F1 Barcellona 2016: Esplode Verstappen!

Di Carlo Baffi

Il 18enne olandese conquista il suo primo Gran Premio al debutto sulla Red Bull, dopo una prima stagione con la Toro Rosso. Un’impresa che sbalordisce tutti e proietta alla ribalta il futuro quattro volte campione, bravo a sfruttare il suicidio dei piloti Mercedes, out dopo il via.

15 maggio 2016, una data molto significativa per il motorsport ed in particolare per la Formula 1. Teatro della scena il tracciato di Montmelò, noto per il suo layout molto tecnico che non a caso è sempre stato molto indicativo per i team. E’ il 6° round di un Campionato che vede la Mercedes nel ruolo di dominatrice. In testa alla classifica ci sono i suoi due piloti, Nico Rosberg e Lewis Hamilton che alla vigilia della trasferta catalana hanno rispettivamente 100 e 57 punti, più staccato è il ferrarista Kimi Raikkonen a quota 43. Tra i costruttori, la “Stella a Tre Punte” detta legge forte delle sue 157 lunghezze contro le 76 della Ferrari e le 57 della Red Bull Racing. Ed i riflettori sono proprio puntati sulla scuderia anglo-tedesca, che tra il 2010 ed il 2013 s’è aggiudicata 4 corone piloti con Sebastian Vettel e 4 titoli costruttori. Poi con l’inizio dell’era turbo-ibrida gli equilibri sono cambiati, da qui l’ascesa verticale della Mercedes. La tappa in questione segna il cambio della line-up a Milton Keynes. Accanto all’australiano Daniel Ricciardo, classe 1989 in Red Bull dal 2014, è spuntata una new entry: trattasi di Max Verstappen di 18 anni, 7 mesi e 15 giorni. E’ figlio d’arte, il padre Jos l’ha messo alla guida di un kart in tenera crescendolo con metodi autoritari. Ed i risultati non sono tardati ad arrivare permettendogli di mettersi in evidenza nelle categorie addestrative al punto di finire nel mirino delle varie academy. Si racconta che il talento oranje era inizialmente nelle mani di Toto Wolff, ma poi cambiò rotta verso il Rer Bull Junior Team sotto la supervisione dell’intransigente Helmut Marko: praticamente da un austriaco, all’altro. Fu proprio l’ex-pilota Marko a promuovere Max in F.1 affidandogli il volante della Toro Rosso nel 2015, in cui chiuse 12° al primo anno dopo essere andato a punti per 10 volte. Il “deb” inizia il 2016 ancora con la compagine faentina, nonché sorella minore della Red Bull e dopo aver raggiunto la top-ten nei primi tre G.P. arriva la svolta. Il prologo lo si ebbe due settimane prima a Sochi nel G.P. di Russia quando la Ferrari di Vettel, che scattava dalla prima fila accanto a Rosberg, venne eleminata nel primo giro a seguito di due contatti subiti da Daniil Kvyat in forza alla Red Bull. Errori imperdonabili per il russo, classe ’94 alla sua quarta stagione in F.1. Da Maranello tuonarono e Marko, già scontento del rendimento del giovane usò la mannaia. Kvjat venne retrocesso in Toro Rosso cedendo il volante a Verstappen. Un avvicendamento più volte operato dai vertici dei “bibitari”. Non mancarono lo scetticismo e le critiche a fronte della promozione del giovane olandese ritenuto da molti troppo giovane ed inesperto per il salto di qualità. Perplessità che vengono presto fugate grazie al quarto crono siglato dal giovane in Q3, in cui si piazzò alle spalle di Hamilton (pole), Rosberg e Ricciardo a dimostrazione del buon feeling trovato con la RB12, ma il bello doveva ancora arrivare. Dopo lo spegnimento dei semafori le due Frecce d’Argento si affrontarono col coltello fra i denti entrando in rotta di collisione ed autoeliminarsi. Fuori le Frecce d’Argento, Verstappen si ritrovò leader inseguito da Raikkonen. Malgrado la differenza di età e di esperienza, il finnico vantava un titolo mondiale e 14 anni nel Circus, Max non commise alcuna sbavatura, non ebbe titubanze nel tenere a bada l’avversario in rimonta e tagliò il traguardo vittorioso. Terzo giunse Vettel sulla seconda Ferrari. Non solo era il più giovane (il primato è ancora suo) ad aggiudicarsi un G.P. soffiando il record a Vettel, stabilito a Monza 2008, ma pure il primo olandese ad imporsi nella categoria regina. I sei podi successivi, il 5° posto assoluto e le performances in pista fecero capire a tutti che stava nascendo una stella. Se ne rese conto anche Daniel Ricciardo che nonostante il 3° posto finale in campionato si rese conto che gli equilibri della squadra si stavano spostando verso il nuovo arrivato portato in palmo di mano da Horner e Marko. Il biennio successivo vide crescere la rivalità tra i due acuita anche dal temperamento aggressivo di “Mad Max”, al punto che l’australiano emigrò alla Renault nel 2019. Verstappen ebbe così campo libero per crescere e sfoggiare tutta la sua classe cristallina che gli fece conquistare quattro mondiali di fila siglati dal 2021 al 2024: pose fine al regno dell’eptacampione Lewis Hamilton. Inutile dire che tutti i suoi compagni di squadra, dopo Ricciardo, finirono per essere distrutti sportivamente e psicologicamente da questo fenomeno del motorsport: parliamo nell’ordine di Gasly, Albon, Perez (unico a non far parte del vivaio), Lawson e Tsunoda. Da questa stagione gli è stato affiancato il 21enne franco-algerino Isac Hadjar, alla sua seconda stagione nel Circus. Un driver coriaceo che cercherà di reggere il confronto con il predatore seriale, sebbene la scuderia stia vivendo una fase di ricostruzione (la power unit è realizzata in casa con il supporto della Ford) e la RB22 mostra ancora delle lacune.

 

 

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