Immagini ©Massimo Campi – Raul Zacchè/Actualfoto
BMW ha posto fine a un’assenza di 27 anni dal gradino più alto del podio nella massima competizione internazionale di durata, conquistando una memorabile vittoria nella 6 Ore di Spa-Francorchamps TotalEnergies di oggi.
Le “montagne russe delle Ardenne” regalano sempre emozioni forti, e la seconda tappa del Campionato del Mondo Endurance FIA 2026 non ha fatto eccezione. Il BMW M Team WRT, con sede a poca distanza da Liegi, ha iniziato la gara di sei ore davanti a un pubblico record di 101.606 tifosi, partendo dalla decima e undicesima posizione in griglia nella classe Hypercar. Una strategia audace e un pizzico di fortuna si sono rivelati fondamentali per il successo della squadra.
In una gara caratterizzata da ben quattro interventi della safety car, la BMW ha deciso di rischiare durante il primo giro di pit-stop al termine della prima ora, effettuando un pit-stop parziale sulla BMW M Hybrid V8 numero 20 per portare René Rast in testa. Un nuovo giro più veloce per l’esperto pilota tedesco ha poi ampliato il vantaggio, prima che cedesse il volante al compagno di squadra Sheldon van der Linde a un quarto di gara. Il sudafricano ha mantenuto lo slancio, scatenando un’altrettanto impressionante ritmo di gara, una neutralizzazione dopo quattro ore ha permesso all’equipaggio di rientrare in sintonia con i rivali, mantenendo soprattutto il primo posto.
Robin Frijns ha aumentato il vantaggio nelle fasi finali, mentre il gruppo degli inseguitori si dava battaglia freneticamente alle sue spalle. Grazie alla magistrale prestazione difensiva di Kevin Magnussen contro i rivali Ferrari e Toyota al volante della BMW numero 15, condivisa con l’eroe di casa Dries Vanthoor e Raffaele Marciello, la casa bavarese ha potuto celebrare una storica doppietta: la sua prima vittoria assoluta nelle gare di durata mondiali dalla 24 Ore di Le Mans del 1999.
“È una storia incredibile per noi”, ha dichiarato entusiasta Rast, vincitore della gara, che insieme a Frijns ora è in testa alla classifica piloti, mentre BMW è balzata in vetta alla classifica costruttori. “È un traguardo che aspettavamo da tempo: abbiamo atteso questo momento per gli ultimi due o tre anni. Tutti hanno lavorato duramente e festeggiare la nostra prima vittoria in Belgio, dove il WRT è casa, è qualcosa di davvero speciale.”
“Il team ha fatto un miracolo in termini di strategia. Mi hanno messo davanti, e poi la macchina volava e in pista libera avevamo un passo fantastico. Abbiamo fatto pit-stop perfetti, non abbiamo commesso errori e non abbiamo avuto contatti. È stata una giornata incredibile!”
Se la BMW numero 20 ha giocato la sua partita a lungo termine alla perfezione, la gara della numero 15 è stata ben meno lineare. La vettura è sopravvissuta a due collisioni con la Ferrari numero 51, mentre Magnussen ha offerto una prestazione tenace sia all’inizio che alla fine, risalendo dalla decima alla quinta posizione nelle prime fasi e poi mantenendo saldamente la sua posizione sotto la pressione di un gruppo di Hypercar alle sue spalle con pneumatici più freschi.
Dopo aver fallito nel tentativo di conquistare il secondo posto, Antonio Fuoco ha rivolto la sua attenzione a tenere a bada un Kamui Kobayashi agguerrito per salire sul gradino più basso del podio insieme ai compagni di squadra della Ferrari AF Corse, Nicklas Nielsen e Miguel Molina, mentre il trio numero 50 ha lamentato un problema al dado della ruota durante un pit-stop verso la fine della seconda ora, che è costato loro 20 secondi.
A sei giri dal traguardo, Kobayashi della Toyota è stato battuto da un ispirato Tom Gamble, con il britannico e il connazionale Harry Tincknell che hanno così consolidato il miglior risultato di sempre per l’Aston Martin Valkyrie nel FIA WEC, conquistando il quarto posto.
Anche per il team Genesis Magma Racing c’erano molti motivi per festeggiare, dato che la nuova arrivata nella categoria Hypercar ha conquistato punti alla sua seconda gara nella serie. ‘Pipo’ Derani, André Lotterer e Mathys Jaubert hanno portato il prototipo numero 17 GMR-001 all’ottavo posto.
Al contrario, grande delusione per i due costruttori francesi della categoria Hypercar. L’Alpine #35 A424 e la Peugeot #94 9X8 erano entrambe in lizza per la vittoria, ma sono tornate a casa a mani vuote.
L’ex campione della classe LMP2 António Félix da Costa è uscito di pista in modo spettacolare mentre lottava per il secondo posto a meno di mezz’ora dalla fine, mentre la stella delle qualifiche Malthe Jakobsen – che appena 24 ore prima aveva conquistato la prima pole position per Peugeot nel FIA WEC – è stato coinvolto in un incidente con la Mercedes-AMG LMGT3 Iron Lynx di Matteo Cressoni, finita in testacoda, poco prima delle quattro ore di gara. I danni subiti hanno interrotto la corsa dell’equipaggio numero 94.
Vittoria in GT3 per la McLaren
La McLaren numero 10 del Garage 59, guidata da Tom Fleming, Marvin Kirchhöfer e Antares Au, ha cancellato la delusione di Imola con un’epica vittoria nella classe LMGT3.
In un’incredibile inversione di tendenza per la McLaren GT3 Evo numero 10 del team Garage 59, la casa automobilistica britannica ha conquistato la sua seconda vittoria nella classe LMGT3 a sole tre settimane dal ritiro nelle fasi finali della gara di Imola.
In quell’occasione Antares Au, Tom Fleming e Marvin Kirchhöfer erano a soli 35 minuti dalla vittoria quando furono costretti a fermarsi. Ma a Spa l’emozione predominante fu l’estasi, con il trio che rimontò dalla 15ª posizione sulla griglia di partenza della categoria LMGT3.
Le chiavi della loro vittoria sono state due primi stint pazienti e solidi di Au, una scintillante parte centrale di gara di Fleming e infine gli ultimi stint decisivi di Kirchhöfer. Ciò nonostante sapendo nell’ultima ora che il leader della classifica generale Alessio Rovera Sulla Ferrari 296 GT3 Evo numero 21 del team AF Corse, in condivisione con François Hériau e Simon Mann hanno scontato una penalità di cinque secondi dopo la gara per un’uscita dai box non sicura all’ultimo pit stop, il che ha comportato il loro scivolamento dal primo al quarto posto nella classifica finale, ponendo fine alle loro speranze di vincere per il secondo anno consecutivo a Spa.
L’ultimo dei quattro periodi di safety car ha impedito alla Rovera di aumentare il distacco dalla McLaren inseguitrice, che ha vinto con un vantaggio di 2,148 secondi sulla Aston Martin Vantage numero 27 del team Heart of Racing, guidata da Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi.
A completare il podio c’era la Porsche 911 GT3 R Evo #92 del team Manthey, guidata da Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz. I tre piloti si sono ripresi dopo un momento di difficoltà per Shahin, che è stato urtato dalla Cadillac #38 nella prima ora di gara. Pera ha effettuato un triplo stint sensazionale, permettendo a Lietz di giocarsi il podio, obiettivo poi confermato dopo l’applicazione della penalità alla Ferrari.
Le due Ford Mustang del team Proton Competition si sono trovate in seria difficoltà nelle prime fasi della gara, con Eric Powell che ha conquistato la testa della corsa con la vettura numero 77 grazie a un sorpasso deciso sulla Lexus RC F GT3 numero 78 del team Akkodis ASP di Tom Van Rompuy a Eau Rouge. Ma solo pochi giri dopo, Powell è andato in testacoda alla curva Stavelot, vanificando tutti i suoi sforzi e provocando il primo periodo di safety car della gara. La vettura gemella #88 Proton Ford Mustang di Stefano Gattuso, Giammarco Levorato e Logan Sargent si è portata in testa dopo il primo giro di pit-stop e sembrava pronta a lottare seriamente per la vittoria, prima di subire due penalità drive-through per violazioni multiple dei limiti della pista e di essere relegata a una deludente dodicesima posizione.
La Lexus RC F GT3 numero 78, partita dalla pole position e guidata da Van Rompuy e dai compagni di squadra Hadrien David ed Esteban Masson, è rimasta in lizza per almeno un posto sul podio fino all’ultima ora di gara, quando ha rallentato in pista a causa di un apparente problema tecnico. Gattuso ha cercato un po’ di conforto accettando il prestigioso Goodyear Wingfoot Award, premio assegnato tramite votazione dai fan del WEC che hanno apprezzato la sua eccezionale prestazione.












