Formula 1

Published on Luglio 6th, 2013 | by redazione

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F1 GP Germania: sarà lotta di Mercedes contro Red Bull

Lewis Hamilton (Mercedes) in azione durante le qualifiche per il GP di Germania 2013.

Lewis Hamilton (Mercedes) in azione durante le qualifiche per il GP di Germania 2013.

Al GP di Germania (partenza domani, ore 14), Lewis Hamilton (Mercedes) partirà in pole; al suo fianco, Sebastian Vettel (Red Bull), che ha fatto registrare un tempo di un decimo superiore a quello dell’inglese. Quindi, prima fila per i due grandi sfortunati della gara di Silverstone.

Seconda fila, al Nürburgring, per Mark Webber (Red Bull, + o,210 sec) e per Kimi Raikkonen (Lotus, +0,494 sec). Terza fila, per Romain Grosjean (Lotus, +0,561 sec) e Daniel Ricciardo (Toro Rosso, +1,13 sec).

Poi i due della Ferrari, con Felipe Massa (+1,728 sec) davanti a Fernando Alonso (+1,811 sec): hanno ottenuto i loro tempi utilizzando le gomme più dure a disposizione, e con quelle partiranno domani.

Decima posizione in griglia per Jenson Button che ha deciso di non disputare la Q3 per poter avere libertà di scelta di gomma per la gara di domani: probabile la partenza con le medie,  passaggio al 27° giro ad un nuovo set di medie, e sosta finale obbligatoria per montare le soft al 54° giro.

Nico Rosberg (Merceds), dichiaratamente uno dei candidati al titolo mondiale, ha l’undicesimo tempo, frutto di un errore di valutazione del muretto che lo ha tenuto fermo ai box negli ultimi minuti, nella convinzione che il suo 1:30.326 fosse sufficiente a qualificarlo per la Q3. Così non è stato. Comunque, la sua monoposto è OK ed il pilota è motivato dal correre davanti al suo pubblico. Al GP di Germania di domani, potrebbe disputare una grande gara.

Per concludere, una riflessione sulla Ferrari. Ormai è chiaro: il fatto di scegliere d disputare la Q3 con le gomme dure dimostra che la sua non è crisi, ma stallo se non recessione tecnica. Da due stagioni è ormai chiaro che c’è qualcosa che non va a Maranello: troppi e continui errori nella progettazione e nello sviluppo, troppo supponenza, una direzione prova di polso nella gestione della squadra. Un piccolo esempio, ai tempi di Jean Todt i meccanici della Ferrari avrebbero fatto registrare i tempi migliori nel cambio gomme. Mai e poi mai Todt avrebbe lasciato questo vantaggio, anche psicologico, agli avversari.

A quei tempi, la Ferrari era un esempio di perfezione organizzativa, che si rifletteva nei risultati in pista e nelle dichiarazioni “omologate” dei suoi piloti. Mai e poi mai Todt avrebbe consentito a Michael Schumacher esternazioni pubbliche contro un fornitore, come quelle di Alonso contro la Pirelli.

Ma quelli erano altri tempi, ormai lontani, in cui la Ferrari faceva notizia se non vinceva.

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