La Touring Superleggera ha realizzato alcune delle più iconiche carrozzerie delle Alfa Romeo
La carrozzeria, il vestito delle automobili, è quella che le ha sempre caratterizzate sin dall’inizio della sua lunga storia. Le prime fabbriche di automobili realizzavano telaio e meccanica, poi si servivano di appositi “sarti” i carrozzieri, che vestivano le auto secondo il gusto dei facoltosi clienti che le utilizzavano.
Il giovane Felice Bianchi Anderloni entra all’inizio ‘900 nella Isotta Fraschini, le sue tre sorelle sposano Cesare Isotta e i fratelli Fraschini, e Felice ben presto si occupa dei collaudi delle vetture prodotte. Come gran parte dei collaudatori di quell’epoca si occupa anche pilotare le vetture durante le prime corse, subito conquistando vittorie in gare importanti come la Coppa Delle Alpi, una massacrante maratone attraverso tutto l’arco alpino italiano. Dopo la crisi industriale degli anni ’20, Felice Bianchi Anderloni nel 1926 decide di aprire una propria attività e con il socio Gaetano Ponzoni rileva la Carrozzeria Ascari fondando la Carrozzeria Touring.
Il primo stabilimento della Touring si trova in Via Ludovico da Breme nella periferia nord di Milano vicino agli stabilimenti della Isotta Fraschini in via Monterosa e dell’Alfa Romeo che ha sede al Portello e saranno loro i primi clienti della Touring. Inizialmente le carrozzerie vengono realizzate sfruttando il sistema brevettato Weymann, che consente di sostituire le pesanti lamiere in ferro inchiodate su telai in legno con del tessuto impermeabilizzato teso su un telaio in legno e montanti alleggeriti uniti tra loro da giunti di fissaggio flessibili con intercapedini imbottite di ovatta e crine. Il vantaggio del sistema sta nella leggerezza e nella silenziosità delle struttura, priva dei classici scricchiolii delle auto di quel periodo.
Tutte le carrozzerie della Touring, anche quelle costruite in modo tradizionale, sono create da Bianchi Anderloni con i suoi fidi figurinisti che traducono su carta le sue idee e specializzati battilastra che le realizzano in officina. Le Touring si distinguono subito per cura del dettaglio, per esempio nella scelta dei colori e dei nomi, indice di riconoscibilità e autentica novità, quando le vetture sono quasi sempre scure e identificate solo da sigle varie riferibili alla meccanica. Questa politica, unita alla gradevolezza della linea, fa sì che la Touring si affermi velocemente nei concorsi d’eleganza per carrozzerie, molto popolari in quel periodo, suscitando sia la curiosità del pubblico che quella degli altri carrozzieri.
I clienti dell’Alfa Romeo subito apprezzano le realizzazioni di via Di Breme, nel 1931 arrivano le prime concept car della carrozzeria milanese con le linee denominate Flying Star, tra queste l’Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider Flying Star, presentata al concorso d’eleganza Villa d’Este del 1931 dalla facoltosa cliente genovese Josette Pozzo che vinse la Coppa d’Oro.
Le vetture della Touring sono particolarmente leggere e apprezzate da chi porta in gara le vetture e ben preso arrivano i successi sportivi come la vittoria assoluta alla 3° Coppa Milano-Sanremo del 1931. L’anno successivo la carrozzeria Touring costruisce anche le Alfa Romeo 8C 2300 corto Spider schierate dalla squadra corse ufficiale dell’Alfa Romeo che conquistano la Mille Miglia con Mario Umberto “Baconin” Borzacchini e Amedeo Bignami. Nello stesso anno sono “vestite” anche alcune delle Alfa Romeo 8C 2300 lungo Spider Le Mans che alcuni piloti semi-ufficiali schierano alla 24 Ore di Le Mans 1932, la seconda di quattro vittorie dalle Alfa Romeo 8C 2300 alla maratona francese.
Il metodo superleggera
Negli anni ’30 Bianchi Anderloni introduce la struttura superleggera per la costruzione delle carrozzerie, alla ricerca di nuove soluzioni per realizzare forme nuove, più belle, aerodinamiche, funzionali e soprattutto leggere. Si ispira alle costruzioni aerodinamiche con una struttura in sottili e resistenti tubi di acciaio che sostiene dei pannelli esterni in lamiera di alluminio. Tra i tubi e i pannelli di alluminio viene interposto del feltro per evitare vibrazioni e corrosione galvanica. La prima vettura costruita con la tecnica Superleggera, un’Alfa Romeo 6C 2300 B MM berlinetta con motore potenziato a 105 CV, prese il via alla Mille Miglia 1937 per testare la validità della nuova tecnologia costruttiva. Pilotata da Guidotti e Boratto ottiene un ottimo 4º posto assoluto, dietro ad auto molto più potenti. Da questa nasce una serie di berlinette Superleggere basate sulle Alfa Romeo 6 cilindri che vengono via via evolute nel design fino alla fine degli anni ’40, toccando l’apice con la Villa d’Este.
Al Salone di Milano 1937 viene presentata al pubblico la nuova Alfa Romeo 8C 2900 B corto berlinetta Touring, la migliore auto del mondo perché dotata della meccanica adattata della 8C 2900 A, due volte vincitrice della Mille Miglia, e della carrozzeria Superleggera, la più avanzata in assoluto in termini aerodinamici e di leggerezza. Secondo la Gazzetta dello Sport è la vettura più bella anche del Salone dell’Automobile di Parigi dello stesso anno. L’anno dopo la Touring costruisce anche due versioni da corsa della 8C 2900B, per l’Alfa Corse gestita da Enzo Ferrari a Modena. La prima è la Mille Miglia Spider Superleggera prodotta in quattro esemplari con motore da 225 CV a 5200 giri/min per correre la Mille Miglia 1938 con gli equipaggi Pintacuda – Mambelli, Siena – Villoresi, Farina – Meazza e Biondetti – Stefani.
La seconda è la Berlinetta Speciale Superleggera realizzata per la 24 Ore di Le Mans di quell’anno con motore 8 cilindri in linea potenziato a 220 CV a 5500 giri/minuto. Sebbene inizialmente si fosse pensato di costruire un’altra versione spider alla fine si decide di realizzare una versione chiusa perché più aerodinamica rispetto alla spider, ed è una delle prime volte in assoluto che ciò accade. Alla maratona francese la vettura viene affidata a Raymond Sommer e a Clemente Biondetti per puntare alla vittoria ma dopo aver accumulato 11 giri di vantaggio sul primo inseguitore alla 16ª ora di gara sono costretti al ritiro per un banale guasto meccanico.
Durante la seconda guerra mondiale la Touring si dedica alla produzione di strutture per l’aviazione e con la ripresa ritornano le carrozzerie nella sede di via di Breme. Si riparte dal sistema Superleggera, ma nel giugno 1948 scompare improvvisamente per un attacco cardiaco Felice Bianchi Anderloni, le redini dell’azienda vengono prese dal figlio Carlo Felice Bianchi Anderloni con le stesse mansioni, affiancato sempre da Gaetano Ponzoni. Oltre a collaborazioni con BMW e Ferrari nella Touring vengono realizzate le lussuose Alfa Romeo 6C 2500 SS coupé, alcune delle quali dotate del tetto apribile Aerlux realizzato in plexglass. La dirigenza del Portello chiede a diversi carrozzieri di costruire una versione coupé della nuova 1900 e la Touring realizza sull’autotelaio accorciato e potenziato la 1900C che viene messa ufficialmente a listino nel 1951 come 1900C Sprint. La collaborazione tra il Portello e via Di Breme continua con la realizzazione per il prototipo da competizione “Disco Volante”. La vettura del 1952, con meccanica derivata da quella della 1900, è prodotta in 5 esemplari, tutti diversi tra loro, ma accomunati da un telaio tubolare con la carrozzeria Superleggera. La linea biconvessa, con sezioni trasversale e longitudinale ovali, disegnata dalla Touring per consentire elevate velocità anche in presenza di vento laterale permette all’auto di raggiungere i 220 km/h.
La 1900 C52 Disco Volante venne progettata da Gioachino Colombo e Carlo Chiti, sotto la supervisione di Orazio Satta Puliga. La Disco Volante eredita dalla 1900C Sprint l’impostazione generale e possedeva un bassissimo coefficiente di resistenza aerodinamica pari a 0,25. Vista la peculiarità della linea del corpo vettura, l’Alfa Romeo decise di depositarne il brevetto come “Modello ornamentale”. Dopo la prima Disco Volante spider venne anche realizzata versione coupè con l’aggiunta di un rastremato tettuccio a coprire i due occupanti. In seguito, dopo vari collaudi vengono realizzate le versioni battezzate “fianchi stretti”, perché più stretta rispetto agli altri due esemplari essendo priva dei caratteristici parafanghi bombati, che avrà una breve carriera agonistica in mani private.
La svolta industriale e la chiusura
Dato i successi con Alfa Romeo, Ferrari, Aston Martin, Maserati Lancia, viene realizzato un nuovo stabilimento a Nova Milanese in accordo con il gruppo Rootes. Nella nuova sede vengono prodotte, oltre a Lancia Flaminia GT, e Maserati 3500 GT, le dell’Alfa Romeo 2600 Spider. Nel dicembre 1963 il gruppo Rootes entra in crisi dopo la scomparsa del patron inglese.
La Touring continua la produzione con modelli di nicchia come l’Autobianchi Primula Coupé circa e Alfa Romeo Giulia Sprint GTC, versione scoperta della Sprint GT disegnata dalla Bertone, che però non incontra il favore del pubblico. Il 31 dicembre 1966, la Touring chiude i battenti. Parte delle maestranze viene riassunta dalle Carrozzerie Colli e Marazzi mentre Carlo Felice Bianchi Anderloni e il designer Federico Formenti entrano a far parte del nuovo Centro Stile Alfa Romeo.
Immagini ©Massimo Campi – Archivio Touring






















