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Published on marzo 14th, 2019 | by Massimo Campi

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Eugenio Castellotti, la leggenda è oltre il traguardo

La storia del campione lodigiano a fumetti

Un libro a fumetti per raccontare la vita di Eugenio Castellotti, è questa la scelta di Alessandro Colonna che ha scelto di raccontare il campione lodigiano nel suo ultimo, e immaginario, viaggio da Firenze a Modena su una Lancia Aurelia B20 Coupè. Dal teatro, dove la fidanzata Delia Scala recita con Walter Chiari all’autodromo dove deve provare la nuova monoposto, un viaggio in cui Castellotti ripercorre la sua carriera dalla prima corsa del 1950 al tragico epilogo del 1957. L’apice della carriera di Castellotti nel 1956 con le vittorie alla 12 Ore di Sebring in coppia con Juan Manuel Fangio e alla 1000 Miglia sotto una pioggia incessante. Eugenio Castellotti era un pilota aggressivo e veloce, considerato l’erede di Alberto Ascari di cui era molto amico. Castellotti proveniva da una famiglia di ricchi proprietari terrieri. Castellotti era un ragazzo che a soli 26 anni, vissuti intensamente, si è stava incamminando verso la leggenda, il 1957 doveva essere la sua stagione, in squadra Ferrari però si respirava aria di sfide con gli altri giovani piloti: Luigi Musso, Peter Collins, Mike Hawthorn, Alfonso De Portago per conquistare i sedili migliori. Castellotti è uno dei personaggi del momento, giovane, ricco, famoso con la fidanzata regina dei rotocalchi rosa. Sembra una favola, ma tutto si spezza quando la sua Ferrari vola nella tribuna di Modena nel tentativo di dimostrare che era lui il più veloce del gruppo.

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Romolo Tavoni era il direttore sportivo della squadra di Maranello, era presente quel 14 marzo 1957, il giorno dell’incidente e tramite la sue parole si può ricostruire quei momenti particolari che hanno portato alla tragedia del campione lodigiano.

“Quando è morto Eugenio ero presente, in pista all’Autodromo di Modena. La tragedia va inquadrata nella situazione personale che stava vivendo in quel momento il campione lodigiano. La storia di Castellotti va ricondotta alla mamma, donna di servizio della Famiglia Castellotti, che ha una relazione con il Notaio Castellotti, proprietario terriero con immensi capitali immobiliari. Da questa relazione quando la mamma Angela ha solo 16 anni nasce Eugenio, che inizialmente verrà battezzato con il cognome Clerici, quello della madre e verrà riconosciuto dal padre solo quando aveva nove anni. Poi i due genitori si uniranno anche in matrimonio, e la mamma Angela, diventando la Signora Castellotti, inizierà a pretendere per il figlio un futuro matrimonio con una persona altolocata ed adeguata al rango della famiglia. Il padre muore che Eugenio ha diciotto anni, eredita infinite proprietà, dovette pagare oltre sessanta milioni di lire in tasse di successione quando lo stipendio medio di un italiano era di 30.000 lire al mese. Per prima cosa si compra una Ferrari ed inizia a correre.”

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Castellotti è bello, ricco, invidiato e pieno di donne, Eugenio Castellotti è anche un personaggio da cronaca rosa, gli piacciono le attrici, gli vengono addebitati dei flirt con Edy Campagnoli e Sandra Milo, ma alla fine si innamora di Delia Scala, una soubrette, già sposata che iniziava a farsi conoscere sulla scena italiana. La convivenza tra Eugenio e la madre diventa impossibile a causa di Delia Scala, il campione lodigiano va via di casa, abita a Milano.

“La mamma non poteva permettere che suo figlio si portasse in casa una ballerina. Voleva bene ad Eugenio, era il suo figlio, bisogna capire i sentimenti di una mamma inseriti nella morale del tempo e nella situazione vissuta. Eugenio voleva bene a sua madre, ma era innamorato di Delia, doveva fare delle scelte. “Se sposi quella non farti più vedere in questa casa” gli disse la madre. Quando si presentò a Lodi con Delia la mamma guardò l’attrice e le disse che poteva andare pure nella stanza accanto, la cucina, riservata al personale di servizio, solo quello poteva essere il suo posto!. Eugenio era un ragazzo di 26 anni, provinciale, ricco, intelligente, bravo, era sull’onda del successo in pubblico ma in privato era diviso nell’amore tra due donne che si facevano la guerra. Non esisteva ancora il divorzio, ma Delia Scala riuscì a fare annullare il suo matrimonio pur di sposare Eugenio che andò a vivere in albergo dopo le liti con la madre. Ma le due carriere non riuscivano a convivere, il mestiere di attrice si svolgeva soprattutto di notte, mentre Eugenio andava a correre di giorno. Delia aveva paura delle corse, di un incidente, voleva che Eugenio smettesse di correre se voleva sposarla, mentre lui voleva che smettesse di recitare, tanto c’erano i soldi per fare una esistenza più che agiata per entrambi. Gli atriti erano enormi, Eugenio in quel periodo viveva a Firenze dove Delia recitava, andavano a letto alle tre di notte.

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Enzo Ferrari voleva che Eugenio provasse la nuova vettura a Modena, Jean Berha con la Maserati aveva fatto il nuovo record della pista strappandolo alla Ferrari, tutti i giornali locali ne avevano parlato, bisognava ristabilire quel record, serviva una prestazione di orgoglio ed Eugenio era il pilota del momento, quello destinato a ristabilire le gerarchie nella terra dei motori!

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“Quella mattina partì da Firenze dopo una notte insonne, parlò anche con Ferrari della sua vicenda, “mia madre non intende ragioni, ma io amo e voglio sposare Delia!” Enzo Ferrari lo capiva, la stessa cosa era successa a lui quando presentò Laura Garello a sua madre Adalgisa Bisbini. Ferrari e la futura signora Laura si erano conosciuti da poco, e subito si volevano sposare ma la madre Adalgisa era contraria “per me è una p….(poco di buono)” replicò subito al figlio Enzo e tra le due donne non ci fu mai accordo ma solo astio. Eugenio Castellotti si è messo al volante della monoposto con Delia Scala e sua madre nella testa, era un ragazzo in preda a troppe tensioni. Due, tre giri a tutto gas, prese il cordolo alla esse Stanguellini, la macchina si è ribaltata ed è finita in aria contro la tribuna del Circolo della Biella. Non è stato nessun problema meccanico, chi parlava del cambio, dei freni, ma non è vero nulla, la macchina è stata poi controllata in officina, è stato un errore umano!.”

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Delia Scala non si presentò al matrimonio, non voleva incontrare la madre, ma andò di nascosto nella camera ardente cercando di non farsi riconoscere. Castellotti sarà il primo dei cinque giovani piloti Ferrari a perdere la vita, nell’arco di soli 22 mesi nessuno di loro sarà più in vita.

 

Castellotti la leggenda è oltre il traguardo

Autore Alessandro Colonna – introduzione di Cesare De Agostini, prefazione di Giorgio Terruzzi.

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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