Formula 1

Published on Agosto 25th, 2014 | by Bruno Brida

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Lewis Hamilton (Mercedes): “A Monza non so proprio come mi comporterò con Rosberg”

Prima scorreva sotterranea, sottolineata da qualche stilettata. Ora, nel team Mercedes è guerra aperta, nonostante i responsabili della squadra, Toto Wolff e Niki Lauda, cerchino affannosamente di riportare nei ranghi i loro due piloti. La loro preoccupazione è evitare che una stagione che si prospettava trionfale si chiuda di sicuro con la conquista dei due titoli in palio (conduttore e costruttori) ma con l’immagine del marchio tedesco offuscato.

Wolff e Lauda intendono innanzitutto calmare un Lewis Hamilton che sputa fuoco e fiamme contro Nico Rosberg, ufficialmente compagno di squadra, in realtà nemico giurato: “Non so proprio come potrò continuare a stare assieme a lui. Quando sei in gara conti sul fatto che gli altri usino la testa e che non cerchino di sbatterti fuori deliberatamente”.

Già perché, secondo Hamilton ma smentito da Wolff, nella riunione post-gara Rosberg avrebbe ammesso di aver cercato il contatto fisico con la monoposto dell’inglese che lo aveva bruciato al via. Ancora Hamilton: “Come puoi fidarti di uno così quando lotti testa a testa? Dopo quanto ha confessato, non so proprio come affrontare la prossima gara, a Monza”.

La convinzione generale dei loro colleghi è che Rosberg è sicuramente colpevole di quanto accaduto al secondo giro del GP del Belgio di ieri (nella foto d’apertura), ma che il suo sia stato più una reazione istintiva per una cattiva paretnza che un atto deliberato per mettere fuori causa l’avversario più pericoloso per il titolo. Titolo che, dopo Spa, si sta allontanando sempre più da Hamilton.

Ora Toto Wolff minaccia il ricorso agli “ordini di scuderia”. Ma quali e soprattutto nei confronti di chi? Quando si ha tra le mani una vera macchina da vittoria” qual è la Mercedes W05, ogni pilota si sente autorizzato a sfruttarla per vincere il mondiale. Come dargli torto? È un’occasione che potrebbe non ripetersi nel corso della carriera, vedi Fernando Alonso che da anni insegue disperatamente il terzo titolo iridato.

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Jackie Stewart in trionfo a Monza dopo la vittoria “scippata” al compagno di squadra Graham Hill al GP d’Italia 1965 (foto PlanetF1).

Che può fare la Mercedes a questo punto? Una cosa sola, probabilmente: “rallentare” Rosberg in una delle prossime gare (Monza?) per consentire ad Hamilton di cercare di recuperare i punti in classifica persi a Spa, per poi “tenerli separati” fino alla conclusione della stagione che inevitabilmente lascerà strascichi velenosi.

D’altra parte, come tutte le attività professionistiche, anche la Formula 1 è ricca di episodi del genere. Uno per tutti: Monza, 12 settembre 1965, ultimo giro del Gran Premio d’Italia. Al comando indisturbate due BRM, quella del campione del mondo Graham Hill, seguita da quella del pressoché sconosciuto scozzese Jackie Stewart, alla sua ottava gara nel mondiale, ingaggiato come guardaspalle di Hill.

All’ingresso della Parabolica di quell’ultimo giro Graham Hill rallenta per salutare la folla che lo applaude sicuro vincitore quando, attonito, si vede affiancare e sfilare dal compagno di squadra che coglie al volo l’occasione di vincere il suo primo Gran Premio, incurante delle conseguenze del suo atto di grave insubordinazione. A fine anno, per volere di Graham Hill, sarà licenziato dalla BRM, bollato come “traditore”.

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About the Author

Bruno Brida

Laureato in ingegneria. Giornalista da oltre 40 anni nel settore motoristico, produzione e sportivo. Consulente della comunicazione. Esperienze: redattore di Quattroruote, caporedattore di Autoruore 4x4, caporedattore centrale della Gazzetta di Crema e della Gazzetta di Monza, direttore di Paddock.



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