Manifestazioni

Published on Gennaio 20th, 2020 | by Massimo Campi

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Ferrari a Le Mans

“Ferrari at 24 Heures du Mans” la mostra che celebra le vittorie della rossa alla corsa francese

Dal 15 gennaio 2020 a Maranello è aperta la mostra “Ferrari at 24 Heures du Mans” per  celebrere settant’anni di vittorie della Casa del Cavallino Rampante alla 24 Ore di Le Mans. Gli spazi espositivi ospitano alcuni tra i modelli che hanno contribuito a scrivere pagine memorabili della storia della gara di durata francese, come la 166 MM Barchetta Touring, la vettura che con Lord Selsdon e Luigi Chinetti ha vinto nel 1949, o la 488 GTE che si è aggiudicata l’ultima edizione con Alessandro Pier Guidi, James Calado e Daniel Serra.

La mostra vuole essere un omaggio alle imprese di uomini, vetture e piloti che hanno conquistato, nel corso dei decenni, 36 vittorie, di cui 27 di classe e nove assolute ed un’occasione unica per poter ammirare da vicino il trofeo della celebre maratona che si disputa sul circuito de La Sarthe.

La “rossa” e la Sarthe, un importante capitolo della storia Ferrari, una gara che ha fatto conoscere la fabbrica di Maranello al mondo. Tutto inizia nel 1949, la Seconda Guerra Mondiale è appena finita, si cerca di ritornare alla normalità ed Enzo Ferrari è pronto a nuove sfide. La Ferrari Spa è nata solo da due anni, il 12 marzo del 1947, anche se le sue origini sportive risalgono al 1929, quando gestiva in pista le Alfa Romeo. La prima vittoria di una Ferrari, arriva sul Circuito di Caracalla un paio di mesi dopo, ma le ambizioni del Drake sono ben altre, quelle di farsi conoscere a livello internazionale. La grande occasione arriva proprio un paio di anni dopo, nel 1949, alla 24 Ore di le Mans con Luigi Chinetti che stava iniziando un lungo periodo di collaborazione con Maranello importando le prime vetture oltreoceano. Chinetti che ha già vinto la 24 Ore nel 1932 e nel 1934, schiera al via la nuova 166MM insieme al co-pilota Lord Selsdon, ed allo scadere del secondo giro dell’orologio sarà il primo pilota della storia a conquistare tre edizioni della celebre corsa francese. Durante la gara, Chinetti guidò la 166 MM per 23 ore, lasciando a Lord Selsdon solo un piccolo turno di guida. La 166 MM era stata presentata al Salone di Torino del 1948, come evoluzione della 166S, ed era stata denominata MM come acronimo della Mille Miglia dopo la vittoria di Clemente Biondetti e Giuseppe Navone nella maratona italiana. La vittoria di Luigi Chinetti sarà la prima di altre otto vittorie assolute, ma oltre a quelle ci sono tutte le varie vittorie nella classe GT,

A Le Mans Luigi Chinetti usò una 166MM in versione barchetta, carrozzata dalla Touring di Felice Bianchi Anderloni. Prodotta in 34 esemplari, la Ferrari 166MM venne realizzata sia in versione aperta che tipo berlinetta ed oltre alla Touring vennero vestiti alcuni esemplari da altri carrozzieri come Zagato Allemanno e Vignale e montava un V12 cilindri a 60° di 1.995 cc con una potenza di circa 140 cv. La spedizione a Le Mans fu una iniziativa di Chinetti che convinse Ferrari a correre nella maratona francese conquistando una vittoria fondamentale per la storia delle rosse.

Per  ritrovare nuovamente il nome Ferrari sul gradino più alto del podio bisogna aspettare il 1954 con Froilan Gonzalez e  Louis Trintignant che tagliano per primi il traguardo con la 375 Plus. La fabbrica di Maranello è oramai una realtà consolidata, ha già vinto il titolo mondiale in F.1 con Alberto Ascari, importanti gare di durata, le vetture GT sono tra le più invidiate del mondo. La Ferrari 375 Plus è nata per conquistare il titolo mondiale Sport Prototipi, monta il V12, progettato da Aurelio Lampredi, con 380 cv di potenza. Il motore è quello derivato dalla monoposto 375 F.1 del 1951, e montato, in versione 4,5 litri, sulla 375MM sport. La 375 Plus che vince a Le Mans monta la versione portata a 4.954 cc  ed il telaio è carrozzato da Pininfarina. Nel 1954 la “375 Plus” si aggiudica anche la 1000 km di Buenos Aires e la Carrera Panamericana.

È la Ferrari Testa Rossa la grande mattatrice della maratona francese. Vince quattro edizioni della gara, nel 1958, 1960, 1961, 1962, entrando da subito nella leggenda. La Ferrari 250 Testa Rossa nacque nel 1957, quando il nuovo regolamento imponeva una cilindrata massima di tre litri per le vetture prototipo. Il nome “Testa Rossa” deriva dalla colorazione rossa del coperchio delle valvole che caratterizzava il motore Ferrari da competizione. La storia della Testa Rossa inizia nel 1957, ma bisogna attendere la stagione successiva per il trionfo con Gendebien-Hill. Nel 1960 la barchetta del Cavallino riportò a Maranello il Mondiale Sportprototipi grazie alla vittoria a Buenos Aires con Cliff Allison-Phill Hill e alla doppietta a Le Mans con Olivier GendebienPaul Frère seguiti da Pilette e Ricardo Rodriguez. Nel 1961 arriva l’evoluzione 250 TR61 Spyder ed una nuova vittoria con Gendebien/Hill che si ripetono nella edizione 1962 con la nuova 330 TR – Testa Rossa.

Nel 1962 la Ferrari realizza anche la nuova 250P a motore posteriore, ma bisogna attendere il 1963 per vederla sul gradino più alto del podio nella maratona della Sarthe. La 250P monta V12, progettato da Gioachino Colombo, che già aveva equipaggiato la 250TR e la 250 GTO, con una cilindrata di 2953,21cm³ le bancate disposte a V di 60°. Le 250 P debuttano alla 12 Ore di Sebring del 1963 subito conquistando la vittoria con Surtees/Scarfiotti. In gara a Le Mans ’63 ci sono tre vetture ufficiali ,la 250 P di Surtees/Mairesse è costretta al ritiro al 252º giro, dopo avere preso fuoco in seguito ad una uscita di strada del pilota belga, le altre due 250 P, di Bandini/Scarfiotti e Parkes/Maglioli, concludono la gara  al primo e terzo posto. Le evoluzioni della 250P per la stagione 1964 sono la 275P e la 330P con motori di 3.3 e 4 litri. Alla 24 Ore di Le Mans, corsa il 22 giugno ’64, la Ferrari schiera tre 275 P e tre 330 P. Delle 275 P, due si ritirano per incidente e per la rottura della pompa dell’olio, la terza conquista la vittoria con Jean Guichet e Nino Vaccarella alla guida. Il podio è completato dalle 330 P di Hill/Bonnier e Surtees/Bandini.

La mostra “Ferrari at 24 Heures du Mans” rimarrà aperta fino al 19 aprile 2020 ed affianca le mostre già presenti al Museo “Hypercars – L’evoluzione dell’unicità” e “90 anni – Scuderia Ferrari, la storia completa”.

Immagini © Raul Zacchè

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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