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Published on novembre 19th, 2017 | by Massimo Campi

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WEC 6 ore Bahrain 2017: Pier Guidi e Calado campioni del mondo

La 6 ore del Bahrain ha assegnato gli ultimi titoli mondiali.

Ultima gara della Porsche, l’abbandono già annunciato a metà stagione, ha ancora una volta decretato la superiorità della rivale Toyota cha ha conquisto la vittoria, mai messa in discussione con il trio Buemi-Nakajima-Davidson, mentre la coppia Pier Guidi-Calado con la Ferrari conquista il titolo iridato piloti della GTE PRO, ed a Senna-Canal va il Trofeo LMP2.

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foto WEC

Tutti attendevano una prova i forza della casa di Zuffenhasen ma la sfortuna ha contribuito ad un addio mesto alla serie WEC. L’inconveniente occorso a Timo Bernhard nelle prime fasi quando il tedesco si è trovato con un birillo incastrato tra il musetto e il fondo ha subito eliminato dalla lotta per l’affermazione una delle due 919 Hybrid. Con il passare dei giri è stata la volta di Nick Tandy, quando era al volante e ancora potenzialmente con qualche speranza di affermazione che, è incappato in un incidente mentre stava doppiando la Porsche di Nick Foster. Guai anche per Kamui Kobayashi che è stato protagonista di un contatto, anche quello in fase di doppiaggio, con la Porsche 911 RSR n.92 di Christensen, con la conseguenza del ritiro per la 911 RSR e lunga sosta ai box per la TS050 Hybrid n.7, tagliata fuori dai giochi per la gara.

foto WEC

L’unica vettura a non avere avuto inconvenienti è stata quella dei vincitori, ovvero la TS050 Hybrid n.8, affidata a Kazuki Nakajima, Sébastien Buemi ed Anthony Davidson, che ha preceduto la 919 Hybrid n.2, nelle mani dei neo campioni del mondo Timo Bernhard, Earl Bamber e Brendon Hartley, che ha tagliato il traguardo davanti alla vettura gemella, la n.1, di André Lotterer, Neel Jani e Nick Tandy.  Quarta posizione per la TS050 Hybrid n.7, di José Maria Lopez, Mike Conway e Kamui Kobayashi. Con la 6 ore del Bahrain la Toyota ha centrato l’obiettivo di vincere la quinta corsa dell’anno, una in più di quanto abbia fatto la Porsche campione del mondo, che ha però saputo sempre concretizzare risultati anche quando la rivale è stata più veloce.

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foto WEC – Rigon/Bird

Il risultato più importante della corsa è stato quello del mondiale piloti conquistata dalla coppia della Ferrari: Alessandro Pier Guidi, con il secondo posto in parata dietro i compagni Bird-Rigon, ha conquistato assieme a James Calado il campionato iridato per i piloti GT regalando nel contempo alla AF Corse la vittoria nel Trofeo Pro Team che va ad aggiungersi al mondiale endurance GT già conquistato aritmeticamente nella 6 Ore di Shanghai. I due piloti hanno dimostrato di essere molto forti, una coppia unita che ha saputo concretizzare un importante risultato stagionale, nella categoria che sta sempre prendendo più importanza nel WEC.

Alessandro Pier Guidi, è la stato la rivelazione del campionato, velocissimo e intelligente. La scelta di arruolarlo per questa stagione, voluta da Antonello Coletta, si è rivelata quella giusta. Ed ora anche l’Italia del WEC finalmente può fregiarsi di un pilota mondiale a tutti gli effetti con pieno merito, coadiuvato da James Calado che ha dimostrato di avere acquisito maturità e sicurezza.

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foto WEC – Bruno Senna, Julien Canal e Nicolas Prost

Nella classe LMP2 ad imporsi è stata l’Oreca 07 Gibson n.31, preparata dalla Rebellion Racing e affidata a . Con questa vittoria il trio conquista il titolo di  campioni del mondo LMP2. A separare il prototipo vincente dalla gemella, la n.13 di Mathias Beche, David Heinemeier Hansson e Nelson Piquet Junior, troviamo l’Oreca 07 Gibson n.38 della DC Jackie Chan Racing, nelle mani di Ho-Pin Tung, Oliver Jarvis e Thomas Laurent. In LMGTE Am vittoria per l’Aston Martin V8 Vantage n.98 di Paul Dalla Lana, Pedro Lamy e Matthias Lauda, cui va l’iride di classe. Tra i piloti italiani c’è anche Matteo Cairoli che conclude il suo primo mondiale con un bagaglio d’esperienza importante, diverse esperienze positive ed i riflettori puntati da molti team manager che in lui vedono un probabile campione del domani.

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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