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Published on settembre 17th, 2017 | by Massimo Campi

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L’ultimo mondiale dell’Alfa Romeo

La casa del biscione vince il suo ultimo titolo mondiale nel 1977

Vincere un titolo mondiale è sempre il sogno di ogni pilota e di tutte le case automobilistiche, ma nella storia del motorsport uno dei marchi più prestigiosi è stata l’Alfa Romeo, che conquista proprio il primo titolo mondiale della storia nel 1925 grazie alle vittorie ottenute, da Antonio Ascari e da Gastone Brilli-Peri che arrivano primi nel Gran Premio del Belgio a Spa-Francorchamps e nel Gran Premio d’Italia a Monza al volante della P2. Proprio in seguito a questo successo, la casa del Portello inserì nel suo marchio un alloro mondiale. Il blasone sportivo dell’Alfa continua dopo la Seconda Guerra Mondiale con la duplice vittoria di Nino Farina e Manuel Fangio che vincono i primi due titoli mondiale della Formula Uno con l’Alfetta 158 e la sua derivata 159. Poi la storia sportiva dell’Alfa entra nell’oblio, la gestione IRI pensa soprattutto ai numeri, alla produzione delle vetture di serie, ma l’animo da corsa ritorna a galla con le vetture turismo, derivate dalla serie e la nuova gestione esterna dell’Autodelta di Carlo Chiti. All’inizio degli anni’70 l’Alfa Romeo è pronta con la barchetta 33 tre litri a sfidare marchi illustri, ma con un blasone alcune volte inferiore, come Ferrari, Porsche, Matra. L’impegno dell’Alfa non è sempre però costante, la gestione sportiva spesso si scontra con quella pubblica e bisogna aspettare il 1975 per vedere nuovamente il marchio lombardo vincente di un titolo mondiale. La 33TT/12 dell’Ingegnere Chiti monta un inedito telaio tubolare abbinato al V12 di tre litri. La barchetta vince sette delle otto gare in programma con Arturo MerzarioVittorio BrambillaJacques LaffiteHenri PescaroloDerek Bell e Jochen Mass.

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foto Alfa Romeo – Copyright sconosciuto

L’ultimo Titolo Mondiale è quello del 1977, in una annata molto complessa per le vetture a ruote coperte, ormai dimenticate dal grande pubblico, e dalla autorità sportiva, che predilige le monoposto di Formula Uno. La vera crisi delle ruote coperte inizia nel 1976, con il mondiale sdoppiato in due categorie, una per le “Silhouette” Gruppo 5, derivate dalle serie, e l’altra per i prototipi Gruppo 6. Nel 1977 si continua nella stessa strada, con le Porsche 935 che dominano le gare della categoria Silhouette e l’Alfa Romeo che spopola tra i prototipi con la barchetta 33SC12, il nuovo prototipo sempre progettato dall’Ingegnere toscano con il telaio monoscocca in lamiera scatolata. L’Alfa Romeo però ha problemi finanziari e la gestione delle vetture viene affidata al Team dell’ex pilota tedesco Willi Kausen, sempre sotto il controllo diretto della casa lombarda e dell’Autodelta di Chiti.

Le ruote coperte, divise nei due campionati, non brillano certamente per numero e qualità dei partecipanti. La barchetta del Portello non ha praticamente rivali, unica vettura degna di nota è la artigianale Toj del pilota-costruttore Joerg Obermoser, veloce, ma non consistente. Le rosse Alfa 33SC12 fanno il pieno di vittorie con Arturo Merzario, Vittorio Brambilla e Jean Pierre Jarier che si dividono vittorie e podi in tutte le gare. Vittorio Brambilla vince a Monza, davanti al suo pubblico, Arturo Merzario domina la Coppa Florio, sulle strade delle Madonie, dimostrando ancora una volta di essere il migliore sui circuiti stradali.

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foto Alfa Romeo – Copyright sconosciuto

L’ultimo botto per la casa italiana è a Salisburgo con la comparsa della versione turbocompressa. E’ il 18 settembre del 1977, ultima gara della stagione, il podio austrico è tutto rosso Alfa, con Vittorio Brambilla che precede Arturo Merzario e la terza 33SC/12 di Spartaco Dini e Giorgio Francia. Poi finisce tutto, la serie mondiale è abolita per il 1978, degradata a Campionato Europeo, ma non si riuscirà ad assegnare il titolo per l’abolizione di alcune gare causa scarsità di partecipanti, con Reinhold Joest che vince le poche gare disputate al volante della vecchia Porsche 908/03 rivitalizzata dal motore turbo. Unica stella del firmamento a ruote coperte rimane la 24 Ore di Le Mans, fuori da qualsiasi campionato dal 1975, ma sempre ambita per le case. Jacky Ickx, con Jurgen Barth, vincerà la corsa compiendo uno dei suoi capolavori sotto l’acqua incessante nel buio della notte.

A fine stagione 1977 le rosse barchette Alfa smetteranno di correre, la sirena della Formula Uno ha contagiato anche il marchio di Arese, ma le delusioni avranno ben presto la meglio sull’entusiasmo della squadra corse di Settimo Milanese e par l’Alfa Romeo non ci sarà più nessun titolo mondiale da festeggiare, ma solo vittorie varie, titoli europei e nazionali con le vetture turismo ed i motori derivati dalla serie che equipaggiano le monoposto di Formula Tre.

Gallery: foto Massimo Campi 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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