Le Mans 1970 – la prima vittoria della Porsche

 

Hans Hermann e Richard Attwood vincono la maratona della Sarthe con la vettura di Zuffenhausen

Sono le 16 del pomeriggio del 14 giugno quando la Porsche 917K del Team Salzburg taglia vittoriosamente il traguardo della 24 Ore di Le Mans 1970. La vettura era considerata una di riserva della squadra tedesca, al volante due veterani: il tedesco Hans Hermann e l’inglese Richard “Dick” Attwood due piloti che sono riusciti a coronare il sogno della sua vita cogliendo un risultato che sembrava impossibile solo 24 ore prima. Hans Hermann è nato nel 1928, ha corso sopravvivendo alle gare più massacranti e pericolose del dopo guerra come la Mille Miglia e la Carrera Panamericana, ha pilotato la Mercedes in Formula 1, ha vinto la Targa Florio e aveva promesso alla moglie di abbandonare le gare se solo fosse riuscito a vincere a Le Mans. Quando scende dal podio dice basta, ha raggiunto quel traguardo tanto sognato: è ora di pensare al suo futuro senza il volante di una vettura da competizione tra le mani.

L’edizione 1970 è la 34° edizione della maratona francese, tra le novità la partenza, con le macchine ancora schierate a lisca di pesce, ma con i piloti già nell’abitacolo e le cinture allacciate, dopo le polemiche dell’edizione precedente. La gara rappresenta la nuova sfida nel mondo della corse, tra il cavallino rampante di Maranello ed il cavallino di Stoccarda, ovvero Ferrari contro Porsche. La scuderia di Enzo Ferrari ha appena stretto nel 1969 lo storico accordo con la Fiat di Tornino, a Maranello sono arrivate nuove finanze che hanno permesso la realizzazione della nuova Ferrari 512S, la sport di 5 litri destinata a sfidare la casa tedesca che punta al predominio delle vetture a ruote coperte attraverso la vittoria alla 24 Ore di Le Mans che rappresenta la gara più importante della stagione agonistica.

Le Porsche 917, dopo i problemi al debutto nel 1969, sono state sviluppate dalla scuderia di John Wyer che ha fatto modificare l’aerodinamica con la nuova coda corta e tronca migliorando sensibilmente la tenuta di strada e l’inserimento nelle curve ad alta velocità.

La prime gare della stagione hanno messo in luce le vetture tedesche che hanno vinto tutte le prove ad eccezione di Sebring, dove si sono dovute arrendere per una serie di problemi tecnici lasciando la vittoria alla vettura italiana. La Ferrari 512S pur avendo un motore più potente rispetto alla rivale, ha spesso avuto problemi di affidabilità che hanno precluso i risultati sperati ad inizio stagione con la vittoria nella prova americana della Florida. La Ferrari a Le Mans arriva con quattro vetture ufficiali con la carrozzeria a coda lunga e diverse vetture affidate alle scuderie private che corrono con le sport di Maranello.

La Porsche ha scelto di dare la gestione per il 1970 delle sue vetture ufficiali alla Scuderia di John Wyer, che le fa correre grazie alla sponsorizzazione della casa petrolifera Gulf e per le Mans la casa tedesca prepara uno squadrone di tutto rispetto.

Oltre al team inglese, per la maratona della Sarthe ci sono anche le Porsche della Scuderia Saltzburg, di fatto un secondo team ufficiale sotto il controllo di membri della famiglia Porsche che sarà motivo di sfida all’interno delle squadre di Stoccarda che vede anche l’appoggio della scuderia sponsorizzata dalla Martini.

Per Le Mans viene sviluppata una nuova versione a coda lunga con l’aiuto del consulente esterno Robert Choulet, già progettista delle avveniristiche CD-Peugeot e Matra. La Porsche 917LH (Langheck, codalunga) ha una carrozzeria con una resistenza estremamente bassa ed una stabilità migliore rispetto alla versione del 1969. Vengono iscritte due esemplari LH, una dalla Porsche-Salzburg, l’altra dalla Martini Racing che presenta una livrea particolare fatta da elaborate spirali e sbaffi verde chiaro su uno sfondo violetto subito soprannominata Auto Hippie o Porsche psichedelica. Il Team Gulf/Wyer porta in gara tre 917 K, due col 4,9 litri e una con il 4,5; la Porsche-Salzburg iscrive anche una 917 K col motore 4,5 litri. In totale sette Porsche 917 sono in gara, contro undici Ferrari 512. Oltre ai due sfidanti a Le Mans 1970 ci sono anche diversi prototipi da 3 litri, con Alfa Romeo, Matra, Porsche 908, tra cui quella della Solar Production equipaggiata da cineprese per le riprese del film voluto da Steve mcQueen guidata da Jonathan Williams e Herbert Linge.

Le prove ufficiali sono dominate dalla Porsche 917LH/Saltzburg con Vic Elford, grazie anche al nuovo motore di 4,9 litri mentre secondo è Nino Vaccarella, con la prima Ferrari.

Lo start, alle 16,00 di sabato 13 giugno è dato da Ferdinand Porsche e subito iniziano le prime schermaglie tra le vetture in testa alla gara, ma dopo un’ora e mezza la situazione è già chiara con le Porsche davanti e le Ferrari che inseguono. Iniziano a cadere le prime gocce di pioggia, l’asfalto è viscido aumentano i problemi per i piloti, soprattutto ni sorpassi della vetture più lente che diventano delle chicane mobili tra le nuvole d’acqua sollevate dalle gomme.

Subito dopo finiscono le speranze della Ferrari. L’Alfa Romeo 33/3 di Andrea De Adamich sta sorpassando una lenta GT, mentre arriva la Ferrari 512S di Reine Wissel che è costretto a frenare di colpo a Maison Blance per evitare le due vetture davanti. Dietro c’è Derek Bell con un’altra 512S che evita miracolosamente la Ferrari coda lunga della Scuderia Filipinetti, ma dietro l’inglese c’è la rossa ufficiale di Clay Regazzoni che non riesce ad evitare l’impatto distruggendo la sua sport e quella di Wissel. Inoltre Bell per frenare fa un furigiri al motore con conseguente rottura. La pioggia aumenta verso le 20 rimane in gara l’ultima Ferrari ufficiale di Ickx-Schetty con il belga che risale dal sesto al secondo posto ma vola fuori alle chicane Ford e nell’incidente perde anche la vita un commissario di percorso.

La situazione è in mano alla Porsche, ma anche le vetture di Zuffehausen hanno i loro problemi. La 917K di Rodriguez rompe una biella, Siffert ha problemi al motore con l’altra 917K/Gulf, come pure la Porsche-Salzburg 917LH. Tutti i principali protagonisti sono fuori scena durante la notte. All’alba sotto la pioggia sempre più forte mista a grandine, sono rimaste poche vetture in gara e tre 917 sono al comando, seguite da una 908.

L’ordine di squadra è quello di rallentare, la Porsche non può perdere l’occasione di conquistare la sua prima affermazione nella maratona della Sarthe. Alle 16,00 della domenica solo sette vetture sono rimaste in gara ed è la Porsche-Salzburg 917 K rossa e bianca numero 23 di Hans Herrmann e Dick Attwood a passare da vincitori sotto la bandiera a scacchi seguiti dalla 917 psichedelica di Gérard Larrousse e Willi Kauhsen. Per la case tedesca è il trionfo e la prima di molte altre vittorie sulla pista francese che la porteranno ad essere la regina della gare di durata e della 24 di Le Mans.

Immagini ©Massimo Campi

Massimo Campi
Massimo Campihttp://www.motoremotion.it/
Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.

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