Dai 110 anni dello stradale ai 50 anni dell’Autodromo
L’Autodromo Internazionale del Mugello non è solo un nastro d’asfalto che si snoda tra le colline toscane; è un tempio della velocità che fonde l’eroismo delle corse su strada con l’avanguardia tecnologica moderna. Oggi, nel 2026, continua a essere celebrato come uno dei tracciati più sicuri, tecnici e spettacolari al mondo. Il libro scritto da Francesco Benvenuti, Pierluigi Guasti, Francesco Parigi, Andrea Pini, Luca Raddi, David Tarallo, celebra l’impianto toscano con la sua evoluzione. La storia del Mugello ha radici profonde che risalgono a oltre un secolo fa. Prima dell’autodromo permanente, esisteva il Circuito stradale del Mugello, una competizione brutale che si disputava su strade pubbliche.
La prima gara disputata nel 1914, fu organizzata dall’Automobile Club di Firenze come alternativa più severa alla Coppa della Consuma. Il percorso era un anello di 66 km che partiva da Scarperia, saliva verso Firenzuola attraverso il Passo del Giogo e ridiscendeva per il Passo della Futa. Gli anni d’oro sono soprattutto nel dopoguerra quando il circuito stradale visse la sua stagione più gloriosa, attirando i migliori piloti su tracciati polverosi e accidentati. L’epilogo dello stradale arriva nel 1970: la pericolosità estrema delle gare su strada, culminata in un tragico incidente mortale che coinvolse un bambino, impose la fine delle competizioni pubbliche.
Per preservare la tradizione motoristica della zona in sicurezza, si decise di costruire un impianto permanente a Scarperia. I lavori iniziarono nel 1973 e l’autodromo fu ufficialmente inaugurato il 23 giugno 1974.
La storia dell’impianto ha una accelerazione quando, nel 1988, la Ferrari acquistò il circuito, avviando massicci investimenti per ammodernare le strutture e renderlo un centro di eccellenza per i test di Formula 1 e lo sviluppo tecnologico. Tra il 1995 e il 2011, il Mugello è stato riconosciuto per ben cinque volte come il miglior circuito mondiale per il motociclismo. Le curve del Mugello hanno nomi che evocano la storia locale e i grandi campioni: Arrabbiata 1 e 2: Chiamate così per la pendenza ripidissima della strada che portava alla pista, definita “strada dell’Arrabbiata” dai contadini. Biondetti: Dedicata a Clemente Biondetti, leggendario pilota toscano. San Donato, Luco, Poggio Secco: Nomi derivati da fattorie, case o borghi adiacenti al circuito.
Sebbene sia la casa storica del Motomondiale (presente stabilmente dal 1991), il Mugello ha ospitato eventi di risonanza globale in ogni categoria. Nel 2020, a causa della pandemia, il Mugello ha ospitato il suo primo Gran Premio di F1, il GP della Toscana Ferrari 1000, celebrando la millesima gara della scuderia di Maranello. Nella MotoGP è stato il regno di Valentino Rossi, che vi ha costruito gran parte della sua leggenda. Oggi, l’Autodromo del Mugello rimane un’eccellenza italiana, un luogo dove la bellezza del paesaggio toscano incontra la sfida ingegneristica più estrema.
Mugello una storia che continua – Dai 110 anni dello stradale ai 50 anni dell’Autodromo
Di Francesco Benvenuti, Pierluigi Guasti, Francesco Parigi, Andrea Pini, Luca Raddi, David Tarallo – Edizioni Noferini
















