Di Carlo Baffi
A Miami, il 19enne della Mercedes centra il suo terzo successo di fila, così come la pole e consolida la leadership nel mondiale portandosi a quota 100. Ha preceduto Norris e Piastri, entrambi al volante di una McLaren tornata in auge. La Ferrari ha accarezzato il podio con Leclerc terzo sino all’ultimo giro. Ma complice un brutto errore, il monegasco ha chiuso 6° ed infine 8° per la penalità provocata dai tagli nelle tornate conclusive. Toccante l’unanime tributo che l’intero Circus ha riservato ad Alessandro Zanardi, il supereroe di tutti, scomparso il 1° maggio dopo anni di sofferenza.
La Formula Uno è tornata in scena dopo un mese di pausa, per le mancate trasferte in Bahrain ed Arabia Saudita causa il conflitto in Medio Oriente. C’era tanta attesa per il round negli States dal momento che entravano in vigore gli upgrade al nuovo regolamento introdotto quest’anno; qualcuno ha pure detto che sarebbe partito un nuovo campionato. Vero a metà. McLaren e Ferrari sono apparse competitive, in parte anche la Red Bull che grazie al talento di Max Verstappen s’è presa la prima fila. La Mercedes non è apparsa la dominatrice assoluta come nei primi 3 G.P., ma ha calato un asso che porta il nome di Andrea Kimi Antonelli, bravo a sopperire la mancanza di quegli aggiornamenti che arriveranno in Canada per la corsa del 24 maggio prossimo. Alla fine la Mercedes ha siglato la sua quarta affermazione consecutiva dell’anno e con le McLaren appena dietro dotate della stessa Power Unit può guardare con ottimismo al futuro.
Il sogno continua – C’era la concreta minaccia che un forte temporale si abbattesse sulla corsa, al punto che la partenza è stata anticipata di 3 ore per evitare serie complicazioni. Per le leggi locali, il pericolo di fulmini avrebbe vietato la presenza di pubblico sulle tribune, ma fortunatamente il diluvio non è arrivato e la vera e propria saetta in pista è stata la Mercedes n° 12. Battute a parte, l’anno scorso al suo esordio nella categoria regina, Antonelli firmò proprio a Miami il suo primo acuto con la pole nella Sprint Qualifying ed in Q3 fu terzo. Ebbene, dopo un anno, il 19enne bolognese ha già fatto tris. Un salto di qualità incredibile, perché al di là dei numeri, l’impresa di Miami ha una valenza maggiore rispetto alle precedenti di Cina e Giappone. La sua W17 non era perfetta e lui ci ha messo del suo. A partire dalle qualifiche sprint in cui ha arpionato una prima fila dopo non aver testato le soft nelle libere a causa di un problema alla batteria. Purtroppo la garetta ha rappresentato per Kimi l’unica parentesi negativa del weekend. Partito male per l’ennesima volta s’è ritrovato quarto e dopo aver replicato agli assalti del compagno George Russell è incorso nel 4° track limits che l’ha retrocesso in 6^ piazza (infrazione commessa all’ultimo dei 19 giri). Per sua stessa ammissione, ha guidato con tanto nervosismo addosso complice il pessimo start (la Mercedes lo scagionerà attribuendosi la colpa), ma poi come ci ha abituati ha resettato la mente ed in qualifica ha sfoderato una magia che gli è valsa la pole. La terza consecutiva dopo la prima, un record firmato da nomi del calibro di Senna (1985) e Schumacher (1994). Scusate se è poco. Il capolavoro l’avrebbe completato la domenica con una gara con la “G” maiuscola. Al suo fianco in prima fila doveva da guardarsi da un certo Verstappen, ma entrambi sono stati impallinati da Leclerc che evitato il caos ha preso il comando. Antonelli è rimasto illeso andando largo ed ha potuto procedere secondo dietro al ferrarista. Forse ha osato troppo quando ha lanciato la sua offensiva su Charles venendo poi sopraffatto da Norris che lo relegava terzo. Ma al restart dopo la safety-car (intervenuta per gli incidenti di Hadjar e Gasly), ha passato Leclerc secondo e s’è lanciato all’inseguimento del nuovo capofila Norris. La Mercedes ha gestito al meglio la strategia delle soste ed una volta passato dalle medie alle dure alla tornata 27 delle 57 previste, il pupillo di Toto Wolff ha freddato Norris ed al 30° giro ha pigliato la testa disfandosi di Verstappen. Da li in avanti ha costruito la sua marcia trionfale, nonostante la costante insidia del Campione del Mondo in carica che ha cercato in tutti modi di mettergli pressione per oltre trenta passaggi. Non scordiamoci che Miami è terreno di caccia di Lando, dove colse la sua prima vittoria nel 2024. Ebbene anche quando il margine è sceso a mezzo secondo, Antonelli (che lamentava via radio problemi), ha guidato con freddezza replicando come un metronomo ai bei tempi del diretto inseguitore, che alla fine ha desistito. La festa del podio è stata la giusta celebrazione per questo talento italiano che da scommessa del suo Team Principal Toto Wolff, non è più una sorpresa. Kimi vanta 20 lunghezze più di Russell e fanno di lui in candidato all’iride. Una parola grossa, quasi impronunciabile anche per scaramanzia, ma è nella natura dello sport che i campioni debbano abituarsi a veder l’asticella sempre più alta. Per ora, Antonelli non mostra particolare disagio nel gestire quelle che lui chiama “le farfalle nello stomaco”. Di fronte alle telecamere si mostra sereno, affronta le difficoltà step by step godendosi nel frattempo il momento favorevole. Inoltre l’aver dedicato pole e vittoria al compianto amico Alex Zanardi, accresce ancora di più la considerazione verso questo giovane che si contraddistingue anche per l’encomiabile umiltà. Differente è invece il momento che sta vivendo il suo dirimpettaio Russell, il quale ha dovuto fare i conti con un bilancio alquanto severo. Se nella Sprint è giunto 4° grazie al penalty subito da Antonelli dopo esser scattato 6°, nelle qualifiche risultava solo 5° ed in gara non ha mai mostrato di essere in grado di puntare al vertice: risultato 4° a 44” dal vincitore. Una sberla che fa male, perché a differenza di Kimi che ha cercato di capitalizzare al meglio il potenziale della vettura, George ha cambiato parecchio nell’assetto senza ottenere molto. Eloquenti le sue parole dopo le qualifiche:” E’ un circuito che non mi piace. “ A nostro avviso, un approccio non certo costruttivo quello del britannico sempre più indispettito dalle performances del suo giovane collega. Russell deve recuperare un gap di 20 punti, pochi se si considera che siamo solo al 4° Gran Premio di 22, ma quanto mostrato dal leader in classifica ti impone di svoltare velocemente.
Graffiante – Se a Suzuka s’erano viste le premesse col 2° posto di Oscar Piastri, da Miami sono arrivate le conferme. La vittoria nella Sprint di Lando Norris (partito dalla pole), davanti ad Oscar Piastri ed il doppio podio, rispettivamente con Norris 2° e Piastri 3° nel G.P., hanno rilanciato alla grande le ambizioni della McLaren-Mercedes. Il pessimo inizio vissuto in Australia e Cina è ormai un incubo lontano. Negli Stati Uniti, i Campioni del Mondo si sono presentati con un importante pacchetto di novità sulla MCL40 che fino al Giappone era rimasta alla prima versione, quella dell’esordio nei test prestagionali di Barcellona. Sebbene le qualifiche siano state un po’ al di sotto delle aspettative, Norris solo 4° e Piastri addirittura 7°, la domenica ci ha mostrato una scuderia tornata prim’attrice in grado di gettare il guanto di sfida alla Mercedes, che gli fornisce la Power Unit più potente del lotto. Dopo il Giappone, la McLaren figurava terza a quota 46, ora è balzata a 94 a soli 16 punti dal Cavallino.
Work in progress? – Rispetto al 2025, possiamo dire senza ombra di dubbio che la Ferrari dispone di una monoposto nata bene che però ha bisogno di compiere ancora un deciso salto di qualità. Come ha fatto notare Charles Leclerc:” E’ sempre la stessa storia, nel Q3 gli altri hanno una marcia in più.” Il Team Boss Frederic Vasseur ha però sottolineato che in configurazione gara la SF-26 è più competitiva, contando anche sugli ottimi spunti in partenza. E così è stato. Nella garetta Leclerc ha chiuso 3°, piazza che il monegasco ha ottenuto anche dopo la Q3. In gara, allo spegnimento delle luci, Charles è stato magistrale con l’ennesimo start a fionda che l’ha proiettato in testa infilandosi tra Antonelli e Verstappen. Successivamente, incalzato da Antonelli e Norris, s’è mantenuto sempre nella top tre dando l’anima come è solito fare. Purtroppo per lui, la chance di siglare il terzo podio stagionale è svanita di colpo negli ultimi chilometri. Era il giro 57 quando Leclerc ha ceduto a Piastri la 3^ piazza per poi girarsi di 360° e toccare le barriere. Con la sospensione anteriore sinistra danneggiata, il “Principino” ha proseguito verso la finish line tagliando le curve, rimediando una sanzione di 20” che l’ha retrocesso dietro a Russell, Verstappen, Hamilton e Colapinto; morale, da sesto ad ottavo. Il suo mea culpa la dice tutta:” «Avevamo massimizzato l’intera gara, poi all’ultimo giro ho buttato tutto nel cestino. Volevo far passare Piastri per sfruttare l’overtake mode all’ultima curva. Purtroppo ho gestito male le curve uno, due e tre ed ho commesso un errore che mi è costato diverse posizioni. È colpa mia e farò in modo che la cosa non si ripeta.” Ed Hamilton? Nella Sprint è entrato subito in conflitto con Verstappen urtandosi ed ha concluso 7°. Copione simile la domenica. Qualificatosi sesto, s’è toccato con Colapinto al primo passaggio e non è mai stato in gara. Il suo 6° posto è oro colato. A fronte dei tanti aggiornamenti applicati sulla SF-26, che hanno funzionato, il bottino rimane parco a causa degli episodi sopracitati come spiega Vasseur:” E’ stata una domenica impegnativa per i nostri piloti. Con Lewis, la gara è stata in gran parte una questione di gestire la situazione dopo i danni riportati al primo giro, il che ha significato dover fare i conti con la mancanza di downforce, i problemi di surriscaldamento a cui si somma il fatto di dover fare parecchio lift and coast per condurre la vettura al traguardo. Riguardo a Charles, il passo era buono in aria pulita e stavamo lottando nelle posizioni di vertice, ma una volta finiti nel traffico la situazione è diventata più complicata ed avere costanza nella prestazione è stato il problema principale. Abbiamo visto un divario di performance significativo tra la fase in cui Charles era in testa e la parte finale della gara: è un aspetto che dobbiamo analizzare, anche perché abbiamo visto una dinamica simile nella Sprint di ieri. Ci sono comunque alcuni aspetti positivi – conclude il manager transalpino – le partenze sono state buone, gli aggiornamenti hanno funzionato come previsto e sappiamo su cosa dobbiamo migliorare.” Tra i costruttori la Rossa resta seconda forza, ma il divario dalla Mercedes sale a 70 lunghezze.
Voglia di riscatto – Con il secondo posto in qualifica alle spalle di Antonelli, Max Verstappen ha fatto vedere che è vivo più che mai e la sua Red Bull è migliorata per via degli aggiornamenti. Allo start ha però fatto un errore grossolano che ha compromesso le sue possibilità di andare a podio. Non a caso s’è scusato col box via radio. Sorpreso anch’egli da Leclerc è finito in testa coda e miracolosamente non è stato centrato dalle vetture che sopraggiungevano. Ha approfittato della safety-car per anticipare la prima sosta e montare le Pirelli hard al fine di giocarsela sulla distanza. Dopo il valzer dei pit-stop è perfino risalito primo, ma non ha potuto respingere il ritorno degli avversari. Ha tagliato il traguardo 5° ed il penalty di 5” (ha superato la linea bianca della pitlane) è stato ininfluente. Sempre critico verso il nuovo corso della F.1, il quattro volte iridato è apparso più ottimista sul futuro:” C’è ancora molto da lavorare, ma abbiamo fatto un passo avanti importante e dobbiamo continuare in questa direzione.” Totalmente da dimenticare il fine settimana di Isack Hadjar. Escluso dopo le qualifiche per il fondo irregolare, è partito dalla pit-lane, ma la sua corsa s’è conclusa contro un muro al sesto passaggio. Una frittata di cui non s’è dato pace, scagliando pugni a ripetizione sul volante e su altre parti della RB22.
Ancora a punti – Prosegue il buon momento dell’Alpine, questa volta nella top-ten con Franco Colapinto. E’ il quarto round su quattro che il team diretto da Flavio Briatore incamera punti e si attesta così in 5^ piazza tra i costruttori. Tutta un’altra musica rispetto all’orribile 2025. Alla ribalta è salito, finalmente, Colapinto a cui Briatore diede fiducia l’anno passato silurando Jack Doohan dopo sei G.P. Il 22 enne argentino, che vanta un foltissimo seguito nel suo paese, scattava ottavo e il 7° posto, primo driver alle spalle dei top team, è un ottimo responso. Rammarico e paura per il compagno Pierre Gasly (10° in Q3) capottatosi alla 6^ tornata per un urto provocato da Liam Lawson (Racing Bulls).
Reazione – Importante boccata di ossigeno per la Williams-Mercedes che ha portato al traguardo entrambe le FW48, rispettivamente con Carlos Sainz 9° e Alexander Albon 10°.
A secco – Dopo il promettente nono posto di Gabriel Bortoleto nel primo G.P. stagionale a Melbourne, l’esordiente Audi è finita ancora fuori dai punti sia col brasiliano dodicesimo, che con Nico Hulkenberg ritiratosi dopo 7 giri per problemi al cambio. Pessima pure la Sprint: Gabriel è stato squalificato e Nico non è manco partito. L’avventura in F.1 per la blasonata Scuderia degli Anelli è in salita, forse più del previsto.
Disastro – Altra pagina desolante per l’Aston Martin. Si pensava che la pausa avrebbe permesso al team di Silverstone di dare dei segni di ripresa, invece l’AMR26 progetta dal genio di Adrian Newey e spinta dalla Power Unit Honda si trova ancora in una situazione a dir poco imbarazzante. Alonso e Stroll non si sono qualificati per non aver superato il tempo limite del 107%. Nella garetta del sabato Fernando e Lance son finiti 16° e 18°, mentre la domenica 15° e 17° ad un giro. Non diciamo altro.
Grand’Italia – Gran colpo di Gabriele Minì, che coglie il suo primo trionfo nel Campionato Fia Formula 2, che faceva il suo debutto a Miami. Nella Feature Race condizionata dal maltempo, il 21enne palermitano, in forza al team olandese MP Motorsport, s’è imposto davanti a Dino Beganovic e Rafael Camara. Nella graduatoria piloti, Minì è terzo a pari punti (34) con Camara e ad una sola lunghezza dal leader Nikola Tsolov.
Ordine d’arrivo
1° Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) – 57 giri
2° Lando Norris (McLaren-Mercedes) – 3″264
3° Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) – 27″092
4° George Russell (Mercedes) – 43″051
5° Max Verstappen (Red Bull-Ford) – 48″949 *
6° Lewis Hamilton (Ferrari) – 53″753
7° Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) – 1’01″781
8° Charles Leclerc (Ferrari) – 1’04″245 **
9° Carlos Sainz (Williams-Mercedes) – 1’22″072
10° Alexander Albon (Williams-Mercedes) – 1’30″972
11° Oliver Bearman (Haas-Ferrari) – 1 giro
12° Gabriel Bortoleto (Audi) – 1 giro
13° Esteban Ocon (Haas-Ferrari) – 1 giro
14° Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) – 1 giro
15° Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) – 1 giro
16° Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) – 1 giro
17° Lance Stroll (Aston Martin-Honda) -. 1 giro
18° Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) – 1 giro
* 5″ di penalità
** 20″ di penalità
Ritirati
Nico Hulkenberg (Audi)
Liam Lawson (Racing Bulls-Ford)
Pierre Gasly (Alpine-Mercedes)
Isack Hadjar (Red Bull-Ford)
Classifica piloti
1° Antonelli 100 – 2° Russell 80 – 3° Leclerc 59 – 4° Norris, Hamilton 51 – 6° Piastri 43 – 7° Verstappen 26 – 8° Bearman 17 – 9° Gasly 16 – 10° Lawson 10 – 11° Colapinto 7 – 12° Lindblad, Hadjar, Sainz 4 – 15° Bortoleto 2 – 15° Ocon, Albon 1
Classifica costruttori
1^ Mercedes 180 – 2^ Ferrari 110 – 3^ McLaren-Mercedes 94 – 4^ Red Bull-Ford 30 – 5^ Alpine-Mercedes 23 – 6^ Haas-Ferrari 18 – 7^ Racing Bulls-Ford 14 – 8^ Williams-Mercedes 5 – 9^ Audi 2
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