aggiungeranno alcune copertine per la rivista “Velocità”, a testimonianza della passione di Crepax verso i motori. Poco amante della mondanità e costantemente al lavoro nel suo studio-abitazione di via De Amici, guarda caso la stessa in cui dimora Valentina, Crepax collaborerà con riviste prestigiose creando nuove avventure sia della sua eroina che di altre bellezze al femminile. Il tutto sempre ispirato dalla presenza di sua moglie Luisa, immancabile modella per la realizzazione delle tavole. Dopo circa trent’anni di attività, Guido Crepax afflitto da tempo da sclerosi a placche, si spegnerà nella notte del 31 luglio 2003 presso l’Ospedale Redaelli di Milano. Ma il suo talento indimenticabile continua tuttora ad essere ricordato attraverso riedizioni dei volumi pubblicati ed a mostre.

Immagini tratte dall’album di Guido Crepax

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