Corse Usa

Published on Settembre 29th, 2013 | by redazione

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Euro Nascar a Monza: quando le corse sono anche emozione

Se parlate con qualche vecchio appassionato, immancabilmente vi dirà che ai suoi tempi le corse erano “rumore, odore, calore, ardore”. Rumore: quello cupo dei motori. Odore: quello inconfondibile della benzina super e dell’olio bruciato. Colore: certamente quello della competizione, ma anche dell’ambiente. Ardore: quello che solo la vera passione sprigiona e che ti porta a frenare un metro dopo l’avversario.

Rumore, odore, calore, ardore che sono spariti dalle asettiche gare d’oggi ma che in questo fine settimana sono tornati all’autodromo di Monza, in uno dei luoghi dove tanto tempo fa nacquero.

Se ne sono accorti i non pochi ma fortunati spettatori che, sfidando le catastrofiche previsioni atmosferiche – in parte ampiamente smentite – si sono portati sulle tribune del circuito brianzolo per assistere alla semifinale della Nascar Whelen Euro Series 2013, che avrà il suo epilogo tra qualche settimana sulla pista di Le Mans, altro simbolo di rumore, odore, calore, ardore.

Protagoniste 20 e passa berlinone inconfondibilmente americane – Chevrolet, Ford, Dodge, Toyota nelle varie versioni – sorelle meno potenti delle Nascar degli ovali degli Stati del Sud degli Usa (450 CV anziché 800), ma non per questo meno spettacolari, specie nelle varianti di Monza.

Quattro gare (due il sabato, due la domenica) che avrebbero fatto felici i vecchi appassionati, con i commissari continuamente impegnati a recuperare pezzi di carrozzeria ed il risultato deciso solo sul traguardo. Pensate che l’ultima prova di oggi (la Open 2) si è conclusa con un distacco tra il primo e l’immediato inseguitore di appena un centesimo.

I vincitori di questo appuntamento monzese della Nascar Whelen Euro Series? Per noi tutti i piloti impegnati ma per i più pignoli ecco i nomi: Elite gara 1, Ander Vilarino; Open gara 1, Anthony Gandon; Elite gara 2, Yann Zimmer; Open gara 2, Josh Burdon. Ah, dimenticavamo: i piloti italiani, molti all’esordio, non hanno sfigurato. Anzi!

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