Indycar

Published on Maggio 25th, 2015 | by redazione

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Indy 500: Montoya conquista Indianapolis

Juan Pablo Montoya trionfa dopo aver rimontato dalle ultime posizioni, davanti al suo compagno di squadra Will Power in una gara pazzesca e combattutissima. Dietro di loro, il bravissimo Charlie Kimball.

Al via, Scott Dixon mantiene la sua prima posizione davanti a Simon Pagenaud e Will Power, mentre il compagno Tony Kanaan risalito fino alle sue spalle dalla quarta posizione, arriva in suo aiuto per tenere a bada il duo di Penske e per condividere l'”onere” della leadership nelle fasi iniziali della gara, che spesso vuole solo dire un maggior consumo di carburante per via dell’assenza di scia.

Iniziano quindi ad alternarsi al comando, mentre Pagenaud e Power seguono in silenzio. Ben meno silenti sono i piloti di centro gruppo, che combattono col coltello fra i denti. Infatti nelle fasi iniziali vengono subito coinvolti in incidenti Sage Karam e Bryan Clauson, oltre a Takuma Sato che riesce a non ritirarsi però. Anche Montoya ha la sua parte di guai infatti, dopo essersi toccato durante la caution per l’incidente di Sato e Karam, piomba in trentesima posizione.

Dixon e Kanaan sembrano in controllo della gara, anche se dopo i pit stop si vedono sempre costretti a rimediare alla lentezza dei meccanici di Ganassi rispetto a quelli di Penske. La situazione cambia radicalmente negli ultimi 47 giri: Kanaan con gamma fredda va a muro nel giro 153, e Montoya ormai è arrivato. Dixon si trova solo, contro i tre piloti di Penske, Pagenaud, Power e Montoya. Riceve però un po’ di man forte da Charlie Kimball, forse uno degli ultimi fra i suoi compagni di squadra che si sarebbe aspettato di vedere nelle posizioni di testa.

Al giro 176 su 200 un ultima caution che dura fino al giro 186 e Pagenaud è ora arretrato. Montoya, Power e Dixon ingaggiano una battaglia bellissima, finchè il Neozelandese di Ganassi non inizia a perdere terreno e cede anche la terza posizione a Kimball, mentre in testa alla fine è Juan Pablo Montoya ad attraversare per primo il “brickyard” su cui sventola la bandiera a scacchi, rafforzando oltretutto la sua leadership in campionato.

Qui la classifica della gara 

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