F1 GP Austria 2026: Russell ritrova la vittoria!

 

Di Carlo Baffi – Immagini ©Enrico Ghidini

Il British della Mercedes s’impone partendo da una pole molto discussa e resiste al pressing di Verstappen su una Red Bull rinata. Terzo è un consistente Antonelli che ha mostrato un ottimo passo e limita i danni restando leader del mondiale a + 40 dal compagno Russell. Corsa sottotono della Ferrari, solo 5^ con Hamilton ed 8^ con Leclerc.

La rovente 39^ edizione del Gran Premio d’Austria, nonché 8° round del Campionato di F.1, ha celebrato il ritorno al successo di George Russell e della Mercedes che dopo la battuta a vuoto in terra Iberica ha sfoderato tutta la sua potenza, grazie anche al terzo posto di Andrea Kimi Antonelli. La “Stella a Tre Punte” conferma lo status di grande favorita del mondiale con 7 trionfi ed 8 pole in 8 G.P: numeri eloquenti. Ma tra coloro che rialzano la cresta c’è sicuramente la Red Bull che con gli aggiornamenti è cresciuta permettendo all’inossidabile Max Verstappen di marcare stretto Russell sino alla bandiera a scacchi. Male invece la Ferrari che dopo il primo trionfo 2026 di Barcellona se ne torna a casa col peggior piazzamento della stagione.

Prova di forza – Lo sfogo del Team Boss Toto Wolff nel post-gara di Montmelò ha sortito i suoi effetti e sui 4300 metri del Red Bull Ring la Mercedes ha dettato legge sin dalle libere del venerdì. Antonelli era in gran spolvero facendo segnare i tempi migliori, a differenza del compagno Russell che ha iniziato faticando non poco lanciando il suo unico acuto nelle PL3. Un segnale premonitore in vista delle qualifiche che hanno salutato la 4^ pole stagionale dell’inglese. Però la sua zampata ha generato polemiche a raffica per la situazione in cui s’è prodotta e che merita un doveroso approfondimento. Allo scadere della Q3, con i big impegnati nel secondo tentativo, Max Verstappen va a muro mentre era in procinto di partorire un giro da manuale. Un impatto violento ad oltre 240 km/h, quello accaduto in curva 9, proprio mentre le Ferrari si issavano in testa rispettivamente con Leclerc ed Hamilton. Pole del Cavallino? No, perché nel frattempo Russell bruciava tutti sul filo di lana. Ma sorgeva subito il dubbio sulla validità della prestazione perché ottenuta in regime di bandiera gialla. Proprio quella che ha indotto Antonelli ad alzare il piede abortendo il suo tentativo. Per la precisione, il suo ingegnere di pista Peter Bonnington gli aveva urlato per 4 volte “yellow !”. Il verdetto era quindi nelle mani della direzione gara che con un’insolita celerità ha confermato la pole di “Mister George” che da abile ed esperto volpone ha rallentato il giusto nel settore incriminato per poi spingere dall’ultima curva alla finish line. Ben conscio dell’azione borderline, Russell dichiarava via radio di aver rallentato e perso un buon margine di vantaggio, creandosi l’alibi. Bravo il pilota di Wolff, molto meno il race director perché con una monoposto distrutta in una via di fuga e col pilota al suo interno non ha fatto esporre una bandiera rossa. Una decisione che ha generato perplessità creando un pericoloso precedente in materia di sicurezza (fatto molto grave) e che ha lasciato con l’amaro in bocca il Cavallino (che non ha protestato più di tanto) e pure Antonelli che aveva la pole in canna. Archiviato il sabato in giallo, a Russell si prospettava una ghiotta occasione per fare centro, compito doveroso che ha svolto con precisione risalendo sul gradino più alto del podio. L’ultima volta era stata nel marzo scorso in Australia (G.P. d’apertura) e con quello di domenica i suoi successi salgono a 7 conseguiti in ben otto anni di militanza nel Circus. Dopo una partenza perfetta, l’inglese ha accumulato un buon margine sulla concorrenza e malgrado qualche difficoltà con le gomme dure, ha concluso la sua marcia trionfale gestendo su Verstappen ed Antonelli. Un’affermazione che scaccia la recente crisi, ma non l’incubo di Antonelli, che pure nei 71 passaggi del Red Bull Racing aveva un passo più sostenuto, non a caso ha firmato il giro più veloce in 1’10”374 alla tornata 59. Il bolognese è stato decisamente penalizzato dall’esito della qualifica, in cui s’è addossato la colpa di aver rallentato pensando ad una doppia bandiera gialla. Un’ingenuità liquidata con:”… è tutta esperienza.”. Reazione saggia.

Allo spegnimento dei semafori Kimi, che scattava quarto, smaniando dalla voglia di recuperare posizioni è andato largo più volte perdendo terreno da Verstappen. Con ogni probabilità un sintomo di una certa insofferenza alle frasi di Russell. Poi, nella fase centrale ha lamentato un surriscaldamento all’impianto frenante che gli è costato 4” e mezzo in un paio di giri. Fattori che insieme ad una strategia poco felice, l’hanno escluso dalla lotta per la leadership. Peccato, perché il ritmo sostenuto delle fasi conclusive ha aumentato il rammarico di ottenere qualcosa di più della P3. Negli ultimi due passaggi s’è portato infatti negli scarichi di Verstappen, ma ha guidato alla “Lauda”. Un corpo a corpo con l’oranje, che non aveva nulla da perdere, era decisamente rischioso, per cui ha preferito mettere nel carniere 15 punti preziosissimi in ottica mondiale, anche a fronte della 5^ piazza di Hamilton. La graduatoria lo vede in testa con 171 punti, contro i 131 di Russell ed i 125 di Hamilton. A fronte del passo indietro del Cavallino, si delinea sempre più una faida tra i due galletti di Brackley. Russell ha messo in atto anche la una guerra psicologica lanciando messaggi perfino in italiano; non l’ha mai parlato prima. Appena arpionata la pole, ha esultato via radio pronunciando per due volte la frase: “Stay calmo! Stay calmo!” Una frecciata diretta a Kimi? Interrogato sull’episodio ha precisato:” Scherzavo… non c’è nulla di intenzionale…non c’ho neanche pensato… ho passato tanto tempo in Italia nel kart.” Ok, le provocazioni tra piloti ci son sempre state, fanno parte del gioco, però se pronunciate da un personaggio politico come Russell che non esterna a caso fanno pensare. Le sue giustificazioni fanno sorridere e lo rendono farsesco. Attenzione, parliamo di un pilota che rappresenta la Grand Prix Drivers’ Association, il sindacato dei piloti di F.1, che però non gode della simpatia di alcuni colleghi, Verstappen in primis. Un rapporto conflittuale con l’olandese sorto a Baku nel 2023 e proseguito in Qatar l’anno dopo fino al dito medio esposto da Max a George nelle FP2 austriache. Dopo Montreal (5^ tappa del mondiale) disse che Antonelli al terzo trionfo di fila, poteva perdere il mondiale. Pronta la replica quasi sarcastica del “baby”:” Perché parlare di queste cose, così presto, non ha senso. Se ci pensi – ha proseguito Kimi – alla fine, come fai a perdere qualcosa che non hai? Il campionato non l’ho vinto, quindi alla fine cos’ho da perdere?”. Parole sacrosante perché se Antonelli PUO’ perdere il mondiale, Russell DEVE assolutamente vincerlo. Per la prima volta ha disposizione una super W17 e non può permettersi di lasciarsi sfuggire il treno. Ha 28 anni suonati al contrario del rivale che ne ha soli 19. Euforico per la vittoria austriaca, Russell s’è detto felice di affrontare il prossimo impegno nella sua Silverstone, che gli piace molto a differenza del Red Bull Ring (non gradiva anche Miami). La pista d’oltre Manica si annuncia molto favorevole per le caratteristiche delle Frecce Nero-Argento, per cui sul britannico grava l’imperativo di vincere ancora. Lo attende una platea di circa 570 mila spettatori in tre giorni, una chance unica per confermare il ruolo di prima guida. Dal canto suo però Antonelli ha tutte le qualità per dare filo da torcere al rivale. Deve però prendere atto che il suo sfidante le proverà tutte per irretirlo, atteggiamenti, parole, oltre che ai comportamenti in pista. Di conseguenza, caro Kimi…stay calmo. Lui ti teme.

Tori d’assalto – In vista della trasferta sul tracciato amico, da Milton Keynes è arrivato un pacchetto di upgrade molto importante che ha fornito i frutti sperati. Al volante della sua Red Bull, Max Verstappen risultava due volte 4° nelle libere del venerdì, 6° il sabato mattina e stava quasi per aggiudicarsi la pole, prima di volare fuori complice un problema all’ala posteriore. Risistemata a tempo di record la RB22 n° 3, il quattro volte campione è partito alla grande dalla 5^ piazzuola ed una volta salito secondo è stato una regolare insidia per Russell. Davvero meritato il suo 2° podio stagionale. Un plauso va riconosciuto anche al compagno Isack Hadjar, che dalla P8 in Q3, ha chiuso 6° andando per la quarta volta consecutiva a punti. Dunque un buon momento per i “bibitari”, evidenziato dalla parole di Laurent Mekies, il Team Principal:” Per la prima volta abbiamo una monoposto che può competere per il primo posto. Ad inizio anno – spiega il francese – eravamo ad 1” dalla vetta, poi siamo passati a mezzo ed ora siamo a pochi decimi.” E le buone notizie arrivano anche dalla Racing Bulls, la sorella minore con sede a Faenza, le cui vetture hanno concluso nella top-ten: rispettivamente con Liam Lawson 9° ed il rookie Arvid Lindblad 10°. Un bilancio più che positivo per due scuderie spinte da una power-unit realizzata in proprio (grazie al supporto esterno della Ford) che è solo all’ottavo Gran Premio dell’anno.

Contraccolpo – E’ stata la grande delusione del weekend. Per la Ferrari la trasferta in Stiria doveva confermare il trend in ascesa, consolidare la posizione di Lewis Hamilton nella rincorsa ad Antonelli e rigenerare un depresso Charles Leclerc. Il tutto accompagnato dalla grande attesa dei benefici dell’Aduo. Dopo un venerdì in salita, l’eptacampione siglava il 3° crono nelle PL3 ed in qualifica il 2° e 3° posto di Leclerc ed Hamilton devono avere un po’ illuso il clan di Maranello. Se Antonelli e Verstappen avessero completato il loro giro veloce, la griglia sarebbe stata probabilmente diversa con le SF-26 più indietro. E parliamo della gara. Hamilton ha animato il primo stint sopravanzando subito Leclerc e dando vita ad un confronto maschio con il vecchio nemico Verstappen tra le tornate 11 e 22. Una battaglia ruota a ruota finché l’olandese s’è preso la terza piazza sudando sette camicie a riprova della sete di rivincita di Hammertime. Da li in avanti la SF-26 ha patito le carenze della power unit e Lewis s’è dovuto accontentare di una modesta P5. E’ andata peggio a Leclerc che scattava dalla prima fila ed è andato piombato +in crisi. Superato dal compagno, da Verstappen, da Antonelli, ancora da Hamilton (giro 52) ed infine da Hadjar 4 passaggi dopo, il Principino ha chiuso il suo calvario ottavo accusando un’altra botta che grava suo morale. Davanti ai media non ha sottolineato solo il deficit del motore, bensì anche l’assenza del ritmo. Decisamente più lapidari ed allarmanti le considerazioni di Hamilton:” Penso che in questo momento, il divario a livello del propulsore sia molto grande (e i vantaggi dall’ADUO dove sono finiti?- ndr) Non so se sia colmabile in una stagione – aggiunge Lewis – occorrono mesi per sviluppare e testare l’affidabilità.” Ed in merito al prossimo G.P. ammette:” In altri tracciati con parecchie curve speriamo di trovarci in condizioni migliori, ma se pensiamo a Silverstone non sarà per niente semplice.” Parole che pesano come macigni su un team che solo due settimane pareva risorto e nutriva sogni di gloria. Un nuovo aggiornamento alla power-unit è prevista ai primi di settembre, quando il campionato avrà già compiuto il giro di boa. Il Team Principal Frederic Vasseur ha cercato di contenere la delusione pur ammettendo le difficoltà affrontate:” Non abbiamo iniziato con il piede giusto venerdì, perché abbiamo faticato sia in FP1 che in FP2, e non siamo riusciti a completare delle simulazioni di gara rappresentative. Abbiamo recuperato bene sul giro secco in qualifica, senza però riuscire a preparare la gara nel modo giusto. Col senno di poi – prosegue il manager francese – ci siamo concentrati troppo sulle Mercedes spingendo molto nei primi giri. Poi però siamo stati fin troppo aggressivi con la strategia, cercando di restare con loro quando realisticamente non era la nostra gara. Impareremo da questo weekend. Ora torniamo a concentrarci su noi stessi e a pensare al Gran Premio di Gran Bretagna della prossima settimana.” Nella classifica piloti, Hamilton scala terzo superato da Russell, mentre Leclerc scende quinto raggiunto da Norris. Tra i costruttori, la Rossa resta seconda forza, ma solo per la matematica (204 punti). Le performances dell’Austria la relegano quarta, dietro a Mercedes, Red Bull e McLaren.

Sterile – L’attuale McLaren-Mercedes è ben lontana dalla squadra campione del mondo del 2025. Conforta in parte che dopo Barcellona, entrambe le MCL40 siano andate ancora a punti, 4° Oscar Piastri e 7° Lando Norris. Ma gli oltre 21” dell’australiano ed i 31”5 del britannico subiti dal vincitore preoccupano, anche perché entrambi non sono mai risultati prim’attori in corsa. La scuderia “papaya” è terza forza a 45 lunghezze dalla Ferrari e con un margine di +44 sulla Red Bull in ascesa. Urge una pronta reazione da parte della scuderia di Zak Brown ed Andrea Stella, possibilmente già da Silverstone, una sorta di giardino di casa.

« di 2 »

Ordine d’arrivo:
1° – George Russell (Mercedes) – 71 giri
2° – Max Verstappen (Red Bull-Ford) – 1″611
3° – Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) – 1″986
4° – Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) – 21″809
5° – Lewis Hamilton (Ferrari) – 26″393
6° – Isack Hadjar (Red Bull-Ford) – 29″399
7° – Lando Norris (McLaren-Mercedes) – 31″505
8° – Charles Leclerc (Ferrari) – 45″659
9° – Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) – 1 giro
10° – Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) – 1 giro
11° – Gabriel Bortoleto (Audi) – 1 giro
12°- Nico Hulkenberg (Audi) – 1 giro
13° – Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) – 1 giro
14° – Oliver Bearman (Haas-Ferrari) – 1 giro
15° – Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) – 1 giro
16° – Esteban Ocon (Haas-Ferrari) – 2 giri
17° – Alexander Albon (Williams-Mercedes) – 2 giri
18° – Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) – 3 giri

Ritirati:
Lance Stroll (Aston Martin-Honda)
Carlos Sainz (Williams-Mercedes)
Sergio Perez (Cadillac-Ferrari)
Vallteri Bottas (Cadillac-Ferrari)

Classifica piloti:
1° Antonelli 171 – 2° Russell 131 – 3° Hamilton 125 – 4° Piastri 80 – 5° Norris, Leclerc 79 – 7° Verstappen 73 – 8° Hadjar 42 – 9° Gasly 41 – 10° Lawson 30 – 11° Bearman 18 – 12° Colapinto 16 – 13° Lindblad 14 – 14° Sainz 6 – 15° Albon 5 – 16° Ocon 3 – 17° Bortoleto 2 – 18° Alonso 1

Classifica costruttori:
1^ Mercedes 302 – 2^ Ferrari 204 – 3^ McLaren-Mercedes 159 – 4^ Red Bull-Ford 115 – 5^ Alpine-Mercedes 57 – 6^ Racing Bulls-Ford 44 – 7^ Haas-Ferrari 21 – 8^ Williams-Mercedes 11 –  9^ Audi 2 – 10^ Aston Martin-Honda 1

 

 

redazione
redazionehttp://www.motoremotion.it/
Un gruppo di appassionati vi tiene informati, sul sito e via Facebook, su quanto avviene, anche dietro le quinte, nel mondo delle competizioni motoristiche internazionali.

ARTICOLI CORRELATI