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Published on Giugno 25th, 2013 | by Bruno Brida

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F1 GP Gran Bretagna: dopo la farsa, si torna a correre

Il podio del GP di Gran Bretagna 2012: da sinistra, Fernando Alonso (Ferrari), Mark Webber (Red Bull) e Sebastian Vettel (Red Bull).

Il podio del GP di Gran Bretagna 2012: da sinistra, Fernando Alonso (Ferrari), Mark Webber (Red Bull) e Sebastian Vettel (Red Bull).

Dopo tre settimane di pausa, il campionato di Formula 1 riprende là dove è nato 63 anni fa. Domenica, infatti, si corre a Silverstone il Gran Premio di Gran Bretagna che, sulla carta, dovrebbe essere carico degli umori scaturiti dalla pilatesca sentenza emessa dalla Fia sul caso del test Mercedes-Pirelli ritenuto da molte squadre illegale.

La Red Bull aveva preannunciato una specie di boicottaggio ma non farà nulla di concreto (nel circus c’è l’abitudine di lanciare il sasso per poi nascondere la mano), la Ferrari non nasconderà l’irritazione per un test “illegale” che ha dato competitività ad una nuova pericolosa rivale, ma non andrà oltre.

Insomma, “tutto va bene , madama la marchesa”, anche se dopo la sentenza Fia ognuno può sentirsi autorizzato a non rispettare le regole, se le pena è un’innocua tiratina d’orecchie, e neppure tanto forte.

Torniamo all’evento agonistico, che è meglio. Dunque, al GP di Gran Bretagna e alla pista Silverstone, con le sue elevate velocità e gli alti livelli di energia laterale.

Negli ultimi anni, l’originaria configurazione del tracciato che ricalcava il perimetro di un vecchio aeroporto militare della Seconda Guerra mondiale, è stato modificato introducendo settori più lenti e più tecnici dove l’accelerazione combinata è decisamente importante: infatti, quando il pilota sterza ed accelera, il lavoro dello pneumatico diventa cruciale.

Alcune parti della pista, poi, sono state riasfaltate e quindi sono meno abrasive rispetto a quelle con asfalto vecchie che assicurano maggior grip ma che provocano nelle gomme più usura e più degrado.

«La stabilità ad alte velocità è molto importante a Silverstone – spiega Paul Hembery, direttore di Pirelli Motorsport – con un’energia di frenata molto bassa. I carichi aerodinamici sono medi: i tecnici dei team devono trovare il giusto compromesso tra l’esigenza di grip aerodinamico e le curve veloci. Le accelerazioni laterali sugli pneumatici sono tra le più alte, con un picco di ben 5 g e con una temperatura di superficie della gomam che può superare i 110 °C».

Come purtroppo accade troppo spesso in F1, anche a Silverstone non è semplice il sorpasso, per cui diventano vitali qualifiche e strategie di gara.

«Per il Gran Premio di Gran Bretagna – continua Paul Hembery – metteremo a disposizione dei team le due mescole più dure della nostra gamma, ossia i pneumatici P Zero Orange Hard e P Zero White Medium, con un nuovo collante che lega il battistrada alal cintura in acciaio per eliminare i casi di delaminazione che si sono verificati in alcune occasioni». Sempre che non piova, cosa non rara a Silverstone, nel qual caso sono pronti il Cinturato Blue Wet ed il Cinturato Green Intermediate.

«L’anno scorso abbiamo assistito ad una strategia a due soste, in condizioni di asciutto dopo due giorni di pioggia – conclude il direttore di Pirelli Motorsport – ma quest’anno le mescole sono più morbide, dunque, se non pioverà potremmo vedere tra le tre e le quattro soste».

Nel video, Pirelli presenta il Gran Premio di Gran Bretagna.

 

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About the Author

Bruno Brida

Laureato in ingegneria. Giornalista da oltre 40 anni nel settore motoristico, produzione e sportivo. Consulente della comunicazione. Esperienze: redattore di Quattroruote, caporedattore di Autoruore 4x4, caporedattore centrale della Gazzetta di Crema e della Gazzetta di Monza, direttore di Paddock.



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