Manifestazioni

Published on Settembre 5th, 2023 | by Massimo Campi

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Historic Formula Show 2023

 

Per la prima volta in Svizzera, Lugano è stato il palcoscenico di auto da corsa storiche, consentendo a tutti gli amanti del motorsport di compiere un imperdibile viaggio nel passato per rivivere le appassionanti atmosfere delle competizioni automobilistiche d’una volta attraverso una esposizione di monoposto.

Nell’elegante ed esclusivo contesto dello «Swiss Luxury District» il 2 e il 3 settembre è stato possibile ammirare da vicino vetture che hanno fatto la storia delle corse dal dopoguerra all’inizio degli anni ‘70 ma anche scoprirne tante curiosità delle loro storie e dei risultati ottenuti.

Oltre all’esposizione nella piazza principale di Lugano anche una conferenza/dibattito sulla storia della Formula 1, organizzata da Franco Fraquelli e Marco Coppini con la collaborazione degli ingegneri Mazzola e Stirano, due grandi esperti della storia delle corse.

Tra le varie monoposto esposte ci sono stati dei pezzi di pregio, come la March 712M che vinse il Campionato Europeo di F2 nel 1971 con Ronnie Peterson, al volante della vettura con il telaio #7. La vettura esposta con il telaio #20, apparteneva al Team di Frank Williams e venne guidata dal pilota brasiliano Carlos Pace che, tra l’altro, vinse la gara di Imola il 25 luglio 1971.
Concluso il Campionato Europeo, la vettura, che era stata portata dal Team Williams in Brasile come vettura di scorta per il “Torneio Brasiliero”, venne utilizzata da Ronnie Peterson nel “Heat 2” della gara di Interlagos del 7 novembre 1971 e ciò in quanto Peterson aveva danneggiato la sua vettura (telaio #7) nel “Heat 1”. Peterson concluse l’”Heat 2” in P3 (ma non si classificò nella combinata a causa del ritiro in “Heat 1”).

La vettura, che appartiene a Carlo De Conte, monta il 4 cilindri Ford/BDA di 1.6 litri è attualmente presentata con la livrea di Ronnie Peterson.

Un forte tributo è stato dedicato ai piloti svizzeri, Jo Siffert, Clay Ragazzoni e Silvio Moser. La Lotus 20 di F.Junior ebbe un enorme successo, portata in pista da piloti del calibro di Jim Clark, John Surtees, Denis Hulme e, naturalmente, Jo Siffert. Nonostante i limitati mezzi economici, “Seppi” Siffert vinse nel 1962 moltissime gare in tutta Europa, dominando il World Junior Trophy 1962, con l’esemplare esposto e lo stesso modello di vettura venne utilizzato anche da Moser. Con la Bellasi/Ford il pilota svizzero tento la qualificazione in diversi Gran Premi del 1970, ma riuscì a conquistare due vittorie nelle gare in salita. Moser fu il primo ticinese a conquistare punti in F.1 con la Brabham BT24 anche lei esposta nella manifestazione, come la Ensign N177, guidata da Clay Ragazzoni, andò a punti in 5 Gran Premi. Attualmente è guidata da Alex Caffi che ha vinto il Grand Prix Historique di Monaco nel 2016 e 2018.

La Elva 100 di F.Junior fu utilizzata nel 1959 dal pilota inglese Peter Arundell ed è uno degli ultimi telai inglesi a motore anteriore. A Lugano anche la Ralt RT35 F.3 di Jaques Villeneuve nella livrea in cui corse alcune gare in estremo oriente.

La vettura più datata era la Cisitalia D48, debutta in gara al Circuito di Vercelli il 9 maggio 1948 con Mario Porrino, pilota della squadra ufficiale, che è costretto al ritiro per la rottura del ponte posteriore al momento della partenza. Vince Bonetto sull’altra Cisitalia ufficiale, una D48 con carrozzeria normale. Il 16 maggio la D48 viene portata a Monaco per il Gran Premio di Formula 1. La vettura è pilotata da Nuvolari, che si ritira al sedicesimo giro per la rottura del motore. Anche Taruffi, che corre con la D46, si ritira per l’incrinatura di uno dei serbatoi del carburante, quando è in quinta posizione al 64° giro. La terza e ultima gara della D48 in veste ufficiale è il Gran Premio di Bari, dove Taruffi parte dalla prima fila, ma si ritira per un guasto al 29o giro. Vince Landi su Ferrari, ma due Cisitalia D46 conquistano il secondo e terzo posto con Bonetto e Varzi.

Oltre a queste vetture tante altre famose come la Shadow DN1 del Team Embassy/Hill, la March 761 con livrea Jegermaister, la Arrows A6 e la Amweg 76 con motore BMW due litri che ha conquistato parecchie gare nelle cronoscalate.

Immagini © Massimo Campi

 

 

 

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About the Author

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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