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Published on gennaio 9th, 2018 | by Massimo Campi

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Sessanta primavere per Eddie Cheever

Eddie Cheever, l’americano di Roma compie 60 anni

Sessanta anni fa, il dieci gennaio 1958, in Arizona, a Phoenix nasce Eddie McKay Cheever, un bambino che ben presto diventerà un pilota. Passano pochi anni e la famiglia si trasferisce a Roma, in famiglia si respira aria di motori, il padre è un grande appassionato di corse e fa debuttare il piccolo Eddie con i kart. Il ragazzino va forte ed a soli 15 anni vince sia il titolo italiano che quello europeo.

È una piccola star della specialità ed appena è possibile arriva il debutto in monoposto con la F.3 ed in seguito con la F.2 dove conquista nel 1978 il secondo gradino del podio a Pergusa. Nell’ambiente è presto soprannominato “L’americano de Roma” e nello stessa stagione, a soli 20 anni tenta il debutto in F.1 con la Theodore. La monoposto è un fallimento e dopo due fallite qualifiche passa all’ormai decaduta Hesketh. Riesce a partire in Sud Africa, con un 25º posto sulla griglia, la gara dura solo 8 giri con il V8 Cosworth che finisce in una nuvola di fumo. È la fine per la gloriosa Hesketh che dopo questa gara chiude i battenti e Cheever ritorna in F.2 con Osella. Nel 1979 vince tre gare a Siverstone, Pau, Zandwoord e finisce quarto in campionato. Il ritorno in F.1 avviene nel 1980, proprio con la squadra di Enzo Osella che debutta nella massima formula.

Anche quell’anno Cheever non conquista punti iridati e non si qualifica nelle prime due gare. In Sud Africa ottiene la qualificazione con la ventitreesima piazza, ma si ritira, destino che gli capita anche alla gara successiva. Ancora una volta non si qualifica in Belgio e a Monaco. Riesce a concludere una gara solo al GP di Italia con un 12º posto a 3 giri dal vincitore. I suoi sforzi vengono però notati dalla Tyrrell, che lo ingaggia per la stagione 1981. Cheever ripaga con 10 punti iridati.

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L’anno successivo passa alla Ligier e conquista tre podi (secondo a Detroit, terzo in Belgio e a Las Vegas), concludendo al dodicesimo posto in classifica piloti.

Dopo questa esperienza arriva l’ingaggio della Renault  per il 1983, la migliore stagione in F.1 di Cheever,  anche se perde nettamente il confronto con Alain Prost, suo compagno di squadra. Eddie conclude la stagione con un secondo e tre terzi posti.

Dalla Renault passa all’Alfa Romeo ma anche con la squadra italiana i risultati non arrivano a causa della scarsa competitività della vettura. Nel 1984 ottiene solamente tre punti in Brasile. Ancora peggio è il 1985, in cui Cheever non ottiene punti e nel 1986 disputa una sola corsa, quella di Detroit, per la Lola al posto dell’infortunato Tambay.

Nel 1987 passa alla Arrows, la vettura è competitiva ed ottiene alcuni piazzamenti con otto punti in campionato. Rimane con la squadra inglese per altre due stagioni finendo due volte sul podio. Nel 1988 è terzo a Monza dietro le due Ferrari di Berger ed Alboreto e nel 1989 risale nuovamente sul gradino più basso del podio in America. Non riesce a trovare un volante competitivo ed a fine anno abbandona la F.1 chiudendo la carriera con 132 Gran Premi disputati, senza mai aver vinto, conquistando come miglior risultato due secondi posti.

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Nel 1987 Cheever corre anche per la TWR Jaguar nel mondiale Endurance. Nella squadra di Tom Walkinshaw in coppia con Raul Boesel vince a Jerez al Nurburgring ed a Siverstone. Nel 1988 sempre con la TWR Jaguar è in coppia con Brundle e salgono sul gradino più alto del podio a Silverstone ed al Fuji.

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Finita l’avventura nella massima formula decide di dedicarsi al mondo americano nel campionato CART, senza mai ottenere brillanti risultati (riesce comunque a conquistare il titolo di debuttante dell’anno nel 1990). La sua prima partecipazione risale al 1986, anno in cui non conquistò nemmeno un punto. Ritiratosi dalla Formula 1 si dedica completamente alla categoria, conquistando come miglior risultato un nono posto in classifica finale per due anni consecutivi: nel 1990 e nel 1991.

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Archiviata l’esperienza nella categoria CART, Cheever si unisce alla Indy Racing League e corre per varie edizioni nella categoria, disputando anche la 500 miglia di Indianapolis. Arrivato nel 1996, l’anno successivo fonda un suo team e ottiene il suo miglior risultato nella categoria con un terzo assoluto. Negli anni seguenti il pilota statunitense continua a disputare l’evento ma non riuscì mai a trionfare, fino al 1998 in cui riesce finalmente a vincere la 500 Miglia di Indianapolis dopo essere partito dal 17º posto.

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Si ritira dalle corse nel 2002, dedicandosi al suo Team, Cheever Racing, ma nel 2005 ritorna in pista nella GP Masters, categoria in cui gareggiano gli ex piloti di Formula 1 che hanno oltre 45 anni, vincendo l’ultimo GP della categoria nel 2006.

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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