FERDINAND PORSCHE Un genio capace di sognare

ROMANZO di Christiana Ruggeri – Giorgio Nada Editore

Chi era Ferdinand Porsche: chi era l’uomo dietro il Bohemian diventato una leggenda? Oggi lo considereremmo un ribelle dotato, forse affetto da un disturbo dello spettro autistico: la storia conferma che era un genio che trasformava i progetti in realtà. Gli stessi progetti che aveva chiaramente delineato nella mente, pur senza possedere le competenze per concepirli.

Ferdinand Porsche non è stato solo un ingegnere; è stato un sarto della meccanica che ha cucito addosso al XX secolo l’abito della mobilità moderna. Definirlo “genio” è quasi riduttivo: Porsche è stato l’uomo che ha visto l’elettricità quando tutti frustavano i cavalli e che ha immaginato la velocità quando le strade erano ancora sentieri di fango. Molto prima che le auto elettriche diventassero una moda globale, Ferdinand aveva già capito tutto. A soli 25 anni, all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, presentò la Lohner-Porsche che montava motori elettrici direttamente nei mozzi delle ruote anteriori.Poco dopo, creò la “Semper Vivus”, la prima auto ibrida della storia, che utilizzava un motore a combustione per ricaricare le batterie. Negli anni ’30, Porsche ricevette l’incarico di progettare la “Volkswagen”, l’auto del popolo. Il suo sogno era democratizzare la libertà di movimento. Motore boxer raffreddato ad aria per evitare il gelo invernale, robustezza estrema e una forma aerodinamica che ricordava un coleottero, quella che nacque come una sfida tecnica divenne l’auto più venduta di sempre su un singolo progetto.

Ferdinand Porsche progettò la Auto Union Type A nel 1934. Questa vettura si distinse immediatamente per la sua architettura a motore centrale, una scelta che la rendeva radicalmente diversa dalle concorrenti dell’epoca. Sebbene dopo la Seconda Guerra Mondiale ci vollero anni prima che il motore centrale tornasse a dominare, l’intuizione di Ferdinand Porsche è diventata la tecnologia vincente nel motorsport.

Come spesso accade ai grandi tecnici del suo tempo, la carriera di Ferdinand Porsche incrociò i periodi più bui della storia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, mise il suo genio al servizio della macchina bellica tedesca, progettando carri armati come il Tiger e l’Elefant. È un capitolo complesso: Porsche era un uomo ossessionato dalla risoluzione di problemi tecnici, un pragmatico che spesso anteponeva il calcolo ingegneristico alla politica, pagando poi il conto con la prigionia nel dopoguerra. Un monito di quanto il genio possa essere, a volte, pericolosamente cieco al di fuori del proprio tecnigrafo.

Questo romanzo scritto da Christiana Ruggeri, ripercorre la vita di Ferdinand l’uomo, i suoi lampi di genio, le sue umiliazioni, i suoi dolori, i suoi alti e bassi, e, naturalmente, l’incredibile lavoro di ingegnere onorario. Celebra la sua resilienza e la sua riservatezza e restituisce a quel bambino il diritto di sognare.

È una storia che racconta quanto fosse amato ma incompreso, ingiustamente accusato di sostenere il nazismo, una calunnia che, dopo il periodo trascorso in un campo di internamento francese, pesò enormemente sul suo cuore e sulla sua salute. Era giunto il momento di ricominciare, ancora una volta, con il suo nome leggendario, di passare il testimone al figlio Ferry. E poi, improvvisamente, abbandonare la scena, proprio quando il suo grande sogno – quello di un’auto che finalmente avrebbe portato il suo nome – si stava trasformando in una straordinaria realtà.

FERDINAND PORSCHE Un genio capace di sognare

ROMANZO di Christiana Ruggeri – Giorgio Nada Editore

Per approfondimenti: https://www.giorgionadaeditore.it/

 

 

 

 

Massimo Campi
Massimo Campihttp://www.motoremotion.it/
Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.

ARTICOLI CORRELATI