Le Mans 2026 – la Toyota trionfa nella 94ª edizione

Immagini ©Massimo Campi – Raul Zacchè/Actualfoto

Ala termine di una gara epica la Toyota è emersa vincitrice nella lotta per la vittoria nella 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans, sconfiggendo BMW e Cadillac e tornando sul gradino più alto del podio a La Sarthe dopo quattro anni.

Un pubblico da record di 350.105 spettatori a bordo pista ha assistito all’edizione più competitiva e avvincente della gara di durata di 24 ore degli ultimi tempi, con soli 10,913 secondi a separare il vincitore dal secondo classificato: il distacco più ridotto nella storia del Campionato del Mondo Endurance FIA.

Le basi per il sesto successo della Toyota a Le Mans sono state gettate nella prima mezz’ora, quando il team giapponese ha rischiato il tutto per tutto con una strategia di gara apposita anticipando le soste. Partendo da una modesta 14ª e 15ª posizione in griglia nella categoria Hypercar, quella scelta audace li ha catapultati verso la lotta per la vittoria.

Per gran parte della gara, è stata la Toyota TR010 Hybrid numero 8 a sembrare la favorita per la vittoria, grazie alla prestazione di Brendon Hartley, Ryō Hirakawa e Sébastien Buemi, che hanno superato la Cadillac numero 12 e la BMW numero 20. Il secondo dei due periodi di safety car di domenica mattina, tuttavia – necessario per effettuare le riparazioni alle barriere in seguito al grave incidente che ha coinvolto Ayhancan Güven sulla Porsche Manthey DK Engineering classe LMGT3 – ha riportato in gara la Toyota numero 7, guidata da Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries, dopo aver subito una lenta foratura all’inizio della quarta ora e aver dovuto risolvere un problema al sensore dell’albero di trasmissione che l’aveva fatta scivolare indietro in classifica. Da quel momento, la gara si è accesa, dando vita a una spettacolare lotta a quattro fino alla bandiera a scacchi tra le due Toyota, la Cadillac numero 12 e la BMW numero 20. Una combinazione tra la velocità bruciante di Kobayashi, i sorpassi precisi di de Vries – incluso un audace sorpasso su Norman Nato alla curva Mulsanne – e un pizzico di fortuna, grazie alla tempistica di una bandiera gialla a fine gara, è stata alla fine ciò che ha fatto la differenza per l’equipaggio numero 7.

Kobayashi ha tagliato per primo il traguardo, assicurando alla Toyota la 51esima vittoria nel FIA WEC alla sua 102esima partenza – ristabilendo la sua straordinaria percentuale di successo del 50% – e portando il marchio in testa sia alla classifica costruttori che a quella piloti.

“È difficile da descrivere a parole”, ha riflettuto Conway. “Vincere qui è sempre incredibile perché è una gara durissima, e anche i nostri avversari erano fortissimi. Ci sono stati momenti in cui ogni concorrente era al massimo della forma. Credo che fino alle ultime due o tre ore non sapessimo davvero cosa sarebbe successo.”

“Robin [Frijns] ha reso gli ultimi 30 minuti estremamente tesi e credo che Nyck [de Vries] abbia chiuso gli occhi per l’ultima ora, nascondendosi. Io camminavo avanti e indietro nella cabina di guida e ho fatto circa 15 pause bagno negli ultimi 30 minuti! Ma ce l’abbiamo fatta, abbiamo portato a termine il lavoro e siamo qui. È stato uno sforzo incredibile, quindi un grande merito va a tutti coloro che sono stati coinvolti.”

La BMW numero 20 di Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde, inizialmente in testa alla gara grazie a un’aggressiva partenza del tedesco, non è riuscita a tenere il passo della Toyota, ma il secondo posto ha comunque rappresentato il primo podio assoluto per la casa bavarese a La Sarthe dalla sua celebre vittoria del 1999.

I piloti della Toyota numero 8 hanno completato il podio davanti alla Cadillac V-Series.R numero 12, condivisa da Nato, Will Stevens e Louis Delétraz, con il trio che ha dovuto rammaricarsi per una penalità drive-through per un’infrazione nella “zona a velocità limitata” domenica mattina e per due pit-stop di emergenza che, a detta di molti, hanno negato al marchio di proprietà di GM la sua prima vittoria a La Sarthe.

La Cadillac gemella numero 38, condivisa dall’eroe locale Sébastien Bourdais, dal pilota che ha stabilito il ritmo dell’Hyperpole Jack Aitken e dal due volte vincitore di Le Mans Earl Bamber, era saldamente in lizza per la vittoria fino a quando ha perso sette giri a causa di un problema al servosterzo a metà gara, ritirandosi successivamente.

Fuori dai giochi le Ferrari con le tre Hypercar 499P che non sono mai state realmente in lizza per la vittoria. La vettura numero 51 la migliore tra le italiane al traguardo, ha terminato in quinta posizione, mentre la gemella numero 50 non ha visto la bandiera a scacchi.

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Massimo Campi
Massimo Campihttp://www.motoremotion.it/
Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.

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