Storia

Published on Agosto 11th, 2015 | by Massimo Campi

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Quando Nuvolari umiliò i tedeschi

Nurburgring 1935, tutti si aspettano una vittoria tedesca, invece spunta la rossa Alfa del Mantovano volante

 

C’erano tutti i gerarchi nazisti quel giorno al Nurburgring, Fuhrer compreso, tutti pronti a celebrare la somma vittoria di un’auto ed un pilota tedesco. Mercedes contro Auto Union, Stuck, Caracciola, Rosemeyer, Von Brauchitsch pronti a cogliere l’applauso della folla accorsa sulle colline dell’Eifel.

Il governo nazista aveva finanziato entrambe le squadre, l’automobile diventava sempre più simbolo di progresso, ma anche pubblicità per la tecnologia e lo strapotere del Terzo Reich.

I piloti Mercedes sono Fagioli, von Brauchitsch e Caracciola mentre l’Auto Union schiera Stuck, Rosemeyer e Varzi. Tazio Nuvolari non era certo insensibile al fascino della tecnologia teutonica, aveva cercato di guidare per l’Auto Union, ma il suo posto era stato occupato dall’acerrimo rivale Achille Varzi, ed allora si schiera con un’Alfa P3 modificata che soffre una differenza di 50-100 cavalli rispetto alle vetture tedesche, davanti ad un pubblico composto da circa 300.000 tifosi tedeschi.

Rudolf Caracciola prende subito la testa seguito da Nuvolari che brucia 4 avversari, ma Rosemeyer e Fagioli lo sorpassano quasi subito. La lotta per la testa della vede al duello tra i due assi tedeschi Caracciola e Rosemeyer, intanto il mantovano vola sulle curve del Nurburgring ed al 10° giro riesce a portare la sua poco potente Alfa in testa, ma dopo la sosta ai box per il rifornimento si ritrova sesto. Nuvolari non molla, la sua Alfa è velocissima, sorpassa prima Fagioli, quindi Rosemeyer e Caracciola ed alla fine Stuck. All’inizio dell’ultimo giro il suo distacco dal leader della corsa, von Brauchitsch, e di ben 30 secondi ma anche quando tutto sembra perduto Nuvolari non smette la sua cavalcata. Von Brauchitsch, avvertito all’inizio del giro dai box che Nuvolari gli è dietro, guida al limite e distrugge letteralmente i pneumatici. A mezzo giro dalla fine Nuvolari lo sorpassa e vince la gara.

“All’inizio sulle tribune ci fu un silenzio di morte” scrive il giorno dopo il periodico MotorSport “ma l’innata sportività dei tedeschi alla fine ha trionfato sull’astio per la sconfitta. Nuvolari è stato portato in gran trionfo.”

Ma per i gerarchi nazisti è una sconfitta. Korpsführer Hühnlein strappa con rabbia il discorso che avrebbe dovuto fare mentre Nuvolari viene incoronato vincitore. Viene issata la bandiera italiana, ma manca l’inno nazionale e Nuvolari si mette a cantarlo: la stessa scena si ripeterà l’anno successivo quando Jessie Owens scriverà la sua pagina di storia alle olimpiadi.

 

 

 

 

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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