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Published on settembre 6th, 2018 | by Massimo Campi

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Monza 1988, il miracolo in rosso

Gerard Berger vince a Monza con Michele Alboreto alle sue spalle

Dominio assoluto, o quasi della McLaren, è questa la sintesi dell’annata 1988 della F.1. Fino ad allora non era mai successo che una vettura, con i suoi due piloti, avesse vinto tutte le gare dell’anno, meno una, il Gran Premio d’Italia a Monza. Senna e Prost avevano vinto 11 su 11 gran premi, spesso solo duellando tra loro, con la  Mp4/4 motorizzata Honda Turbo, ed era l’ultima stagione dei motori sovralimentati in F.1. La teorica rivale era la Ferrari, ma la rossa di Maranello poteva solo competere per il terzo posto. Però arriva l’11 settembre e succede il miracolo, complice una serie di fatti avversi per la squadra di Wooking.

In qualifica le McLaren monopolizzano la prima fila con Ayrton Senna che segna la decima pole stagionale su dodici gare, mentre Alain Prost parte al suo fianco. Gerard Berger e Michele Alboreto sono alle loro spalle, in seconda fila distaccati come al solito.

Al via scatta Senna, brucia il francese, prende il comando delle operazioni guadagnando secondi sugli avversari, mentre Prost alle sue spalle mantiene tranquillamente la sua posizione. In casa Williams c’è però una novità: Nigel Mansell, il pilota di punta, ha la varicella ed in sua sostituzione viene chiamato Jean-Louis Schlesser che naviga nelle retrovie. Al 35° giro arriva il primo problema per la McLaren, con il V6 turbo di Prost che ha un problema (sarà la prima ed unica volta nella stagione) ed il francese si deve ritirare lasciando la seconda posizione alla Ferrari di Berger con Alboreto in rimonta alle spalle. La gara continua nella noia e nel caldo pomeriggio assolato della Brianza, con Alboreto che continua a rimontare su Berger, ma non riesce ad agganciarlo.

A due giri dalla fine il gran colpo di scena: Senna arriva veloce in prima variante, si ritrova la Williams-Judd di Schlesser davanti da doppiare e senza aspettare forza il sorpasso. Schlesser non vede la macchina bianco-rossa che lo sta prepotentemente infilando, Senna non capisce, si infila ma lo spazio manca, le ruote si toccano e salta il puntone di una sospensione. Il brasiliano è fermo sul cordolo, non può ripartire. Passa Berger incredulo, Alboreto intuisce l’accaduto e fa gli ultimi due giri a suon di record, ma non riesce a sorpassare Berger. Monza impazzisce, il pubblico urla sugli spalti, le tribune sono completamente tinte dal rosso Ferrari delle bandiere sventolanti, è tripudio!

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Una doppietta a Monza mancava da ben 9 anni e quella sarà l’unica gara della stagione in cui una monoposto non McLaren vincerà una gara. Gli ultimi GP della stagione furono, infatti, ancora ad appannaggio del duo McLaren, che collezionò 15 gare su 16, il mondiale alla fine andò ad Ayrton Senna. Il primo per lui. Il 14 agosto dello stesso anno era appena morto Enzo Ferrari, a tutti è sembrato che il suo spirito dall’alto fosse intervenuto per compiere un miracolo, che a tutti sembrava impossibile.

Immagini Massimo Campi

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Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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