Bernd Rosemayer, l’asso dell’Auto Union


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Published on Marzo 11th, 2013 | by Massimo Campi

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Bernd Rosemayer, l’asso dell’Auto Union

 

 Bernd Rosemeyer, Elly Beinhorn, Ferdinand Porsche

 

Bernard Willhem “Bernd” Rosemeyer nasce a Lingen (Germania, Bassa Sassonia) il 14 ottobre 1909 e, come moltissimi altri colleghi, inizia la carriera nel mondo delle corse con le motociclette, nel 1931. Compete con successo in numerose gare locali e nazionali in Germania con BMW e NSU. Il talento e le grandi capacità gli fruttano numerose vittorie e viene notato dagli osservatori, tanto che presto viene ingaggiato dalla DKW. Con la moto tedesca continua a ben figurare e diventa presto uno dei giovani più considerati dai tecnici e dai giornalisti e uno dei più amati dai tifosi. Gli osservatori della Auto Union (del cui gruppo la DKW fa parte) sono alla ricerca di un giovane pilota di talento da affiancare occasionalmente ai titolari Varzi e Stuck e Bernd, assieme ad altri, viene convocato per effettuare un test.

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Nel Novembre del 1934 ha così l’occasione di provare l’auto dei quattro anelli al Nurburgring: è la prima volta in assoluto che guida un’auto da corsa. Nonostante l’inesperienza emerge tra gli altri e ottiene un contratto per correre qualche gara l’anno successivo.

Willi Walb, direttore sportivo della squadra, durante i primi GP del ’35 tiene Rosemeyer “fermo”, ma lo fa debuttare sul velocissimo tracciato dell’AVUS, dove si mette subito in mostra ma si deve ritirare per la rottura del motore. La bella gara gli vale la riconferma per il successivo Gran Premio dell’Eifelrennen. Su questo tracciato, alla seconda gara in assoluto con le quattro ruote, giunge secondo dietro a Caracciola con la Mercedes.images

Carattere allegro, grande voglia di emergere, entusiasmo “contagioso” e grandissime doti di guida: Rosemeyer non tarda a farsi notare dalla stampa che lo acclama come la nuova promessa tedesca. Rosemeyer non lascia più il suo posto e prosegue a gareggiare per tutta la stagione: giunge quinto al GP di Francia, quarto al Nurburgring e secondo a Pescara ed arriva la prima vittoria della carriera, a Brno, a soli quattro mesi dal debutto.

Il 1936 è ricordato negli annali della storia dell’automobilismo come l’anno di Rosemeyer: il tedesco ha a disposizione una nuova versione migliorata dell’Auto Union e domina nettamente la stagione, lasciando le briciole agli avversari. Si ritira a Montecarlo dove sbatte contro un parapetto,

Dopo altre tre corse poco fortunate a Tunisi, Tripoli e Barcellona inizia la serie positiva al Nurburgring. Rosemeyer ha il primo, epico scontro contro Tazio Nuvolari, unico pilota che con l’Alfa Romeo riesce ancora a vincere contro i bolidi tedeschi. La gara, che nel finale si svolge con la nebbia negli ultimi giri vede il prodigioso recupero di Rosemeyer su Nuvolari: il tedesco nonostante la visibilità quasi azzerata spinge al massimo, staccando a memoria nelle numerose curve e riuscendo alla fine a superare l’italiano.

Nuvolari si rifà a Budapest mentre Bernd torna a vincere ancora al Nurburgring, a Pescara, Berna e Monza. A Berna è protagonista di un memorabile duello con Caracciola, con cui si crea una forte rivalità simile a quella esistente tra Varzi e Nuvolari.

Rosemeyer inizia a correre ed a vincere anche nelle gare in salita in Germania. Debutta e vince a Friburgo e Stuck, specialista della categoria, rimane impressionato dalla sua meticolosa preparazione, dalla facilità di adattamento che dimostra e dalla sua velocità. Al termine dell’anno sarà campione europeo dei Gran Premi e campione tedesco della montagna e, naturalmente, è il punto di riferimento della squadra Auto Union. Infine, durante l’anno, si sposa con l’aviatrice Elly Beinhorn, conosciuta un anno prima: i due formano la “coppia più veloce del mondo”.

Nel 1937 la Mercedes schiera la nuova vettura capace di oltre 640 cavalli e l’Auto Union non riesce a reggere il confronto. Rosemeyer però riesce ugualmente a vincere all’Eifelrennen, alla coppa Acerbo e a Donington. Vince anche la prestigiosa coppa Vanderbilt negli Stati Uniti.

In Ottobre debutta anche al volante della vettura da record, derivata da quella che corre i GP. Anche in questa specialità sostituisce Stuck e in Ottobre, sull’autostrada Francoforte-Darmstadt, conquista il record di velocità a 408 km/h, battendo clamorosamente la Mercedes.
La corsa ai record sembra finita ma la Mercedes non vuole soccombere e fa riaprire le sessioni per nuovi tentativi e prepara la rivincita.rosemayer_005__scaled_600-1

Il 28 Gennaio 1938 le due case tedesche sono pronte per riaprire la sfida, ancora sull’autostrada Francoforte-Darmstadt. Parte la Mercedes che riesce a migliorare il precedente record e raggiunge una velocità di 423 km/h. Al ritorno il suo pilota, Rudolf Caracciola, consiglia Rosemeyer di rimandare al giorno successivo poichè sulla pista soffia un forte vento laterale, pericolosissimo alle elevate velocità. Ma Rosemeyer non ha paura e vuole battere subito il record della Mercedes per non permettere che i giornalisti l’indomani scrivano del trionfo della casa rivale. Così parte ugualmente, nonostante gli stessi tecnici Auto Union siano contrari.rosemayer_5

Sarà un viaggio senza ritorno: una fortissima raffica di vento colpisce la vettura proprio all’uscita da un sottopassaggio; il pilota riesce ugualmente a correggere con lo sterzo e a non perdere il controllo della vettura che in quel momento aveva raggiunto e superato i 450 km/h, ma sfortunatamente le ruote di destra finiscono sull’erba umida, la perdita di aderenza è inevitabile e la macchina impazzita esce di strada.

Al chilometro 508 dell’autostrada Francoforte-Darmstadt, nella prima area di sosta verso sud subito dopo l’uscita LangenMorfelden si trova ancora un cippo eretto in memoria di Bernd Rosemeyer.rosemayer_incidente

La popolarità di Rosemeyer, negli anni ’30, ha rasentato quella di una pop stars degli anni nostri, è stato la meteora più brillante nella storia delle competizioni: comparso quasi dal nulla, si è subito inserito ai vertici dell’automobilismo, prima di volare via, nell’inverno del ’38, mentre inseguiva il mito della velocità, assieme alla sua Auto Union.

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Fra il 26 maggio 1935, data della sua prima gara all’Avus ed il 28 gennaio 1938 sono passati solamente 978 giorni. In mezzo ci sono 33 gare, 10 vittorie e sei secondi posti, un matrimonio con una delle donne più famose al mondo e la nascita del loro unico figlio, Bernd II, che il 28 gennaio aveva solamente 77 giorni di vita.

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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