F1 2026 – Test Barcellona per capire le nuove vetture

 

I test di Barcellona 2026 si sono conclusi, segnando l’alba della nuova era tecnica della Formula 1. Con il debutto delle attese Power Unit a ripartizione di potenza 50/50 tra termico ed elettrico e l’introduzione dell’aerodinamica attiva, il Montmeló è stato il teatro di uno shakedown intenso e ricco di colpi di scena.

Ecco il resoconto team per team dei cinque giorni di attività in pista:

Le Regine del Gruppo

Mercedes: I “padroni” della prima parte dei test. George Russell e Andrea Kimi Antonelli hanno impressionato per chilometraggio e ritmo, con l’italiano capace di issarsi al vertice nelle giornate centrali. La sensazione è che la Power Unit di Brackley sia, al momento, il punto di riferimento del paddock per efficienza e ricarica della batteria.

Ferrari: La SF-26 chiude i test con il sorriso. Lewis Hamilton ha stampato il miglior tempo assoluto (1:16.348) proprio nell’ultima giornata, dimostrando un adattamento lampo alla rossa. Charles Leclerc ha confermato la solidità della vettura, lavorando molto sulla gestione dell’energia e chiudendo costantemente tra i primi. La Ferrari è sembrata la più equilibrata, unendo affidabilità a punte di velocità pura.

Le Inseguitrici

McLaren: Partenza in sordina e gran finale. Lando Norris ha chiuso al secondo posto assoluto, a soli due decimi da Hamilton. Dopo qualche piccolo intoppo idraulico iniziale, la MCL40 motorizzata Mercedes ha mostrato un potenziale aerodinamico spaventoso, confermandosi la vera minaccia per il titolo.

Red Bull: Un test insolitamente “nascosto” per i campioni in carica. Max Verstappen si è concentrato quasi esclusivamente sulla raccolta dati del nuovo motore Red Bull-Ford, senza mai cercare il tempo record. Nonostante un incidente del giovane Hadjar nel day-2 che ha rallentato il programma, la RB22 resta l’incognita più temuta, forte di una costanza invidiabile sui long run.

Il Centrogruppo e le Sorprese

Alpine: Sorprendente per affidabilità. Pierre Gasly ha completato maratone da oltre 160 giri al giorno, dimostrando che il passaggio alla motorizzazione Mercedes ha garantito una base tecnica solida per Franco Colapinto e compagni.

Haas: La scuderia americana ha vissuto giorni di grazia con Esteban Ocon e Oliver Bearman, spesso nella top 5 dei tempi. La vettura sembra digerire bene le nuove regole sul peso, apparendo agile nei tratti lenti.

Racing Bulls: Lavoro oscuro ma efficace per Liam Lawson e Arvid Lindblad. Il team di Faenza ha accumulato km preziosi per deliberare la nuova componentistica Red Bull, mostrando una velocità di punta interessante.

I Team in Salita

Aston Martin: Il debutto più atteso, quello della prima creatura di Adrian Newey con motore Honda, è stato travagliato. La AMR26 è scesa in pista tardi e ha sofferto di problemi di gioventù al sistema di raffreddamento. Fernando Alonso ha predicato calma, ma il distacco cronometrico è ancora pesante.

Audi: Esordio complesso per la casa tedesca. Hulkenberg e Bortoleto hanno lottato con problemi di integrazione software tra telaio e motore. La strada per la competitività sembra ancora lunga, ma la mole di sensori montata sulla vettura indica un approccio scientifico e rigoroso.

Cadillac: La neonata scuderia ha pagato dazio all’inesperienza. Sergio Perez e Valtteri Bottas hanno chiuso spesso in fondo alla classifica tempi, focalizzandosi sul far girare i sistemi di base. L’obiettivo era finire i test senza grossi incidenti, traguardo centrato.

Williams: Assente per gran parte dei test a causa di ritardi nella produzione del telaio, ha effettuato solo pochi giri di installazione nell’ultimo pomeriggio. Una partenza ad handicap che costringerà il team di Grove a un lavoro straordinario in Bahrain.

Ecco la tabella riassuntiva dei migliori tempi fatti registrare al Montmeló durante i cinque giorni di test.È importante notare come i tempi siano scesi progressivamente con il migliorare delle condizioni della pista e la maggiore comprensione delle nuove monoposto.

Day 1 Lunedì 26: Isack Hadjar Red Bull 1:18.159 Debutto bagnato; tempo segnato nel pomeriggio

Day 2 Martedì 27: Max Verstappen Red Bull 1:19.580 Sessione condizionata dalla pioggia battente

Day 3 Mercoledì 28: Kimi Antonelli Mercedes 1:17.362 Primo squillo del talento italiano su pista asciutta

Day 4 Giovedì 29: George Russell Mercedes 1:16.445 Mercedes mostra i muscoli con il record provvisorio

Day 5 Venerdì 30: Lewis Hamilton Ferrari 1:16.348 Miglior tempo assoluto dei test proprio nel finale

Giri compiuti complessivamente

—- Mercedes 1.134 con Mercedes, McLaren e Alpine

—- Ferrari 991 (-143) con Ferrari, Haas e Cadillac

—–Red Bull Ford 624 (-510) con Red Bull e Racing Bulls

—–Audi 240 (-894) solo Audi

—– Honda 66 (-1.068) solo Aston Martin

Il dominio cronometrico: La lotta per il “titolo d’inverno” è stata un affare privato tra Mercedes e Ferrari. Fino a giovedì sembrava che le Frecce d’Argento avessero un margine inattaccabile, ma la zampata finale di Hamilton ha rimescolato i valori percepiti.

I primi due giorni sono stati pesantemente influenzati dal meteo, con molte squadre che hanno preferito non rischiare, accumulando chilometri solo con gomme da bagnato o intermedie. Per avere un termine di paragone, il miglior tempo assoluto porta la firma di Hamilton (1:16.3) andiamo a vedere quanto accaduto al Gran Premio di Spagna lo scorso anno:

Pole Position di Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) in 1’11”546 mentre sempre Piastri ha fatto segnare il miglior tempo sul giro in gara di 1’15”743.

E’ difficile poter fare paragoni dal momento che sono troppe le variabili a cominciare dalla quantità di carburante, al rendimento dei nuovi pneumatici, alle drastiche differenze aerodinamiche per non parlare dei propulsori ma il primo giudizio è positivo e già tra un mese queste monoposto saranno più veloci di quelle 2025 sempre che i piloti riescano a ben adattarsi a tutte le nuove tecnologie con cui dovranno confrontarsi.

I COMMENTI A FINE TEST

Lewis Hamilton: “È una sensazione surreale. La prima volta che ho spinto davvero con la SF-26 oggi pomeriggio, ho sentito una connessione speciale. Il bilanciamento tra il motore termico e la parte elettrica è molto più intuitivo di quanto ci aspettassimo al simulatore. Siamo solo all’inizio, ma il potenziale è enorme.”

Frédéric Vasseur: “Non guardiamo i tempi, anche se fa piacere vedere Lewis davanti. La cosa più importante è che abbiamo completato il programma senza intoppi meccanici. La Power Unit ha risposto bene ai picchi di energia. Ora testa al Bahrain.” Ma quando la nomina  del nuovo responsabile della comunicazione al posto di Silvia Hoffer spostata ad altro incarico all’interno della azienda Ferrari?

Toto Wolff: “Siamo molto soddisfatti dell’efficienza della nostra Power Unit. George e Kimi hanno percorso migliaia di chilometri senza un singolo allarme. Forse ci manca ancora un pizzico di carico aerodinamico rispetto alla Ferrari nelle curve lente, ma sul dritto siamo dove volevamo essere.”

Kimi Antonelli: “È stato incredibile guidare questa macchina per tre giorni interi. La gestione dell’aerodinamica attiva è la sfida più grande: bisogna cambiare il modo di pensare l’approccio alla curva. Imparare da George è fondamentale in questa fase.”

Max Verstappen: “Non mi interessa essere il più veloce a gennaio. Abbiamo raccolto i dati necessari sul nuovo motore Red Bull-Ford e ci sono ancora molte cose da affinare sul software. La macchina è solida, ma il vero valore lo vedremo solo alla prima qualifica.”

Laurent Mekies: “L’incidente di Hadjar ci ha fatto perdere tempo prezioso mercoledì, ma i dati che stiamo vedendo sulla telemetria di Max sono incoraggianti. Siamo in linea con le nostre simulazioni.”

Fernando Alonso: “Inutile nasconderlo, è stato un test frustrante. La macchina è nata con qualche problema di raffreddamento che non avevamo previsto. Adrian [Newey] e i ragazzi in fabbrica sanno dove intervenire, ma abbiamo perso giorni importanti per capire le nuove regole.”

Mattia Binotto: “Sapevamo che il primo test sarebbe stato un battesimo del fuoco. Integrare la nostra Power Unit in un telaio completamente nuovo richiede tempo. Abbiamo avuto problemi di software, ma ogni volta che siamo usciti dai box abbiamo imparato qualcosa.”

 

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