Storia

Published on Dicembre 21st, 2015 | by Massimo Campi

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Lorenzo Bandini: 21 dicembre 1935

Lorenzo Bandini avrebbe compiuto oggi 80 anni.

Era nato a Barce, una colonia italiana in Libia, parliamo di Lorenzo Bandini che oggi, il 21 dicembre, avrebbe compiuto ottanta anni, ed invece ci ha lasciato il 10 maggio del 1967 con una tragedia sul circuito di Montecarlo che ha avuto grande risonanza internazionale. Lorenzo Bandini era nato nel 1935, figlio di quel momento storico, con i genitori emigrati in Libia alla ricerca di nuove opportunità nelle colonie. Quando rientrano in Italia, nel 1938, si stabiliscono in una frazione del comune di Brisighella, in provincia di Ravenna, dove acquistano un albergo, ma ben presto arriva il secondo conflitto mondiale e le fortune accumulate svaniscono in fretta. L’albergo viene distrutto, il padre è vittima di quel periodo storico e ben presto il giovane Lorenzo deve contribuire alla famiglia. La passione per i motori si accende quando inizia a lavorare come garzone nell’officina di un riparatore per moto a Reggiolo, una passione che lo manderà a cercare fortuna a Milano, dove vive la sorella Gabriella. Sono gli anni del dopoguerra, in giro ci sono diverse opportunità, la voglia di riscatto del giovane Lorenzo dopo anni di problemi è tanta ed è il 1950 quando trova lavoro nel Garage Rex di Goliardo Freddi in via Plinio, nel capoluogo Lombardo. È una nuova vita, con Freddi inizia a frequentare Monza, ma anche sua figlia, Margherita, che diventerà sua moglie. La velocità, le corse lo attraggono e nel 1956 prende parte alla sua prima gara, la Castel Arquato-Vernasca, con la Fiat 1100 del futuro suocero. Il primo risultato di prestigio è la vittoria di classe nella 2000 Gran Turismo alla Mille Miglia su una Lancia Appia Coupè, la carriera di Bandini decolla, inizia a gareggiare in F.Junior con una Staguellini ed  il 18 giugno del 1961 debutta nel G.P. del Belgio a Spa su una Cooper Maserati della Scuderia Centro-Sud di Mimmo Dei. Con il successo alla 4 ore di Pescara, al volante di una Ferrari privata, arriva la chiamata da Maranello e Lorenzo è subito pronto alle grandi sfide con la rosse, da sempre il suo sogno. Corre con le monoposto ed i prototipi e proprio con questi arriva la grande notorietà con il primo posto nella 24 Ore di le Mans del 1963 in coppia con Ludovico Scarfiotti. È il grande riscatto di un ragazzo modesto, diventato famoso grazie al lavoro ed alla caparbietà. Ferrari lo promuove sul campo, Bandini sarà il secondo pilota della scuderia al fianco di John Surtees per il 1964, e Lorenzo non delude aiutando il “figlio del vento” nella conquista del titolo mondiale, con il famoso round finale in Messico e l’italiano che spinge fuori pista la BRM di Graham Hill consegnado la matematic vittoria mondiale a Surtees. Il 1964 è anche l’anno dell’unica vittoria mondiale di Bandini, il 23 agosto a Zeltweg. Poi iniziano gli anni con le Ferrari sempre più in crisi, e Lorenzo che cerca di tenere sempre alto il blasone delle vetture italiane, fino al fatidico 1967, quando sente che potrebbe essere il suo anno, sente che è ora di raccogliere i frutti di tanto lavoro. La stagione ’67 parte alla grande, almeno con le ruote coperte: trionfo nella 24 Ore di Daytona ed alla 1000 Km di Monza, sempre con il giovane Chris Amon.

Bandini Montecarlo (autore sconosciuto)

Bandini – Montecarlo (autore sconosciuto)

La stagione delle monoposto parte con la gara monegasca, Bandini sa di potere ambire in alto, di essere sicuramente tra i protagonisti, ma al secondo giro la sua Ferrari 312 scivola sull’olio perso da Jack Brabham. Riesce a rimanere in pista dopo il testacoda, ma riparte attardato, deve recuperare, la gara è lunga 100 giri, anche se a Montecarlo è sempre duro tornare tra i primi quando sei attardato. Dennis Hulme è in testa, Lorenzo ha 20” di distacco quando mancano una ventina di giri alla bandiera a scacchi, ma il pilota italiano è stanco, la rimonta e la tensione lo hanno stancato. Lorenzo non appare più lucido, la fatica ha preso il sopravvento, i tempi sono incostanti e risponde più ai segnali dei box. All’82 esimo giro arriva il dramma con la sua Ferrari n°18 che arriva lunga alla chicane del porto, urta una bitta, si spezza in due e prende fuoco. Una densa colonna di fumo nero si sprigiona dalla monoposto rovesciata e viene ripresa dalla diretta televisiva. Lorenzo Bandini viene estratto dai rottami carbonizzati, presenta ustioni su circa l’80% del corpo, saranno tre giorni terribili  nel nosocomio di Montecarlo, dove morirà dopo tre giorni di agonia. La tragedia entra dritta nel cuore di tutti gli appassionati: Lorenzo Bandini rappresentava il riscatto di molti italiani dopo gli anni bui della guerra. Un ragazzo che, da semplice garzone meccanico di provincia era approdato nell’olimpo, con il lavoro, con grandi sacrifici e quando si apprestava a conquistare i risultati tanto inseguiti è scomparso, lasciando un  vuoto nel cuore di molti.

 

 

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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