Arte tra vento e metallo: il mito Touring Superleggera

Carrozzeria Touring la superleggera che ha costruito a Milano alcune tra le linee più iconiche dello scorso secolo.

Immagini ©Massimo Campi

Anno 1926, a Milano in via Ludovico da Breme, Felice Bianchi Anderloni e Gaetano Ponzoni fondano la la Carrozzeria Touring. Gli anni ’20 del Novecento rappresentano un periodo di grande sviluppo dell’automobile, molti costruttori realizzano telai e meccanica, spesso i clienti più facoltosi si affidano a carrozzerie esterne per vestire i loro acquisti. In questo contesto nascono diverse carrozzerie a Milano, allora capitale dell’auto e Torino dove la Fiat si sta ingrandendo.

Il 25 marzo 1926 nasce la Carrozzeria Touring, inizialmente fondata da Felice Bianchi Anderloni direttore creativo ed ex collaudatore della Isotta Fraschini, e Gaetano Ponzoni che si occupa principalmente della parte amministrativa. Inizialmente con la Touring collabora anche Vittorio Ascari, fratello maggiore di Antonio, il pilota dell’Alfa Romeo, che lascerà presto la Touring per fondare una propria attività sempre nel campo delle carrozzerie.

La scelta Milanese di via Ludovico di Breme nella periferia nord di Milano è strategica, non lontano da via Monterosa, sede della Isotta Fraschini, e dal Portello allora sede dell’Alfa Romeo e della Citroën Italiana. Le prime creazioni vengono realizzate su telai Isotta Fraschini e Alfa Romeo e le vetture carrozzate dalla Touring si distinguono per essere eleganti e molto silenziose.

Il brevetto “Superleggera”, la leggerezza come filosofia

Il nome Touring è indissolubilmente legato al brevetto Superleggera del 1936. In un’epoca in cui le auto erano pesanti e goffe, Touring rivoluzionò la costruzione: addio alle pesanti strutture in legno o alle massicce scocche in acciaio. Il metodo prevedeva un sottile reticolo di tubi d’acciaio al cromo-molibdeno che ricalcava la forma della carrozzeria, sopra il quale venivano stesi pannelli di alluminio battuti a mano. Il risultato? Auto incredibilmente leggere, rigide e capaci di fendere l’aria con una grazia senza precedenti.

La bellezza delle auto Touring risiede nell’equilibrio perfetto tra volumi e proporzioni. Dalla carrozzeria milanese sono uscite alcune delle pietre miliari che hanno ridefinito l’estetica automobilistica.

L’Alfa Romeo 8C 2900B Lungo del 1938 è considerata da molti una delle auto più belle di tutti i tempi. Non era solo un’auto, era una scultura aerodinamica capace di vincere la Mille Miglia. Le sue linee sinuose, i parafanghi avvolgenti e il cofano infinito rappresentano l’apogeo del design pre-bellico.

Nel giugno 1948 Felice Bianchi Anderloni, il patron e direttore creativo della carrozzeria Touring sin dalla sua fondazione, muore improvvisamente a causa di un attacco cardiaco. Gli succede il figlio Carlo Felice Bianchi Anderloni con le stesse mansioni, sempre affiancato da Gaetano Ponzoni.

Nel 1948 Enzo Ferrari si affida alla Touring per vestire le prime creazioni nate a Maranello e nasce la Ferrari 166 MM. Fu proprio Touring a creare la parola Barchetta per descrivere questa Ferrari aperta e leggera. Fu la vettura che diede inizio al mito internazionale del Cavallino Rampante, vincendo a Le Mans e alla Mille Miglia. La sua linea pulita, priva di ornamenti superflui, incarnava la purezza sportiva.

Tra le vetture più iconiche che ha vestito la Carrozzeria Milanese anche l’Alfa Romeo 1900C degli anni ’50 commissionata dal Reparto Esperienze della casa del Portello e utilizzata in varie competizioni dai piloti della casa.

Il legame tra Touring e l’Inghilterra produsse l’icona definitiva di James Bond, l’Aston Martin DB5 del 1963. Sebbene l’auto sia britannica, il suo stile “Superleggera” fu disegnato e ingegnerizzato a Milano. È il perfetto esempio di come il gusto italiano potesse elevare una GT inglese a simbolo globale di classe.

Per Touring, il design non era mai fine a se stesso. Ogni curva serviva a migliorare l’aerodinamica. Questo portò a esperimenti radicali come l’Alfa Romeo Disco Volante, una vettura così avveniristica da sembrare atterrata da un altro pianeta, con un coefficiente di penetrazione aerodinamica che ancora oggi stupisce i tecnici. Nel 1952, l’Alfa Romeo e la Touring decisero di sfidare le leggi della fisica. Il risultato fu l’Alfa 1900 C52, meglio conosciuta come Disco Volante.

In un’epoca in cui il mondo era affascinato dai primi avvistamenti UFO e dall’era spaziale, quest’auto sembrava davvero provenire da un altro pianeta. A differenza delle auto dell’epoca, la Disco Volante aveva una sezione trasversale a forma di lente. I parafanghi erano integrati nel corpo vettura e coprivano parzialmente le ruote, riducendo drasticamente la resistenza all’aria e la sensibilità ai venti laterali. La vettura fu una delle prime auto la cui forma venne studiata scientificamente per fendere l’aria. Il suo CX (coefficiente di resistenza aerodinamica) era incredibilmente basso per l’epoca (circa 0.25), permettendole di raggiungere i 225 km/h nonostante un motore non estremo. La Disco Volante è considerata l’essenza della visione di Bianchi Anderloni: l’aria non è un nemico da combattere, ma un elemento da accarezzare, le sue linee hanno influenzato decenni di design automobilistici.

Oltre alle collaborazioni con Fiat, Ferrari e Alfa Romeo, la Carrozzeria Touring si espande anche all’estero con la Aston Martin e con nuove realtà come la Lamborghini. La carrozzeria milanese espande i suoi orizzonti ed anche le commesse con le produzione di diversi modelli. Nel 1962 nasce il nuovo stabilimento di Nova Milanese per produrre le carrozzerie e assemblare 10.000 esemplari l’anno di Hillman Super MinxHumber Sceptre e Sunbeam Alpine, da vendere sul mercato continentale. Nella nuova fabbrica che si estende su 21000 m2, impiega 500 dipendenti ed è capace di produrre 45-50 vetture al giorno vengono prodotte anche le scocche delle Lancia Flaminia GT, Maserati 3500 GT, Alfa Romeo 2600 Spider. Nel 1963 William Rootes muore improvvisamente e mette in crisi lo stesso Gruppo Rootes, che in seguito annulla il contratto in essere con la Touring che, a sua volta, entra in crisi.

Il 31 dicembre 1966, la Touring chiuse i battenti. Parte delle maestranze viene riassunta dalle carrozzerie Colli e Marazzi mentre Carlo Felice Bianchi Anderloni e Federico Formenti entrano a far parte del nascituro Centro Stile Alfa Romeo.

La Carrozzeria Touring è rimasta nella storia come una fucina di bellezza. Ha dato una forma tangibile al concetto di eleganza in movimento, coniugando la sartorialità con una visione ingegneristica d’avanguardia.

“L’automobile è una creatura vivente, la sua bellezza non deve essere solo esteriore, ma deve nascere dalla sua stessa struttura, come un atleta che non ha muscoli inutili.” Sono le parole di Felice Bianchi Anderloni che esprimono i concetti della sue creazioni.

La Carrozzeria Touring Superleggera rimane il simbolo di una Milano che sapeva guardare al futuro senza dimenticare la maestria artigiana, trasformando semplici mezzi di trasporto in sogni immortali costruiti con lastre di alluminio battute a mano da veri artisti.

 

 

Massimo Campi
Massimo Campihttp://www.motoremotion.it/
Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.

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