FIA WEC 2026 tra BoP, equilibrio e sorprese

Due gare, due pole position e due vincitori diversi, la stagione 2026 è iniziata con un equilibrio prestazionale tra i concorrenti principali e sono state le varie situazioni in pista e le strategie di gara che hanno fatto spesso la differenza. Ad Imola è stata la Ferrari 499P a conquistare la pole position, ma sotto la bandiera a scacchi è transitata per prima la nuova Toyota TR010 di Brendon Hartley/Sébastien Buemi/Ryō Hirakawa. Situazione differente alla 6 Ore di Spa, con la prima pole position per la Peugeot 9×8 di Malthe Jakobsen, mentre in gara è stata la BMW M Hybrid V8 che ha saputo sfruttare al meglio le varie situazioni con una strategia di gara vincente. La BMW ha posto fine a un’assenza di 27 anni dal gradino più alto del podio nella massima competizione internazionale di durata, conquistando una memorabile doppietta nella 6 Ore di Spa-Francorchamps con René Rast/Sheldon van der Linde/Robin Frijns seguita dalla gemella di Kevin Magnussen/Dries Vanthoor e Raffaele Marciello.

Una vittoria quasi inaspettata che ha dimostrato l’efficienza della squadra e dei piloti, veloci, costanti e senza commettere errori, approfittando dell’equilibrio generato dalle attuali norme tecniche per le vetture a ruote coperte.

Da quando esiste il WEC, soprattutto con le moderne Hypercar, il Balance of Performance (BoP) ha rappresentato gioie e dolori per i concorrenti. Analizzando i risultati è però l’arma tecnica che ha consentito l’attuale equilibrio prestazionale con gare movimentate, interessanti, dove piloti e squadre hanno potuto dimostrare i loro pregi e difetti.

La commissione tecnica della FIA, dalla prima prova di Imola ha inoltre dichiarato di non volere diffondere i parametri applicati dal BoP per ogni vettura, creando malumore tra alcuni addetti ai lavori e alla stampa che non ha più numeri per capire le varie diversità tra le vetture.

Cos’è il BoP, a cosa serve e le polemiche generate

Il BoP è un insieme di correzioni tecniche applicate alle vetture per vivere le prestazioni di auto nate da filosofie progettuali completamente diverse. I commissari tecnici della FIA e dell’ACO (Automobile Club de l’Ouest) non modificano le forme della carrozzeria, ma agiscono su alcune variabili che riguardano pesi, potenze, energia massima e velocità di attivazione dell’ibrido. La massa minima (peso) viene modificato con zavorre aggiunte alla vettura per rallentarla nelle curve e in accelerazione. La potenza massima (kW) viene regolata limitando la potenza erogata dal motore termico e dal sistema ibrido tramite curva di erogazione monitorata da sensori di coppia obbligatori sui semiassi. L’energia massima per stint (MJ) è la quantità totale di energia (propulsione endotermica + elettrica) che una vettura può consumare prima di dover obbligatoriamente sostare ai box. La velocità di attivazione dell’ibrido per le Hypercar a trazione integrale (4WD), valuta a quale velocità minima l’asse anteriore elettrico può iniziare a spingere, influenzando la trazione in uscita dalla curva lente.

Il BoP non viene deciso “a sensazione”, ma si basa su un flusso continuo di dati tecnici elaborati e gestiti da algoritmi e simulazioni. Prima dell’omologazione, ogni vettura viene testata nella galleria del vento ufficiale della FIA per mappare l’efficienza aerodinamica ed avere dei dati di partenza. Durante ogni sessione di pista, i sensori FIA registrano costantemente accelerazione, velocità, forze G e potenza erogata. I tecnici non guardano solo il tempo sul giro cronometrato, ma il potenziale teorico della vettura, escludendo gli errori dei piloti o il traffico.

Nonostante la base scientifica, il BoP è una costante fonte di tensioni politiche tra team e organizzatori. Gli ingegneri progettiste e di pista spesso lamentano che un lavoro di sviluppo perfetto venga punito dai commissari per favorire i rivali più lenti. Il rischio principale è che le squadre nascondano il loro reale potenziale durante i test o le prime gare per ottenere un BoP più favorevole nelle gare cruciali, in primis la 24 Ore di Le Mans. Per il pubblico ed i tifosi c’è la sensazione che il vincitore di una gara sembra deciso “a tavolino” dai regolamenti tecnici prima ancora del semaforo verde, riducendo la percezione di una sfida sportiva pura.

In conclusione il Balance of Performance è un compromesso imperfetto, ma rappresenta l’unica ragione per cui il FIA WEC sta vivendo la sua epoca d’oro, con griglie di partenza ricche di marchi leggendari come Ferrari, Toyota, BMW, Cadillac, Alpine, Aston Martin. Senza il BoP, il campionato rischierebbe di trasformarsi in un monologo tecnico; con il BoP, ogni millesimo guadagnato dal muretto box o dal talento di un pilota può fare la differenza tra la gloria e la sconfitta.

Immagini ©Massimo Campi – Raul Zacchè/Actualfoto

 

 

 

Massimo Campi
Massimo Campihttp://www.motoremotion.it/
Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.

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