Formula 1

Published on Marzo 28th, 2021 | by redazione

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G.P. Bahrain – Hamilton beffa Verstappen

Il Campione in carica sovverte il pronostico e inaugura la nuova stagione con un trionfo, il quinto in Bahrain – di Carlo Baffi

Se qualcuno aveva il dubbio che la conquista del settimo titolo iridato avesse appagato Lewis Hamilton, il Gran Premio del Bahrain, prima prova del Mondiale F.1 2021, ha fugato ogni dubbio. La lotta con Max Verstappen per tutta la corsa e soprattutto gli ultimi giri sono stati una prova eloquente. Hamilton ha vinto sfoderando tutta la sua esperienza e la sua classe smentendo coloro che da tempo sostengono che il dominio del britannico sia dovuto gran parte alla superiorità della Mercedes. Ebbene a Sakhir, il Campione in carica s’è imposto su un irriducibile Verstappen che godeva dei favori del pronostici. A differenza dello scorso anno, l’olandese può contare su una Red Bull a livello della “Freccia Nera” tedesca, se non superiore. Dopo aver dominato i test pre-stagionali, “Mad Max” ha ribadito la superiorità sia nelle prove libere che nelle qualifiche ed era accredito del successo in gara. Della serie, questa RB16B promette molto bene.

Purtroppo il finale palpitante tra i due è stato condizionato dal team radio con cui è stato ordinato a Verstappen di ridare la leadership a Lewis, complice la traiettoria oltre le righe che delimitano la pista in curva 4. Peccato. Stavamo assistendo al giusto epilogo di una sfida rimasta aperta per tutti i 57 giri in programma. Una corsa vivace dove non è mancata la bagarre. Il primo colpo di scena arriva già nel giro di ricognizione. Sergio Perez (11° tempo in prova) neo acquisto della Red Bull si ferma lungo il tracciato con la vettura spenta. I concorrenti effettuano così un nuovo giro di formazione e nel frattempo il messicano riesce a ripartire, raggiungendo la pit-lane da dove prenderà il via. Allo spegnimento dei semafori, Verstappen scatta bene dalla pole, con Hamilton subito dietro e Valtteri Bottas che viene sopravanzato da un ottimo spunto di Charles Leclerc, partito col quarto tempo sulla Ferrari. Dietro è lotta serrata e nelle posizioni di coda il rookie Nikita Mazepin finisce rovinosamente contro le barriere. Il russo esce dalla sua Haas incolume, ma la safety car va in pista. E’ il debutto ufficiale per la nuova vettura di sicurezza griffata Aston Martin. Ne approfitta Perez che effettua la sua prima sosta; per lui la gara è decisamente in salita. Nemmeno il tempo di ripartire che scatta la virtual safety car, per recuperare i detriti persi da Pierre Gasly in un contatto con Daniel Ricciardo. Quando la corsa riparte, Bottas torna terzo  passando Leclerc, che deve guardarsi dagli assalti di Lando Norris, il quale conferma la competitività della sua McLaren-Mercedes. Ad aprire il valzer delle soste è Fernando Alonso al 12° giro. Lo spagnolo, che manca in F.1 dal 2018,  partito col nono tempo occupava la sesta posizione con l’Alpine-Renault. E’ poi il turno di Norris, Leclerc, Stroll, Ricciardo ed Hamilton. L’inglese monta le gomme gialle e rientra davanti all’accorrente Perez. Un vantaggio, dal momento che il pilota della Red Bull non avrebbe certo agevolato la rincorsa di Lewis su Verstappen.

Tre tornate dopo (giro 17) è l’olandese ad effettuare il suo primo pit: anche per lui sono pronte le medie. Intorno al 20esimo passaggio va in scena un avvincente battaglia a tre a centro gruppo. Stroll supera dapprima il compagno Vettel, che si ritrova negli scarichi della sua Aston Martin Alonso. Tra i due iridati sono scintille, col tedesco (ancora con le gomme usate dallo start) che resiste. Sui due litiganti piomba come un falco Carlo Sainz jr. che li passa entrambi per la gioia dei ferraristi, confermando le sue qualità. Mentre l’iberico allunga, Vettel si prende la soddisfazione di avere la meglio su Alonso per poi riparare ai box per la prima sosta. Nelle retrovie si mette in luce il ventenne Yuki Tsunoda. L’esordiente giapponese sferra un attacco vincente ai danni di Alonso, portando l’Alpha Tauri all’11esimo posto. Intanto Hamilton è ancora in testa, ma Verstappen guadagna terreno. L’eptacampione fatica a mantenere integro il suo vantaggio e via radio comunica di non poter andare più forte. Siamo al giro 29 e dal muretto decidono di richiamarlo per il secondo pit, in cui calza la mescola dura. Due tornate dopo è la volta del suo compagno Bottas, che però incappa ancora in un problema di troppo (in linea col 2020). Sulla W12 i meccanici faticano a montare la ruota anteriore destra ed il finnico perde circa 10 secondi. La classifica vede al comando Verstappen, seguito da Hamilton, Norris, Leclerc, Bottas, Ricciardo, Perez (autore di un’ottima rimonta), Sainz, Tsunoda e Ocon. Alla 33esima tornata Alonso si ritira per noie ai freni, dopo aver disputato una gara più che dignitosa. La nuova Alpine-Renault non è la monoposto competitiva del 2020 e la scuderia francese sarà chiamata ad accelerare lo sviluppo. Con i nuovi pneumatici Hamilton si porta a 17”5 dal capofila il quale chiede al suo box di lasciarlo ancora in pista. A rientrare per la terza sosta è invece Perez, che torna in battaglia con le medie. Al 40esimo giro Verstappen deve fare capolino in pit-lane per montare le dure, cedendo così il primo posto ad Hamilton. Da qui in avanti la sfida tra i due si farà sempre più accesa. L’olandese si lancia all’inseguimento della Mercedes numero 44 e a poco a poco riduce il gap. Ormai siamo prossimi al corpo al corpo. Curiosi i team radio, con Lewis che dice al suo ingegnere:” Vedo Verstappen, lasciami con lui.” E per contro dalla Red Bull incitano Max:” …è tutto tuo !”. A cinque passaggi dalla bandiera a scacchi, Hamilton va lungo alla curva 10 (forse fatica con le gomme posteriori) e perde altri quattro decimi. Errore che permette a Verstappen di portarsi a meno di un secondo. “Mad Max” pregusta il colpaccio, agguanta l’avversario e lo fulmina alla curva 4. I giochi sembrano fatti, ma di colpo la RB16B rallenta ed Hamilton si riprende la leadership. Problema tecnico, errore? No. Come detto sopra, l’olandese è stato invitato dal suo box a cedere la posizione prima della sanzione dei commissari. Così facendo e con ancora tre giri da percorrere, Chris Horner & C. sperano che Verstappen abbia ancora una chance di portare l’ultimo assalto.

E così avviene. Nel corso dell’ultimo passaggio, Max è nuvamente in scia al rivale, che però è alquanto esperto a non commettere alcuna sbavatura e tagliare vittorioso il traguardo. Alle loro spalle  giunge Bottas, che ad una tornata dal termine ha montato le gomme medie per siglare il giro veloce ed arpionare un ulteriore punto. Quarto è Norris, poi Perez a compimento della remuntada. A chiudere la top ten, Leclerc, Ricciardo, Sainz, Tsunoda e Stroll. Dodicesimo Giovinazzi, che ha preceduto Vettel, quindicesimo e finito sotto inchiesta per aver tamponato Ocon nel finale. Dietro il quattro volte iridato, un altro tedesco Mick Schumacher scattato col penultimo tempo e purtroppo incappato in un testa coda a inizio gara. E’ dunque ancora gloria per Hamilton le cui vittorie salgono a 96 e che dopo il 43° passaggio ha demolito un altro record detenuto da Michael Schumacher: quello del maggior numero di giri al comando di un Gran Premio, ben 5112. Onore delle armi a Verstappen, autore di una prova maiuscola. Certo, a posteriori il pilota della Red Bull avrebbe forse dovuto attendere un momento più propizio per il sorpasso, senza lasciarsi prendere dalla solita foga. Hamilton era in difficoltà e la RB16B aveva tutto il potenziale per avere la meglio. “Hammertime” è stato freddo a tirare la staccata costringendo il rivale ad allargarsi. Ma come detto sono considerazioni facili da fare stando davanti alla tv e col senno di poi. In macchina, a tavoletta ed in una frazione di secondo è tutt’altra cosa. Comunque sia, il secondo posto di Verstappen lancia la Red Bull come grande sfidante della Mercedes pigliatutto. E pure la gara di Perez, è un dato concreto circa la competitività della scuderia anglo-austriaca, per lo meno in ottica del campionato costruttori. Dunque, si preannuncia un 2021 apertissimo, sinonimo di grande interesse e aumento di audience per il Circus.

Lode alla McLaren, che per ora si conferma la terza forza del campionato, grazie all’ulteriore crescita di un progetto che già l’anno scorso s’era rivelato molto valido. Positivo ed incoraggiante anche il Gran Premio delle Ferrari, che oltre ad essere approdate senza difficoltà in Q3 (traguardo difficile nel 2020) hanno combattuto con la McLaren e figurato meglio della quotata Aston Martin. Ha però ragione il team principal Mattia Binotto, quando ribadisce di restare coi piedi per terra, anche se poi azzarda:” …la SF21 ci darà qualche soddisfazione.” Infatti, i margini di crescita ci sono eccome e questo dovrebbe infondere ottimismo tra i tifosi del Cavallino. Bene Tsunoda, ottimo nono e subito a punti all’esordio.

Il giovane nippon potrebbe essere la rivelazione del campionato. Sotto tono invece l’Aston Martin, da cui francamente ci si aspettava qualcosa di più, sia in qualifica che in gara. I problemi della AMR21 hanno finito anche per condizionare la prestazione deludente di Vettel. Pareva di vedere il pilota del 2020. Partito in ultima fila, ha arrancato e francamente l’incidente con Ocon, non è stato un bel segnale per un pilota del suo calibro. Ovviamente siamo solo al primo round e la scuderia di Stroll senior ha tutti i mezzi per ben figurare e con lei anche Seb, voglioso di riscattare un periodo troppo opaco.

immagini media Mercedes/Ferrari/Redbull

 

 

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