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Storia

Published on Giugno 25th, 2020 | by redazione

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Alpine, una storia nata nel 1955

Il 25 giugno 1955, Jean Rédélé fondava la Société des Automobiles Alpine, nota più semplicemente come Alpine.

Nato il 17 maggio 1922, Jean è il primogenito di Émile Rédélé, concessionario Renault a Dieppe (Alta Normandia) e già meccanico ufficiale di Ferenc Szisz, primo “pilota di fabbrica” del marchio all’inizio del secolo. Concluso il percorso universitario, Jean si fa notare subito dalla Direzione Generale di Renault per le idee commerciali innovative. A soli 24 anni diventa il più giovane concessionario di Francia, assumendo la direzione dell’azienda del padre.

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Jean Rédélé osserva i suoi meccanici al lavoro su una sua Formula 3.

Considerando “la corsa il miglior banco di prova per i modelli di serie e la vittoria il miglior argomento di vendita”, Jean Rédélé partecipa alle prime competizioni all’età di 28 anni.

Dopo un primo tentativo al Rally di Monte-Carlo del 1950, vince il primissimo Rally di Dieppe al volante della nuova 4CV, davanti a modelli ben più potenti! Questo successo di portata nazionale spinge Renault a fornirgli una 4CV ‘1063’ – la versione speciale corsa – per la stagione successiva. Collezionando nel frattempo nuovi successi, Jean Rédélé cerca di migliorare le performance del suo bolide. La ricerca del successo lo porta fino in Italia, da Giovanni Michelotti. A quest’ultimo ordina la progettazione di una 4CV Spéciale Sport, caratterizzata da una carrozzeria di alluminio ben più aerodinamica del modello originale. Con il passare del tempo, la collaborazione tra il rally man francese e il designer italiano porterà alla nascita di tre esemplari unici.

Nell’attesa che gli venga consegnato il nuovo bolide, Rédélé prosegue la propria carriera al volante della ‘1063’. Concessionario Renault a Parigi e Etampes, prende l’amico Louis Pons come copilota. Alla ricerca costante di performance sempre migliori, il duo finanzia lo sviluppo di una trasmissione a cinque rapporti, progettata da André-Georges Claude. Questa trovata consente loro, in particolare, di vincere nella loro categoria la Mille Miglia, la famosa corsa tra Brescia e Roma.

Il percorso di Jean Rédélé si snoda poi attraverso la 24 Ore di Le Mans e il Tour de France Automobile. Nel 1953 mette finalmente le mani sulla sua 4CV ‘Spécial’. Come prima uscita, vince il 4° Rally di Dieppe davanti a due Jaguar e a una Porsche. L’anno successivo, l’equipaggio Rédélé / Pons colleziona una terza vittoria di categoria alla Mille Miglia, poi vince anche la Coupe des Alpes.

L’idea di creare un proprio marchio è un pensiero fisso nella mente di Jean Rédélé. Sarà il suocero a supportarlo in questa impresa. Proprietario del Grand Garage de la Place de Clichy, in rue Forest, Charles Escoffier è uno dei maggiori concessionari Renault dell’epoca. Chiedendo al genero di aiutarlo a sviluppare e commercializzare una serie di ‘coach’ già ordinati a Gessalin & Chappe, lo spinge a creare la “Société des Automobiles Alpine”, che nasce il 25 giugno 1955. Questa data coincide con la fine della carriera di pilota di Jean Rédélé.

A106, l’inizio di tutto

Immaginando le sue future automobili, Jean Rédélé voleva fare leva su alcuni principi elementari: una meccanica semplice ma competitiva, che utilizzasse il maggior numero di pezzi di serie e che fosse rivestita di una carrozzeria leggera e accattivante. Da un certo punto di vista, il coach immaginato da Charles Escoffier soddisfa questi prerequisiti… anche se Jean Rédélé non se ne attribuisce realmente la paternità!

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La storia sportiva dell’Alpine in una foto.

Disegnato da Jean Gessalin e costruito dai fratelli Chappe, il primo prototipo è presentato da Charles Escoffier al consiglio direttivo di Renault nel febbraio del 1955. Dopo l’ottenimento dell’omologazione, ecco che interviene Jean Rédélé, imponendo alcune modifiche derivate dalle 4CV sviluppate con Michelotti. Il coach prende il nome di A106: A come Alpine e 106 in riferimento al nome di codice della 4CV, che funge da banca organi.

All’inizio di luglio, nel cortile della sede della Régie Renault, a Boulogne-Billancourt, tre esemplari dell’Alpine A106 sfoggiano i colori della bandiera francese: una blu, una bianca e una rossa. Pur non essendo particolarmente affezionato alla linea della prima Alpine, Jean Rédélé non nasconde l’orgoglio di essere diventato un vero costruttore automobilistico.

Dal punto di vista meccanico, l’A106 mantiene il telaio e gli assali della 4CV. Il motore quattro cilindri in linea da 747 cm3 è proposto in due versioni, da 21 e 38 CV. Questa prima Alpine si distingue in primo luogo per la carrozzeria in poliestere, applicata al telaio originale della 4CV.

In opzione, è possibile equipaggiare l’A106 con una trasmissione a cinque rapporti ‘Claude’, o con la sospensione ‘Mille Miles’, costituita da quattro ammortizzatori posteriori.

Fedele ai suoi principi di miglioramento continuo – in un’epoca in cui il kaizen non è ancora entrato nel lessico dell’industria automobilistica – Jean Rédélé cerca senza sosta di fare evolvere l’A106. Stanco della scarsa disponibilità della Chappe & Gessalin a voler migliorare l’A106, Jean decide di aprire la propria carrozzeria: RDL. La scelta dell’indipendenza si traduce nel lancio di una versione cabriolet, disegnata da Michelotti e presentata al Salone di Parigi del 1956. Una terza variante viene lanciata nel 1958: l’A106 ‘Coupé Sport’. Si tratta in realtà di un cabriolet su cui è saldato un hard-top!

Con 251 esemplari di A106 prodotti tra il 1955 e il 1960, l’azienda di Jean Rédélé può considerarsi avviata …

Nata per correre

Fondata da un pilota esperto, Alpine ha una storia è costellata di successi in competizione, dal Rally di Monte-Carlo alle 24 Ore di Le Mans!

Benché la personalità della coupé A106 non sia esattamente quella di un’auto da corsa, piloti del calibro di Jacques Féret o Jean Vinatier si mettono a disposizione per conquistare un medagliere di tutto rispetto. È anche grazie alla competizione che l’A108 si evolve, creando le basi dell’A110.

Fin dal 1963, Alpine partecipa alle 24 Ore di Le Mans, perseguendo come obiettivo gli “indici di performance” o “di resa energetica” anziché la vittoria assoluta. Con i piccoli motori Gordini, le Alpine brillano per efficienza aerodinamica. Due vittorie consacrano questo impegno: nel 1964 con la M64 di Morrogh / Delageneste e nel 1966 con l’A210 di Cheinisse / Delageneste.

Il nome di Alpine appare anche nelle classifiche delle monoposto, con un titolo di Campione di Francia F3 per Henri Grandsire nel 1964. Alcuni anni dopo, Patrick Depailler (1971) e Michel Leclère (1972) ottengono lo stesso risultato.

A110

L’Alpine A110 al Rally di Monte-Carlo del 1971.

Nei rally, la Berlinette A110 si impone ben presto come arma micidiale. Nel 1968, Gérard Larousse sfiora la vittoria a Montecarlo. Ma sarà il team dei ‘Moschetteri’ a regalare al costruttore di Dieppe i sui titoli nobiliari. Jacques Cheinisse, divenuto direttore sportivo di Alpine-Renault, mette insieme un team senza eguali, costituito da Jean-Pierre Nicolas, Jean-Claude Andruet, Bernard Darniche e Jean-Luc Thérier. Il quartetto sarà in seguito rafforzato da altri piloti, come Ove Andersson che si aggiudica la vittoria alla Montecarlo nel 1971.

Nel 1973, l’équipe Alpine-Renault si impegna per conquistare il primo titolo di Campione del Mondo dei Rally della storia! La stagione inizia alla grande, con la tripletta Andruet / Andersson / Nicolas alla Montecarlo. Su tredici manche, la Berlinette si impone per ben sei volte, e su tutte le piazze: Montecarlo (Andruet), Portogallo (Thérier), Marocco (Darniche), Acropoli (Thérier), Sanremo (Thérier) e Tour de Corse (Nicolas). Quest’ultimo rally si conclude con il trionfo di una nuova tripletta, a coronamento di un’incredibile epopea! Con abilità, Alpine-Renault diventa Campione del Mondo, davanti a Fiat Abarth e Ford.

La stagione 1973 coincide anche con il rilancio del programma di gare di Endurance, congelato dopo le delusioni delle A220, alla fine degli anni ’60. Questa volta l’obiettivo è salire in cima al podio. Di anno in anno, il marchio si avvicina alla meta, raggiungendola nel 1978, quando Jean-Pierre Jaussaud e Didier Pironi si impongono sull’Alpine Renault A442-B, con l’A442 di Guy Fréquelin e Jean Ragnotti che si classifica al quarto posto!

Raggiunto questo obiettivo, Renault può prendere la strada della Formula 1 con il motore V6 1500 cm3 turbo.

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L’Alpine A310 Gruppo 5 del 1977.

Anche l’Alpine A310 vive i suoi momenti di gloria, con i successi conseguiti da Jean Ragnotti, Bruno Saby, Jean-Pierre Beltoise (tutti e tre Campioni di Francia di Rallycross dal 1977 al 1979) e Guy Fréquelin (Campione di Francia dei Rally 1977). Dopo l’organizzazione dell’Alpine Europa Cup – disputata in apertura dei Gran Premi di Formula 1 con le GTA – la Marca si ritira dalle competizioni nel 1988.

Alla fine del 2012, l’annuncio della rinascita della Marca giunge insieme a quello del ritorno alle competizioni. In partnership con il Team Signatech, Alpine partecipa al Campionato Europeo di Endurance (ELMS) e alle 24 Ore di Le Mans. Fin dalla prima stagione, nel 2013, l’A450 si aggiudica il titolo europeo. Il team Signatech-Alpine conserva la corona nel 2014, ottenendo anche un podio di categoria LM P2 a Le Mans. A questa performance si aggiunge un settimo posto.

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