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Published on Marzo 7th, 2019 | by Massimo Campi

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Vittorio Brambilla il mago della pioggia

A Monza è stato presentato il libro su Vittorio Brambilla

Mercoledì 6 marzo in una gremitissima Sala Stampa dell’Autodromo Nazionale di Monza è stato presentato il nuovo libro della Giorgio Nada Editore su Vittorio Brambilla, il campione brianzolo, l’uomo che ha sconfitto la pioggia di Zeltweg 1975 dove ha colto il suo unico successo in Formula Uno al volante di una March color arancio, sponsorizzata dalla monzese Beta Utensili. Vittorio Brambilla è stato l’ultimo dei piloti romantici. Non importa se alla guida di una moto o di un kart, di una F3, F2, F1 o di un Prototipo. Lui correva per soddisfare la passione di correre e aveva imparato bene a correre: riusciva spesso ad andare più forte degli avversari che disponevano di mezzi tecnici e finanziari superiori ai suoi. Lui correva per quello che era: un uomo coraggioso ma non propenso al rischio, un pilota passionale ma anche sensibile e capace tecnicamente. Vittorio la velocità ce l’aveva nel sangue. L’agognato traguardo della F1 se l’era guadagnato col sudore di tanti anni di gavetta, fatta su tutte le piste d’Europa e con vetture non sempre all’altezza ma sempre con la consapevolezza tipica delle persone semplici e generose che sanno di poter arrivare. E ci è riuscito. Anche se avrebbe meritato ben altro risultato. Il libro, scritto a due mani da Enzo Mauri, giornalista di Monza e da Walter Consonni, autore del libro su Tino Brambilla ed amico della famiglia monzese.

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Alla presentazione del libro sono intervenuti, assieme agli autori, il primo cittadino di Monza Dario Allevi, Tino Brambilla, il direttore editoriale della Giorgio Nada Leonardo Acerbi, il direttore dell’autodromo Pietro Benvenuti ed i giornalisti Pino Allievi, Giorgio Terruzzi e Carlo Gaeta moderatore della serata. Il libro fa parte di una collana nata alcuni anni fa, come ha sottolineato Leonardo Acerbi “Quando anni fa decidemmo di fare una collana dedicata ai libri sportivi, pensammo subito che avremmo corso un rischio pericoloso, quello di non vendere, invece abbiamo vinto la nostra scommessa. Questa collana è stata una sfida che ha consentito il recupero della memoria e che ancora oggi consente di non perdere i ricordi in una notte di oblio. Nel caso del libro su Vittorio Brambilla è stato un recupero di fatti attraverso testimonianze, e magari serve a fare avvicinare a questo sport nuovi giovani“.

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Mancava un libro tutto da leggere su “Vittorione”, un volume che pone l’accento sulle sue incomparabili doti umane che valgono più di qualsiasi traguardo. Una raccolta di immagini per lo più inedite completa questo preziosa testimonianza sull’automobilismo e le corse di un tempo. Nato a Monza l’11 novembre del 1937, Vittorio Brambilla è stato un pilota eclettico. Dalla sella ad una moto, giungendo poi al volante di una monoposto. Con le quattro ruote ha colto importanti vittorie, soprattutto con i prototipi correndo come pilota ufficiale dell’Alfa Romeo. Un pilota vecchio stile, ancora romantico “ho iniziato proprio seguendo Vittorio “esordisce Giorgio Terruzzi “ davo una mano al fotografo Ercole Colombo che lavorava proprio per lo sponsor dei Brambilla. I ricordi vanno al GP d’Inghilterra del 1974 quando ho accettato un passaggio in macchina dal circuito all’aeroporto di Heatrow. Un viaggio che ricordo con terrore ancora oggi, con Vittorio a velocità folle che ogni tanto si dimenticava dell’inversione del senso di guida, entrando in controsenso nelle rotatorie!”

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“L’officina del Brambilla in via della Birona era un po’ il centro del mondo monzese” ricorda Enzo Mauri “e si deve a Peo Consonni, il fratello di Walter il soprannome dell’Università della Birona di quell’officina. Peo va a fare il meccanico dai Brambilla, lavoro duro, soprattutto con due fratelli che non lesinano certo in complimenti. Un giorno si ferma una macchina, scende il suo proprietario, era Enzo Ferrari che cerca Tino per avere pareri su una vettura. Quando va via Peo chiama tutti gli altri ragazzi ed esordisce dicendo che quella non era una semplice officina, ma dopo quella visita poteva solo essere considerata una università: l’Università della Birona!”

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“Tanti i momenti che ho vissuto con Vittorio” sono le parole di Pino Allievi “ricordo un invito a cena da parte di milionario durante il Gran premio del Sud Africa. Aveva fatto preparare nel suo giardino un enorme spiedo con uno zebù enorme sopra che arrostiva. A tutti fu servito un pezzo di carne, ma Vittorio fu l’unico che si mangiò una coscia intera, sembrava un prosciutto, come se niente fosse, sotto gli sguardi ammirati degli altri piloti e dei meccanici di Formula Uno che erano tutti attorno a lui a gustarsi lo spettacolo. Quei ricordi mi portano a quel mondo ed a quel tipo di rapporti che ora non esistono più nel motor sport. Un’altra volta Vittorio venne chiuso in curva durante le prove di un gran premio da James Hunt. Arrivò ai box furioso, scese dall’abitacolo, si recò apparentemente tranquillo nel box dell’inglese ed appena Hunt entrò in pit lane non lo fece scendere neppure dalla macchina e gli diede un pugno sul casco che lo fece sprofondare nell’abitacolo! Hunt che non era certamente buono nei commenti verso i suoi avversari, da quel giorno parlò sempre bene e con gran rispetto del monzese ed i due spesso si ritrovavano assieme durante le gare. Vittorio era anche un grande collaudatore, Chiti era entusiasta di Brambilla tanto che lo volle come tester quando fece debuttare la nuova vettura in F.1. Disse che le indicazioni che aveva saputo dare Vittorio erano molto più professionali di quelle di Niki Lauda che fece un test con quella vettura. In sintesi direi che Vittorio Brambilla è stato comunque un pilota che è arrivato tardi, ad oltre 35 anni in F.1, quando molti altri avevano già finito la loro carriera. È stato un pilota veloce, sicuramente poco valorizzato; come uomo era grande, grosso, un po’ brusco, ma con un gran cuore ed una persona buona per chi l’ha conosciuto.”

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“E’ stata una famiglia che ha fatto del proprio lavoro la ragione di vita” conclude Walter Consonni “i Brambilla sono stati due fratelli cresciuti da una famiglia umile con la cultura del lavoro, ed hanno saputo conquistare importanti traguardi con il sudore ed il sacrificio. C’è un detto che spesso diceva il Tino quando passava le notti insonni con le chiavi inglesi in mano: abbiamo fatto più ore noi a lavorare in officina che le lancette dell’orologio che girano sempre!”

vittorio brambillaVittorio Brambilla, il mago della pioggia – Giorgio Nada Editore

Autori: Walter Consonni/Enzo Mauri

Formato: 14×22 cm – Pagine 360 – Foto: centinaia in b/n e a colori – Cartonato con sovracoperta – Testo: italiano – Collana: Grandi corse su pista, strada e rallies

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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