Di Carlo Baffi
In Cina, il diciannovenne bolognese riporta l’Italia al successo in F.1 dopo vent’anni. A completare la doppietta Mercedes, il secondo posto di Russell. Terzo Hamilton, che conquista il suo primo podio con la Ferrari davanti al compagno Leclerc dopo un acceso duello per buona parte della gara. Disastro McLaren, con entrambi i piloti non partiti.
Il fine settimana del 19° Gran Premio della Cina è entrato di diritto nella storia del motorsport e del Circus. Merito del nostro Andrea Kimi Antonelli che dopo la sua prima pole, ha siglato il suo primo successo nella categoria regina. Un’impresa che l’automobilismo tricolore attendeva da un lungo ventennio. L’ultimo pilota di casa nostra ad imporsi fu Giancarlo Fisichella: era il 19 marzo del 2006, quando si aggiudicò il G.P. della Malesia al volante della Renault. Per la cronaca, Andrea Kimi non era ancora nato. Sempre di “Fisico”, fu l’ultima pole di un italiano, per la precisione in Belgio, a Spa, nel 2009 sulla Force India. Grazie al suo miglior tempo in Q3, Antonelli è divenuto il più giovane pole-sitter della storia, all’età di 19anni, 6 mesi e 18 giorni, strappando il record stabilito da Sebastian Vettel a Monza nel 2009 sulla la Toro Rosso (anche in quell’occasione la pole fu il preludio alla 1^ vittoria e ad una carriera luminosissima con 4 mondiali). Ma i primati del pupillo di Toto Wolff sono andati oltre, è il secondo vincitore più giovane del Mondiale (il record appartiene tuttora a Max Verstappen) ed è pure il più giovane ad aver conseguito un hat-trick (pole, giro veloce e vittoria). Per ritrovare un driver italiano autore di questa performance, bisogna ritornare nella notte dei tempi, al G.P. di Gran Bretagna del 1953, con il grande Alberto Ascari: ultimo italico a vincere il titolo mondiale F.1. Speriamo sia di buon auspicio.
Tutto vero! – Se la Sprint Race lo aveva visto ancora stentare in partenza (era 2° dietro a Russell) e racimolare solo un 5° posto (complice un penalty di 10” per contatto con Hadjar), Andrea Kimi Antonelli ha subito resettato la mente e dopo alcune ore ha centrato la storica pole, beneficiando anche di un problema elettronico occorso al temibile compagno George Russell, fresco vincitore della gara corta. Il bolognese sarebbe partito davanti, sapendo benissimo che non poteva fallire ancora allo spegnimento dei semafori. E’ scattato meglio chiudendo Russell, ma è stato infilato da Hamilton partito a fionda dalla 2^ fila. Rimasto secondo dopo aver respinto Leclerc, il poleman s’è riportato sull’eptacampione sopravanzandolo al terzo passaggio. Una volta leader ha cercato di allungare, ma la Safety Car causata dall’arresto di Stroll, l’ha costretto ad anticipare la sosta insieme a Russel ed alle due Ferrari: era il passaggio 10 ed i quattro sono passati dalle gomme medie alle dure. Antonelli rientrava secondo alle spalle di Colapinto (Alpine-Mercedes) del quale si disfava subito e riprendeva la sua cavalcata rispondendo al ritmo di Hamilton (salito 2°) con ottimi tempi. A consolidare il suo vantaggio ha contribuito la battaglia tra i due fantini del Cavallino, che venivano agguantati e poi superati da Russell. Ritrovatosi secondo George cercava di spingere, ma è sempre arrivata la pronta replica di Antonelli che procedeva regolare come un metronomo. Un passo che ha scoraggiato l’inseguitore ed il gap saliva così a circa 9”. Gli ultimi chilometri di Kimi hanno vissuto un attimo di terrore puro al 53° dei 56 giri previsti. Impegnato a forzare per mantenere la concentrazione è arrivato lungo dopo un bloccaggio, fortuna vuole che la via di fuga fosse asfaltata, il che gli ha permesso di tornare in pista. Scampato il patatrac, la marcia trionfale della Mercedes n°12 non aveva più ostacoli. Dunque, ampio spazio a festeggiamenti, emozioni e commozioni. Molto bello l’abbraccio di Hamilton, terzo, che s’è congratulato con Kimi dicendo in pubblico:” s’è preso il mio sedile in un grande team.” Gli elogi sono arrivati anche da Russell, il quale inizia rendersi conto della minaccia del suo compagno, confermata anche dalle sue dichiarazioni, forse pronunciate a denti stretti:” Penso che il mio diretto avversario sia nel mio stesso box.” Russell è al suo 8° anno in F.1 e con una vettura così efficiente può solo vincere il titolo. Un peso psicologico non da poco, che ti può complicare la vita. Singolare l’immagine del podio, all’insegna del presente e del passato Mercedes, con Antonelli ed Hamilton insieme a Peter “Bono” Bonnington (s’è poi aggiunto Russell), ingegnere prima di Lewis ed ora di Kimi. Il tecnico britannico, ovviamente euforico, ha rivelato che l’italiano ha lo stesso talento riscontrato in due fuoriclasse come Schumacher e lo stesso Hamilton. A Shanghai, Kimi ha avuto davanti la grande occasione e non l’ha sprecata, imponendosi con autorevolezza e mantenendo la calma quando Hamilton l’ha passato al via. Era ben conscio del potenziale di questa W17E e non ha avuto quella smania che l’anno scorso gli ha fatto commettere errori. Una delle sue doti è la capacità di archiviare in fretta gli sbagli, non ricadendoci più. Altro grande merito è quello di saper fare gruppo perché è umile e semplice. Domenica, prima di calarsi nella monoposto ha dato il fatidico “5” a tutti i suoi meccanici presenti in griglia. Doti rare, di fronte alle quali Toto Wolff, team boss Mercedes e suo mentore, non è mai rimasto insensibile fin da quando lo mise sotto contratto ai tempi del karting. Insomma, questo 19enne ci fa sognare, ma attenzione a mettergli troppa pressione qualificandolo già come candidato al titolo, o facendo paralleli con giovani fuoriclasse di altri sport. Kimi sta già crescendo in fretta di suo e la completa maturazione esige il suo tempo. Lasciamogli godere questo momento magico che ha sognato da sin da piccolo. L’anno passato, l’eccessivo stress mentale subentrato dopo il primo podio in Canada lo misero parecchio a disagio.
Intanto la “Stella a Tre Punte” gongola, almeno per ora. Solo la Ferrari riesce a metterle pressione in partenza e nella prima parte delle competizioni, poi come d’incanto affonda saluta la compagnia. Gli altri rivali sono distanti anni luce. Le doppiette nei primi due G.P. non lasciano dubbi. Fra due settimane andrà in scena il terzo round in Giappone su un tracciato alquanto impegnativo come quello di Suzuka. Parliamo di una pista vera che emette sentenze lapidarie. A nostro avviso è poco probabile aspettarsi sconvolgimenti tra le attuali forze in campo, a differenza di quanto potrà accadere il 3 maggio sullo stradale di Miami. E’ ufficiale che non si correrà in Bahrain ed Arabia Saudita ad aprile per il conflitto in Iran che sta incendiando il Medio Oriente. La concorrenza avrà un mese per lavorare e migliorare le monoposto cercando di colmare il divario dalle imprendibili Frecce Nero-Argento. Come ha ricordato lo stesso Russell, incombe poi la data del 1° giugno quando i controlli sul rapporto di compressione delle power unit verranno effettuati a caldo e non più a freddo. Una decisione che potrebbe, secondo alcuni, togliere il presunto asso nella manica della Mercedes? Bella domanda.
Lampi Rossi – Come anticipato, la Ferrari ha confermato il potenziale mostrato la settimana scorsa a Melbourne, centrando un altro podio. Lewis Hamilton e Charles Leclerc non si sono risparmiati, anzi. Hanno dato vita ad una lunga contesa con affondi decisi sempre però all’insegna della correttezza. Hamilton smania della voglia di ritornare ad essere l’Hammertime dei tempi d’oro e quando Leclerc l’ha fulminato nel corso della 24^ tornata, “Sir Lewis” non s’è dato per vinto ed alla fine ha arpionato il suo primo podio con la Ferrari (203° in carriera). Un exploit andato in scena proprio su uno dei circuiti che predilige. A Shanghai s’è affermato per ben 6 volte (un record), ha conseguito altrettante pole ed è salito 10 volte sul podio. Nel complicato 2025, colse la sua unica soddisfazione in rosso aggiudicandosi la Sprint Race. Il 3° posto raggiunto domenica, rappresenta una sorta di liberazione per il sette volte campione che promuove la Rossa:” La macchina da grandi sensazioni”. Hamilton dispone di una SF-26 nata bene e vuole riscattarsi dopo un annus horribilis, smentendo chi lo dava per un vecchio bollito. Leclerc s’è dovuto accontentare della quarta piazza che per lui è dura da mandar giù: la rivalità col compagno promette scintille. Frederic Vasseur, Team Principal Ferrari si dice ottimista:” A Melbourne eravamo a 8 decimi dalla Mercedes, qui a Shanghai siamo a circa 4. Vuol dire che abbiamo preso la strada giusta, ma loro sono ancora un po’ più veloci di noi in rettilineo. Dobbiamo quindi continuare a spingere in questa direzione.”
Shan-guai – La sorpresa in negativo che ha tenuto banco in Cina è stata la McLaren-Mercedes che non ha potuto schierare le sue monoposto in griglia. E stiamo parlando dei Campioni del Mondo! Davvero desolante vedere la terza fila vuota senza Oscar Piastri e l’iridato Lando Norris, qualificatisi rispettivamente 5° e 6°. Nella “garetta”, l’australiano aveva chiuso sesto e l’inglese quarto. Una debacle clamorosa che si aggiunge al forfait patito dal povero Piastri a Melbourne, che per un surplus di potenza improvviso aveva sbattuto mentre di posizionava in griglia. D’obbligo quindi parlare già di crisi. Le cause del black-out cinese sarebbero (è bene usare il condizionale) da imputare alle batterie in dotazione sulla MCL40. Eloquente il commento di Norris sul grave imprevisto:” Non s’era mai verificato prima e non abbiamo saputo come risolverlo.”
Niente start anche per l’Audi di Gabriel Bortoleto e la Williams-Mercedes di Alexander Albon (problema idraulico). Morale, 4 vetture non partite. Non certo un bello spot per questa nuova Formula Uno che deve velocemente applicare dei correttivi in corso d’opera per risolvere questi mali di gioventù.
Coma profondo – Come prevedibile, anche il 2° round del campionato s’è trasformato in un incubo per l’Aston Martin. Fernando Alonso e Lance Stroll hanno concluso la Sprint Race nelle retrovie, non hanno superato la Q1 ed il loro Gran Premio non ha visto la bandiera a scacchi. Stroll s’è fermato dopo dieci tornate tradito dalla batteria ed Alonso è rimasto in pista fino al giro 35 per poi gettare la spugna. Il motivo? Il problema che da inizio stagione affligge la scuderia di Silverstone, ovvero le vibrazioni prodotte dal motore Honda, le quali non si ripercuotono solo sulle componenti tecniche, bensì diventano insopportabili per chi guida soprattutto nei long run. Secondo il bi-campione asturiano l’intensità era così forte da fargli perdere la sensibilità di mani e piedi. E dal momento che era il fanalino di coda ha preferito prendere la via dei box. Un handicap pericolosissimo sotto il profilo della sicurezza che sta condizionando pesantemente la stagione in cui l’Aston Martin doveva svoltare.
Avvelenato – Un sempre più deluso Max Verstappen, ritiratosi dopo 46 passaggi, non ha risparmiato ulteriori critiche al nuovo corso della F.1.” È terribile. Se a qualcuno piace questa roba, allora non sa cosa siano le corse. Non è per niente divertente. È come giocare a “Mario Kart”. Questo non è racing. Guarda cosa succede: superi con il boost, poi finisci la batteria nel rettilineo successivo e gli avversari ti ripassano con il loro boost. Per me è semplicemente una barzelletta. Penso di parlare a nome della maggior parte dei piloti – prosegue l’oranje – alcuni, ovviamente, diranno che è fantastico perché stanno vincendo le gare, e ci sta. Quando hai un vantaggio, perché dovresti rinunciarci?” E conclude:” Alla fine, stanno vincendo solo Kimi o George. Sono anni luce davanti al resto del gruppo. La Ferrari a volte parte bene, si mette davanti, ma poi servono un paio di giri per rimettere tutto in ordine. Questo non ha nulla a che fare con le corse. Direi le stesse cose anche se stessi vincendo io, perché mi interessa il prodotto sportivo. Non sono frustrato per la mia posizione, anzi: ora sto lottando di più, quindi capisci ancora meglio cosa devi fare e di cosa si tratta.” Della serie, Verstappen non digerisce affatto questa rivoluzione, perché va contro il suo DNA di racer puro, cresciuto dall’inflessibile papà Jos. Però deve accettare gioco forza la realtà. Nono nella Sprint e qualificatosi con l’ottavo crono a bordo di una RB22 zoppicante, il quattro volte campione ha spinto come sempre risalendo sesto prima di arrendersi. Gli unici punti per la Red Bull sono arrivati da Isack Hadjar che dopo essersi girato mentre lottava con Bearman al giro 1, ha agguantato un’ottava piazza recuperando da fondo gruppo. Anche a Milton Keynes, i tecnici di Laurent Mekies sono chiamati agli straordinari. Meno preoccupante la situazione in Racing Bulls, la sorella minore della Red Bull. In Australia il rookie Arvid Lindblad, all’esordio, era entrato nella top-ten, in Cina invece è andato a punti Liam Lawson, 7° sia il sabato che la domenica. Lindblad ha comunque terminato il Gran Premio, chiudendo 12° dopo esser partito col 15° crono, appena dietro al compagno.
Solidità – Ancora a punti Oliver Bearman, che dopo il 7° posto di Melbourne giunge 8° nella garetta del sabato e 5° nel G.P. dopo esser scattato 10°. Il valore del 20enne britannico alla sua 3^ stagione iridata è indiscutibile e fa di lui il pilota di punta della Haas-Ferrari a differenza di uno spento Esteban Ocon.
Allons enfants! – Per l’Alpine-Mercedes, questo 2026 è cominciato decisamente meglio rispetto all’anno passato. Se a Melbourne è entrata nella top dieci con il solo Pierre Gasly (10°), a Shanghai il francese s’è piazzato sesto ed il suo compagno Franco Colapinto ha chiuso decimo. I dieci punti in classifica collocano il team di Flavio Briatore come 7^ forza fra i costruttori.
Acuto – In virtù del nono posto, Carlos Sainz jr. regala due punti d’oro alla Williams-Mercedes, portando un briciolo di serenità in una compagine alle prese con parecchi grattacapi da risolvere.
Immagini Pirellipress
Ordine d’arrivo:
1° – Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) – 56 giri 1.33’15″607
2° – George Russell (Mercedes) – 5″515
3° – Lewis Hamilton (Ferrari) – 25″267
4° – Charles Leclerc (Ferrari) – 28″894
5° – Oliver Bearman (Haas-Ferrari) – 57″268
6° – Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) – 59″647
7° – Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) – 1’20″588
8° – Isack Hadjar (Red Bull-Ford) – 1’27″247
9° – Carlos Sainz (Williams-Mercedes) – 1 giro
10° – Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) – 1 giro
11° – Nico Hulkenberg (Audi Sauber) – 1 giro
12° – Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) – 1 giro
13° – Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) – 1 giro
14° – Esteban Ocon (Haas-Ferrari) – 1 giro
15° – Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) – 1 giro
Ritirati:
Max Verstappen (Red Bull-Ford)
Fernando Alonso (Aston Martin-Honda)
Lance Stroll (Aston Martin-Honda)
Non partiti:
Oscar Piastri (McLaren-Mercedes)
Lando Norris (McLaren-Mercedes)
Gabriel Bortoleto (Audi)
Alexander Albon (Williams-Mercedes)
Classifica piloti:
1° Russell 51 – 2° Antonelli 47 – 3° Leclerc 34 – 4° Hamilton 33 – 5° Bearman 17 – 6° Norris 15 – 7° Gasly 9 – 8° Verstappen, Lawson 8 – 10° Lindblad, Hadjar 4 – 12° Piastri 3 – 13° Sainz, Bortoleto 2 – 15° Colapinto 1
Classifica costruttori:
1^ Mercedes 98 – 2^ Ferrari 67 – 3^ McLaren-Mercedes 18 – 4^ Haas-Ferrari 17 – 5^ Red Bull-Ford, Racing Bulls-Ford 12 – 7^ Alpine-Mercedes 10 – 8^ Audi Sauber, Williams-Mercedes 2













