Formula 1

Published on Dicembre 3rd, 2020 | by redazione

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Mick Schumacher esordirà in F.1

Il figlio del Kaiser sarà in F.1 il prossimo anno – di Carlo Baffi

La voce era sempre più insistente ed ora è divenuta ufficiale. Mick Schumacher, figlio del grande Michael, sarà pilota della Haas nel prossimo mondiale di F.1. E già nel Gran Premio di Abu Dhabi del 13 dicembre, si calerà nell’abitacolo della VF20 in occasione delle prove libere del venerdì. Il 21enne pilota tedesco, attualmente è impegnato nel campionato di Formula 2 con il top team italiano Prema Racing e a due prove dal termine comanda la classifica con 205 punti, precedendo l’inglese Callum Illot (191) ed il russo Nikita Mazepin (162), suo futuro compagno di squadra alla Haas. Dopo aver vinto il titolo di F.3 nel 2018, Mick è sbarcato nell’anticamera della massima serie l’anno successivo piazzandosi 12° nella graduatoria finale. E sempre in quello stesso anno ha fatto il suo ingresso nella Ferrari Driver Academy. Esperienze importanti i cui frutti si stanno vedendo in questa stagione, con il teutonico favorito nella lotta al titolo. Schumi jr. ha già avuto modo di cimentarsi al volante di una monoposto di F.1 nel 2019, per la precisione in Bahrein, prima su una Ferrari SF90 e poi su un’Alfa Romeo C38. In quella stessa stagione Mick ebbe l’onore di girare ad Hockenheim prima del G.P. di Germania sulla Ferrari F2004, la leggendaria rossa con cui papà Michael conquistò la sua settima corona iridata.

Quest’anno sarebbe dovuto scendere in pista nelle prove libere del G.P. dell’Eifel al Nurburgring. Purtroppo, complice il maltempo, la sessione venne cancellata e così è sfumata la possibilità di macinare chilometri sull’Alfa Romeo C39 di Giovinazzi. Sarebbe comunque finito sotto i riflettori a conclusione del Gran Premio, con la consegna del casco di suo padre a Lewis Hamilton, in segno di riconoscimento per la 91^ vittoria del campione inglese. Impresa con cui “Hammertime” ha eguagliato il record del “Barone Rosso”. Una cerimonia che è parsa il prologo all’entrata nel Circus in pompa magna. Mick Schumacher esordirà nella massima serie esattamente trent’anni dopo il debutto del papà. Era infatti il 23 agosto del 1991 quando sulla leggendaria pista di Spa-Francochamps, Michael disputò le prove del Gran Premio del Belgio a bordo della Jordan-Ford, numero 32. Il campionato era entrato nella fase finale, con Ayrton Senna sulla McLaren-Honda in lotta per l’iride contro Nigel Mansell sulla Williams-Renault. In quello scenario fece la sua comparsa il 22enne di Kerpen, che dopo essersi messo in luce nelle categorie addestrative, venne ingaggiato dalla Mercedes per gareggiare nel Mondiale Sport Prototipi di gruppo C, con la scuderia diretta da Peter Sauber. Una sorta di junior team della Stella a Tre Punte. Anche in questa categoria, il futuro “cannibale” dimostrò di avere talento e gli addetti ai lavori iniziarono a considerarlo uno dei giovani più promettenti del panorama motoristico. Un viatico verso il grande salto in F.1, che ebbe luogo in un modo curioso. Pochi giorni prima del round belga, il francese Bertand Gachot, pilota titolare della Jordan, venne arrestato nel Regno Unito per aver malmenato un taxista londinese. Dunque, trovatosi senza pilota di punto in bianco, il bizzarro Eddie Jordan offrì la monoposto a Schumacher dietro il corrispettivo di 150 mila sterline. Grazie all’appoggio della Mercedes, Willy Weber, abile manager di Schumi, si presentò davanti Mister Jordan con la valigia piena e così il suo pupillo potè esordire nel mondiale. Poco importa se il rookie non conoscesse Spa, l’occasione era davvero imperdibile. Il giorno precedente le prove, il tedesco familiarizzò con il tracciato delle Ardenne percorrendo in bicicletta quei saliscendi e quelle curve impegnative. Ebbene tutti i timori e le incognite vennero presto fugate, perché Schumi dimostrò subito di che pasta era fatto. Si piazzò 7° in qualifica! Si racconta che durante il venerdì di prove, la sua Jordan sfiorò la collisione con la Ferrari guidata da Prost alla curva della Source. Convocato in direzione gara dopo le proteste del “Professore”, Michael replicò :”Dite al mio collega di non frenare troppo in anticipo e non ci saranno problemi.” … Quando si dice il carattere. Purtroppo quel suo primo Gran Premio durò solo poche centinaia di metri. Un problema alla frizione costrinse Schumacher a parcheggiare la vettura e ad alzare bandiera bianca. Ma la brillante prestazione in qualifica non passò inosservata. Flavio Briatore, vulcanico team principal della Benetton, mise subito gli occhi sull’esordiente; qualcuno disse ingolosito anche dalla presenza del munifico budget della Mercedes. Con un vero e proprio blitz, Briatore scippò Schumacher alla Jordan e lo promosse al volante della propria monoposto già dal G.P. d’Italia. Erano passati solo quindici giorni dall’esordio a Spa. A farne le spese fu il brasiliano Roberto Moreno, che vedendosi appiedato dalla sera alla mattina ricorse in tribunale, ma senza successo.

L’accordo tra Briatore e Jordan fu raggiunto nelle stanze dell’Hotel Villa d’Este sul lago di Como, al termine di frenetiche trattative in presenza di Bernie Ecclestone. Un contratto siglato in extremis, solo poche ore prima dell’inizio delle prove a Monza. Compagno di Michael alla Benetton era niente meno che il tre volte iridato Nelson Piquet, a fine carriera. Un confronto che a detta di molti sarebbe stato impietoso. Invece Schumi stupì ancora. Partì settimo davanti a Piquet e tagliò il traguardo in quinta posizione, precedendo nuovamente il carioca giunto sesto. Una performance superba coronata dalla conquista dei primi punti in classifica; e per giunta alla sua seconda corsa in F.1. Presto ci si rese conto che era nata una nuova stella ed il tempo avrebbe fornito tutte le conferme del caso. Secondo il calendario provvisorio, il primo appuntamento del mondiale F.1 del 2021 dovrebbe andare in scena in Australia il 21 marzo. Il giorno successivo Mick compirà 22 anni proprio l’età in cui esordì Michael. Una singolare coincidenza, che speriamo sia di buon auspicio per il giovane figlio d’arte atteso ad un compito non certo semplice, dal momento che su di lui peserà un cognome sinonimo di leggenda.

illustrazione © Carlo Baffi

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