Storia

Published on Settembre 2nd, 2015 | by Massimo Campi

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Willy Mairesse, “un pilota che si faceva volere bene”

Il 2 settembre del 1969 perdeva la vita il pilota belga

 

Decise di porre fine alla sua esistenza in una stanza di albergo ad Ostenda. Non poteva più correre, solcare le piste, sentire quella scarica di adrenalina che ti da la velocità, la competizione, le macchine da corsa, decise che la sua vita non aveva più senso, era giunta al capolinea. Parliamo di Willy Mairesse, uno dei più forti piloti belgi, che iniziò la carriera nel mondo dell’automobilismo solamente a 25 anni, prendendo parte a bordo di una Porsche 356 alla Liegi-Roma-Liegi, vincendo poi la categoria fino a 1,3 litri nel 1955 con la sua Peugeot 203 e l’assoluta nel 1956 con una Mercedes 300 SL.

Venne poi notato da Jaques Swaters della Ecurie Nationale Belge e corse con le vetture della scuderia belga le successive tre stagioni in gare con vetture sport dove venne notato da Enzo Ferrari che decise di offrigli un contratto per correre con una delle sue vetture ufficiali. Mairesse debuttò in Formula 1 al Gran Premio del Belgio 1960 alla guida di una Ferrari ed a Monza riuscì, ad ottenere i suoi primi punti, concludendo al terzo posto dietro i compagni di squadra Phil Hill e Richie Ginther.

Pilota irruento, ma di grande stile e velocità, un pilota che si dedicava completamente alle corse, senza mai risparmiarsi. Il primo grave incidente lo ebbe nel 1962 in Belgio durante un lungo duello con Trevor Taylor per la seconda posizione fino a quando sbandò alla curva del Blanchimont; sbalzato dalla sua vettura, che prese fuoco, venne trasportato immediatamente all’ospedale, in cui gli vennero comunque riscontrate solo alcune lievi ustioni e qualche graffio. Il secondo grave incidente lo ebbe nel 1963 al Gran Premio di Germania dove  rimase ucciso anche un addetto alla sicurezza e lo stesso Mairesse riportò diverse lesioni alle braccia dovendo dire addio alla sua carriera in Formula 1.

Dopo il rientro dalla convalescenza Willy Mairesse si dedicò esclusivamente alle gare di durata, dove correva già da anni. Vinse l’edizione 1964 del Gran Premio d’Angola e la gara di Spa del 1965. Lo stesso anno ottenne anche due terzi posti nell’appuntamento francese e nella 24 Ore di Le Mans. Nel 1966 conseguì invece la vittoria nell’edizione di quell’anno della Targa Florio.

Nel 1968 prese nuovamente parte alla 24 Ore di Le Mans, ma fu protagonista di un grave incidente a seguito del quale rimase in coma per due settimane. Il belga non si riprese mai completamente dall’accaduto e costretto ad interrompere definitivamente la propria carriera iniziò la sua fase di depressione che lo portò al gesto estremo nella camera dell’hotel di Ostenda.

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Mauro Forghieri così ricorda il pilota belga, ai tempi collaudatore della Ferrari GTO: La GTO era il risultato del lavoro di Giotto Bizzarrini. La macchina all’inizio era veramente brutta da guardare ed una volta omologata e prodotta vennero a galla dei gravi difetti di assetto. Venne incaricato Willy Mairesse delle prove su strada ed andò a testarla sui curvoni della Bologna – Firenze dove volò fuori strada distruggendo la vettura. Il pilota belga venne inizialmente incolpato dell’uscita di strada, ma ci dette un sacco di spiegazioni sull’accaduto, convincendoci che la colpa era della vettura e non sua. Disse che la GTO in velocità oscillava molto ed aveva un comportamento autosterzante che la rendeva pericolosa ed instabile alle alte velocità. Capimmo allora finalmente il problema, il belga era un uomo che si faceva volere molto bene, veniva da una famiglia elevata ma era molto umile nel suo lavoro. Mairesse era dei piloti più forti e coraggiosi che ho conosciuto. Ebbe un brutto incidente dove si bruciò tutto per colpa di un rifornimento fatto male. La vettura prese fuoco, lui uscì dai box con la macchina in fiamme, e si dovette fermare. Era pieno di ustioni, ma venne comunque da me prima di farsi ricoverare per informarmi dell’accaduto. Aveva un fegato pazzesco, tanto che scelse il suicidio quando si accorse che non poteva più vivere secondo i suoi standard fisici”.

 

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About the Author

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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