Formula 1

Published on Marzo 6th, 2021 | by redazione

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F.1, le presentazioni delle vetture 2021

Di Carlo Baffi

Settimana ricca di presentazioni quella che si sta concludendo. Dopo McLaren, Alpha Tauri, Alfa Romeo, Red Bull e Ferrari (solo la squadra), ecco le altre protagoniste del Mondiale di Formula Uno 2021, che scatterà il 28 marzo prossimo in Bahrain. Partiamo dalla regina del Circus, la Mercedes che ha dominato le ultime stagioni. A Brackley si sono alzati i veli sulla W12, l’evoluzione della vettura dell’anno scorso. Complice il congelamento di parecchie parti, in primis il telaio, la struttura di base è rimasta identica, ma i tecnici della “Stella a Tre Punte”, hanno lavorato assiduamente su tutte quelle altre aree prive di vincoli. Obiettivo principale, il recupero del carico posteriore tolto dalle nuove direttive aerodinamiche e presentare nuove soluzioni al fine di fronteggiare la diminuzione del grip dovuto ai diversi pneumatici.

Per quanto concerne l’estetica, è stata mantenuta la livrea nera adottata dal 2020 (simbolo della lotta al razzismo), ma è ricomparso l’argento nella parte posteriore dell’airscope. Al tutto si aggiungono i classici profili azzurro chiari, colore dello sponsor Petronas. Da sottolineare la comparsa più evidente della scritta AMG, la branca sportiva del costruttore di Stoccarda. A fare notizia però è stato ancora il sette volte iridato Lewis Hamilton, che ritornando sulla recente firma del contratto per una sola stagione (40 milioni di Euro) ha affermato:” Ho vinto più di quanto sognassi in F.1 e non c’era necessità di programmare il futuro a lungo termine.” Certo, ha subito confermato che la sua passione per le corse è ancora forte e di sentirsi pienamente coinvolto nella sua professione. Ma guardando avanti, “Hammertime” ha aggiunto che le sue prossime scelte non saranno condizionate dalla conquista dell’ottava corona iridata, che lo consacrerebbe il pilota più titolato di sempre. Bensì sarà decisivo il “sorridere quando infilo il casco ed esco dai box.” Che l’inossidabile fame di vittorie sia in via d’esaurimento ? Un dubbio che potrebbe sembrare paradossale per un cannibale come Hamilton, ma solo il futuro ci darà una risposta. Il team boss Toto Wolff, in perfetta sintonia con Lewis, confida nella grande professionalità del fuoriclasse britannico in vista dell’imminente campionato. Poi si vedrà, i tempi cambiano come ha dichiarato lo stesso Wolff ed è risaputo che Hamilton nutre un sacco di interessi e passioni al di fuori del paddock. Nello stesso giorno s’è alzato il sipario anche sulla Renault, pardon l’Alpine. Un nome blasonato legato al costruttore francese, che ha preso il posto di quello ufficiale della Regie. Una mossa di marketing voluta dal presidente e a.d. Luca De Meo per rilanciare un brand con una spiccata connotazione sportiva tipicamente transalpina. Tant’è che anche la carrozzeria ha abbandonato il giallo, per adottare il classico bleu francese, con inserti bianco-rossi e con una “A” sul retrotreno della A521. Così è stata battezzata la monoposto costruita nella factory inglese di Enstone. ”La livrea ha la forza e la semplicità di una bandiera – ha dichiarato De Meo – Alpine e Renault hanno e devono avere un posto nell’élite del motorsport.” Ambizioni che dovranno essere confermate dai risultati e qui entra in gioco l’esperienza e la classe di Fernando Alonso. Il due volte iridato fa ritorno nel Circus dopo averlo lasciato nel 2018, ereditando il volante di Daniel Ricciardo passato alla McLaren. E’ consapevole che il compito di riportare ai vertici il team non sia una cosa semplice, ma la sua determinazione è risaputa. L’asturiano non era presente alla presentazione, complici i postumi dell’intervento chirurgico subito dopo l’incidente in bicicletta dell’11 febbraio scorso che gli ha provocato una frattura alla mascella. E’ comunque stata confermata la sua presenza ai test a Sakhir in calendario dal 12 al 14 marzo, insieme al compagno Esteban Ocon, riconfermato. Altra new entry legata all’Alpine è quella di Davide Brivio, il popolare manager italiano arrivato dalla MotoGP e reduce dalla conquista del mondiale in Suzuki con Joan Mir. A 56 anni, Brivio inizia una nuova avventura motoristica a quattro ruote, che lo vedrà a capo della scuderia considerata un po’ la nazionale automobilistica d’oltralpe. Dal “Bleu”, passiamo al “British Racing Green” dell’Aston Martin, finita sotto i riflettori il 3 marzo.

Anche qui non mancava la curiosità per la ex Racing Point di proprietà del magnate Lawrence Stroll, che ha assunto la nuova denominazione rinnovando anche la livrea. Un verde metallizzato che si fonde col nero nella parte inferiore della vettura, della serie un bel colpo d’occhio, quello che offre la AMR21. Sarà questa l’arma affidata alla coppia formata da Lance Stroll e dal quattro volte iridato Sebastian Vettel. Il tedesco ha lasciato la Ferrari dopo un’annata disastrosa e siamo convinti che farà di tutto per tornare ad essere protagonista.” Non vedo l’ora di correre – ha confessato l’ex ferrarista – l’obiettivo di tutti è vincere e c’è un bel gruppo.” Lo slogan del launch recita testualmente: “Il passato è diventato futuro”. Già, perché quello dell’Aston Martin non è un debutto in F.1, bensì un ritorno. La memoria corre al biennio 1959-60, quando la factory britannica corse con i modelli DBR4 e DBR5. I piloti erano Roy Salvadori, Carrol Shelby e Maurice Trintignant. L’avventura fu tutt’altro che esaltante: solo cinque Gran Premi disputati con due sesti posti come migliori piazzamenti siglati da Salvadori nel ’59. Dopodichè l’azienda fece rotta sulle gare di durata. E proprio in quell’anno trionfò nella “24 Ore di Le Mans” con la DBR1 condotta da Shelby e Salvadori. Un successo alla base di un mito che crebbe ulteriormente grazie alla saga cinematografica di James Bond, l’agente 007. Ebbene ad oltre sessant’anni dall’ultima apparizione in un G.P. (era quello di Gran Bretagna a Silverstone), l’Aston Martin torna in pista con un modello che a prima vista somiglia alla Mercedes W12. L’anno passato la Racing Point finì nell’occhio del ciclone, tacciata di essere un clone della Mercedes 2019. Del resto i link tra le due scuderie sono evidenti. Oltre montare la power unit teutonica, Toto Wolff è azionista del marchio inglese, seppur con una quota di minoranza ed è grande amico di Stroll senior. Dopo il quarto posto tra i costruttori del 2020,  all’Aston Martin mirano a migliorarsi ancora ed entrare nei primi tre top team non è un certo un’utopia. Anzi, il team principal Otmar Szafnauer s’è spinto oltre :”Entro tre, cinque anni, puntiamo a vincere il mondiale.” Dalla questione sulle “Mercedes rosa”, passiamo alle polemiche sulla nuova grafica della Haas, rivelata al pubblico il 4 marzo.

Ebbene, la nuova colorazione è finita sotto la lente della Wada, l’agenzia mondiale antidoping. Gran parte del corpo vettura infatti, è bianco con alcuni spazi in blu ed in rosso. Tinte che richiamano la bandiera della Russia, patria del main sponsor Uralkali legato a Nikita Mazepin. Il padre del rookie è il vice presidente del Consiglio di Amministrazione di questa società che possiede alcuni siti di estrazione mineraria negli Urali. Il problema nasce dalla sentenza emessa dalla Corte di Arbitrato per lo Sport, secondo la quale agli atleti russi sarebbe vietato di competere agli eventi mondiali per il biennio 2021-2022. Sanzione legata al doping ed agli occultamenti coperti dallo stato russo ai Giochi Olimpici invernali del 2014. A ciò si è aggiunge quanto stabilito dalla Federazione Automobilistica Russa, che ha esteso il provvedimento anche ai campionati del mondo titolati Fia. Per cui, ai piloti russi, essendo anch’essi atleti, è vietato esporre in pubblico l’emblema nazionale, vestiari ed attrezzature. Attenzione però, parliamo di persone fische. Le tinte della Haas, più che a Mazepin sono un richiamo allo sponsor, per cui Gunter Steiner, il team principal, ha fatto notare che è il pilota a non poter mostrare la propria bandiera, non la scuderia. Tant’è che la livrea è uguale anche sulla macchina del tedesco Mick Schumacher. E poi ricordiamoci che la Haas è americana ed i colori sono gli stessi; ad essere pignoli mancherebbe qualche stella: bianca ovviamente. Detto questo, sarà curioso attendere gli sviluppi di questa singolare vicenda.  Per concludere parliamo della Williams. A Grove, malgrado qualche intoppo in rete con la realtà aumentata, è stata svelata la FW43B, la monoposto del nuovo corso targato Dorilton Capital, i nuovi proprietari della gloriosa scuderia di Sir Frank Williams. Nuovo look anche per questa vettura. Il bianco ed il blu sono rimasti solo sull’avantreno dove compaiono alcune inedite piccole colorazioni gialle. La parte posteriore è invece tinta di un azzurro carico che passa al blu ed infine al nero. La coppia di piloti è quella del 2020, formata dal talento George Russell e Nicholas Latifi. L’obiettivo è quello di riscattare le ultime stagioni in cui la squadra è risultata il fanalino di coda della griglia. Ora l’attenzione si sposta a mercoledì 10 febbraio, quando la Ferrari mostrerà la nuova nata, la SF21.

 

 

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