Di Carlo Baffi
Alla vigilia del G.P. degli Stati Uniti sul tracciato di Austin, la “Stella a Tre Punte”, ha confermato per il 2026 la line-up attuale.
Il travaglio non è stato breve, anzi e solo a 6 Gran Premi dalla fine è stato ufficializzato il rinnovo del contratto per George Russell ed Andrea Kimi Antonelli. In un comunicato diffuso il mercoledì prima del 19° round del Mondiale di F.1, la Mercedes-AMG PETRONAS F1 s’è detta felice di confermare la coppia di piloti per la prossima stagione. Russell, 27 anni, vincitore di 5 G.P., affronterà la sua ottava stagione in F1, mentre Antonelli, 19 anni, sarà al suo secondo anno. George e Kimi provengono entrambi dal programma junior del team, essendo entrati a far parte del programma rispettivamente nel 2017 e nel 2019. George ha conquistato i titoli in GP3 ed in Formula 2 durante il suo percorso verso la F1 e dopo tre anni alla Williams, ha vinto cinque gare da quando è passato a un sedile da titolare nel team ufficiale Mercedes. Nel frattempo, Kimi si è aggiudicato diversi campionati di Formula 4, il titolo di Formula Regional e 2 vittorie in Formula 2 prima di debuttare in F1 all’inizio di quest’anno. Da allora, è diventato il terzo più giovane a salire sul podio nella storia di questo sport.
Toto Wolff, CEO e Team Principal della scuderia nero-argento, ha dichiarato: “Confermare la nostra formazione di piloti è sempre stata solo una questione di tempo. Volevamo prenderci il tempo necessario, gestendo le trattative in modo adeguato ed assicurandoci che tutti, da ambo le parti, fossero soddisfatti. Sono contento di esserci riuscito. George e Kimi hanno dimostrato di essere una coppia forte e siamo entusiasti di continuare il nostro percorso insieme. Ora ci concentriamo sulle ultime sei gare dell’anno, mentre lottiamo per il secondo posto nella classifica Costruttori, e poi verso il 2026, una nuova era per la F1.”
Comprensibilmente molto felice, Kimi Antonelli: “Sono davvero entusiasta di continuare con il team. Ho imparato tantissimo nella mia prima stagione in F1, sia nei momenti positivi che in quelli più difficili. Tutto questo mi ha reso più forte, non solo come pilota, ma anche come compagno di squadra. Voglio ringraziare Toto e tutti sia a Brackley che a Brixworth per il loro continuo supporto e la fiducia riposta in me. Ora, il nostro obiettivo è quello di concludere quest’anno alla grande ed assicurarci il secondo posto nel Campionato Costruttori, prima di focalizzarci completamente sul 2026. C’è ancora molto da fare in queste ultime sei gare e daremo il massimo.”
In effetti come ha spiegato Toto Wolff, sebbene la conferma sia arrivata solo a metà ottobre, non era mai stata in discussione. I risultati di Russell conseguiti da marzo ad oggi sono inoppugnabili: 2 vittorie, 6 podi, 2 pole, 237 punti all’attivo e 4° posto in classifica. La stagione del britannico è la migliore di sempre, segno tangibile di una maturazione che l’ha reso un top-driver a tutti gli effetti. Riguardo ad Antonelli il discorso è particolare e le ragioni sono ben note. Il bolognese è alla sua prima stagione nel Circus e Wolff, il suo mentore sin dal karting, ha investito parecchio su questo talento. Antonelli ha esordito nella massima serie con un 4° posto su un tracciato ostico come quello di Melbourne, in quanto cittadino coi muri in agguato e con l’aggiunta della pioggia. Nei primi sei round, è andato a punti 5 volte ben figurando su piste che non conosceva, tra queste lo stradale di Miami dove ha ottenuto la pole nelle qualifiche della Sprint Race. Ma da Imola in avanti sono iniziati i problemi: 4 ritiri in 6 G.P., troppe volte fuori dalla Q3. Una serie negativa interrotta momentaneamente dal podio in Canada; l’ennesima pista nuova e che non perdona. Altro momento decisamente critico per Kimi è stata l’Olanda, quando in un assalto a Leclerc ha speronato la Ferrari mettendola ko. Per sua fortuna, da Monza è partita la risalita con un 9° posto, seguito da un 4° ed un 5° a Baku e Singapore dove non aveva mai gareggiato (guarda caso è sempre approdato in Q3). Le ragioni della fase calante sono principalmente da imputare al normale percorso di crescita che in un giovane pilota non è immediato, sia sotto il profilo tecnico che mentale. Ricordiamoci sempre che Antonelli nel 2023 militava ancora nella Formula Regional (con grandi risultato nel curriculum) e dopo il solo 2024 in F.2 è approdato in un team del calibro della Mercedes prendendo il posto di un sette volte campione come Hamilton, con i riflettori sempre puntati addosso. Non solo… al suo fianco s’è ritrovato un certo George Russell, driver navigato e dotato di classe eccelsa. A questo quadro già assai complicato, si sono aggiunte due variabili non da poco. La prima è di natura tecnica. Concerne la sospensione posteriore introdotta in riva al Santerno e poi rottamata dopo l’Hungaroring: guarda caso da li in avanti il trend sarebbe migliorato. Una novità che ha messo in difficoltà anche Russell. La seconda proviene dal mercato-piloti. Nel fine settimana del G.P. di Gran Bretagna s’era parlato insistentemente di una trattativa concreta tra la Mercedes e Max Verstappen. Da qui la domanda su chi rischiasse il sedile a Brackley e Russell parlando coi media rivelò che la questione riguardava il compagno. Poi, con la cacciata del team boss Chris Horner dalla Red Bull, sempre più contrasto col clan dell’olandese (padre Jos in primis), lo spettro di Mad Max evaporò, almeno per il 2026. Ma la pressione deve aver minato ulteriormente la serenità di Antonelli, il quale dopo i primi Gran Premi positivi aveva visto alzarsi l’asticella. Detto questo, il suo bilancio ad oggi parla di 1 podio ed altre 9 volte in top-ten; piazzamenti che gli hanno fruttato 88 punti e lo issano al settimo posto in classifica. Da tempo non si vedeva un pilota italiano così avanti nella graduatoria piloti. Con ciò è bene non abbandonarsi a trionfalismi eccessivi, così come sparare critiche spesso gratuite. Il bilancio di Antonelli andrà tracciato solo a fine campionato e non prematuramente dopo ogni singola corsa. Grazie anche ai suoi punti la Mercedes è tornata seconda forza a quota 325, con 27 lunghezze in più sulla Ferrari retrocessa terza. La fiducia rinnovata da Wolff potrebbe motivare ulteriormente i due drivers in vista del rush finale in cui c’è in palio il titolo di vice-campioni alle spalle dell’imprendibile McLaren. Logicamente a patto che la W16 confermi di essere quella molto efficace vista nella notte di Marina Bay.







