Formula 1 Chase Carey di Media Liberty e Bernie Ecclestone

Published on Maggio 11th, 2017 | by Bruno Brida

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F1: Media Liberty ed i conti “truccati” di Ecclestone

Media Liberty, nuova padrona della Formula 1, deve trovare una soluzione per rimediare ai favoritismi della vecchia gestione di Bernie Ecclestone.

Ora che non è più al comando della Formula 1, un comando che è stato per decenni è stato pressoché dittatoriale, si scopre che Bernie Ecclestone non è stato proprio un moderno re Mida e che quello che toccava non sempre si tramutava in oro.

Il suo successore, il baffuto Chase Carey, non perde occasione di ricordarlo. “Noi di Media Liberty abbiamo rilevato il circus per porre fine ad una crisi che durava da tempo e che negli ultimi anni aveva perso molto del suo appeal e quindi del suo potere economico. Ed era inconcepibile per uno sport che è conosciuto praticamente in tutto il mondo. Ovviamente anche per noi conta il fattore business ma, come in ogni altra attività, per guadagnare occorre anche investire in nuove iniziative coinvolgenti per il pubblico presente sul circuito e per gli appassionati in genere”.

Poiché nella sua politica gestionale non esisteva la parola “spendere”, Bernie Ecclestone ha cercato di arginare la crisi finanziaria dovuta alla fuga degli sponsor e al drammatico calo d’interesse per la sua Formula 1, aumentando a dismisura le sue richiese economiche agli organizzatori per “comperare” l’appoggio dei team più importanti a scapito degli interessi degli altri. Il risultato? “Una crisi devastante”.

Media Liberty ha reso note le modalità, assolutamente arbitrarie, con cui Ecclestone pagava i premi a fine stagione. L’anno scorso ammontavano a 940 milioni di dollari, 143 milioni dei quali sono andati a Mercedes, Ferrari, Red Bull e McLaren solo per il fatto di essersi iscritte al campionato 2017, con un ulteriore bonus del 10% a fondo perduto per la Mercedes.

In base alle tabelle di Mister E. (che rimarranno in vigore fino al 2020, anno di scadenza dell’attuale Patto della Concordia), per il suo terzo posto tra i Costruttore nella stagione scorsa, la Ferrari ha incassato 180 milioni di dollari, contro i 72 assegnati alla quarta classificata, Force India, considerato un team minore.

Negli 180 milioni della Scuderia sono compresi i 68 milioni che Bernie ha deciso di assegnarle per la sua lunga militanza in F1. Altri bonus, per ragioni non note, sono assegnati a Mercedes (74 milioni), a Red Bull (74 milioni), McLaren (30 milioni), Williams (10 milioni). Ferrari, Mercedes, Red Bull, McLaren e Williams fanno parte dello Strategy Group, commissione incaricata di studiare le nuove norme tecniche per la categoria.

Sintetizzando, questa la ripartizione dei premi in vigore quest’anno, comprensiva dei sopracitati discutibili bonus, pubblicata dall’inglese autosport: Ferrari (terza classificata nel 2016), 180 milioni dollari; Mercedes (prima classificata), 171 milioni; Red Bull Racing (seconda classificata), 161 milioni; McLaren (6^), 97 milioni; Williams (5^), 79 milioni; Force India (4^), 72 milioni; Toro Rosso (7^), 59 milioni; Renault (9^), 52 milioni; Sauber (10^), 49 milioni; Haas (8^), 19 milioni.

Da questa tabella si ben comprende la rabbia di Sauber e Force India che nel 2015 avevano presentato una denuncia al Commissario europeo per la concorrenza denunciando l’esistenza di un vero e proprio “cartello” in F1 che controllava la distribuzione dei premi. Cartello costituito dai soliti noti – Ferrari, Red Bull, Mercedes, McLaren e Williams – ed ovviamente dal cassiere Bernie Ecclestone.

Con una mentalità tipicamente americana, Chase Carey intende sradicare dal 2021 la politica clientelare dei bonus e portare la distribuzione meritocratica dei premi. Ma se ciò comporterà una boccata d’ossigeno per i team minori (basti pensare al disperato bisogno di soldi che ha la derelitta Sauber), per le cinque squadre maggiori significherà una drastica riduzione degli introiti stagionali che nessuna ha intenzione di accettare. Su questo punto Sergio Marchionne, presidente della Ferrari, è stato categorico.

Per il 2021 Media Liberty deve trovare una soluzione al problema che rispetti alcuni capisaldi: essere redditizia per sé stessa; consentire a tutte le squadre di competere ad armi per quanto possibile pari; essere in regola con tutte le normative europee, oltre che a quelle della Fia.

In pratica Media Liberty deve studiare una nuova tabella di ripartizione dei premi, che può essere: prosecuzione dell’attuale politica dei bonus, opportunamente rivista in base alle prestazioni; suddivisione aritmetica del montepremi fra tutte le squadre; premi in base ad un mix di prestazioni in qualifica, gara e fine campionato; premi in base alla classifica finale, eventualmente corretti in base all’importanza del team.

Insomma, una bella sfida per la struttura americana che per quadrare i conti potrebbe aumentare il numero dei Gran Premi stagionali, per aumentare gli introiti a beneficio di tutti gli attori.

Qualunque sarà la scelta, di certo dal 2021 il circus della F1 sarà profondamente diverso da quello gestito per decenni da Bernie Ecclestone.

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About the Author

Bruno Brida

Laureato in ingegneria. Giornalista da oltre 40 anni nel settore motoristico, produzione e sportivo. Consulente della comunicazione. Esperienze: redattore di Quattroruote, caporedattore di Autoruore 4x4, caporedattore centrale della Gazzetta di Crema e della Gazzetta di Monza, direttore di Paddock.



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