Per tutti i giovani degli anni ’70 le moto prodotte da Ancillotti sono state tra le più amate, perché andavano forte, vincevano sui campi di gara, ma erano anche molto belle.
Regolarità, motocross, erano questi i campi dove le gialle emergevano, alla tradizionale Mostra Scambio di auto, moto, ciclo e ricambi d’epoca a Novegro sono andate in mostra alcuni modelli che hanno fatto la storia del motociclismo.
La grande storia dell’Ancillotti Scarab prima e Motorcycles dopo parte da lontano, quando, con la fine della 2.a guerra mondiale, Gualtiero Ancillotti, nato nel 1905 comincia a modificare, nella sede storica di via Santa Monaca a Firenze, sia le migliaia di mezzi militari rimasti in Italia sia le grosse bicilindriche Harley Davidson. Le modifiche non riguardano solo il motore e il telaio, ma anche la carrozzeria, con la ricostruzione dei parafanghi e serbatoi, e pure dei sidecar, allora molto diffusi e in grado di trasportare anche 4 persone!
Passato quel periodo, viene importata dagli USA, tra gli anni ’50 e ’60, la passione per il Kart e, da acuto osservatore quale era, Gualtiero Ancillotti subito se ne innamorò e, grazie anche alla passione dei figli Alberto e Piero, costruì un eccellente telaio che diede grandi soddisfazioni al nascente marchio Ancillotti.
Il kart, però, è un fenomeno effimero e pure piuttosto costoso, tanto che presto perse di popolarità per lasciare spazio agli scooter e, di conseguenza, alla loro manutenzione e riparazione, allargata anche alle motociclette. Proprio con lo scooter, e in particolare con la Lambretta, scelta per il suo robusto telaio e il motore ben fatto, che si apre il nuovo capitolo della storia ANCILLOTTI.
Oltre alle riparazioni, Ancillotti iniziò ad occuparsi di “elaborazioni”, il cui apice, dopo tante affermazioni in Italia, fu raggiunto ad Elvington (GB), il 15 e 16 ottobre 1966, conquistando i record mondiali sul quarto di miglio e sul chilometro con partenza da fermo, proprio con una preparatissima versione della Lambretta.
Contemporaneamente al grande mondo degli scooter, in Italia cominciò a crescere il fenomeno dei 50 c.c., moto che, prima con le facilitazioni fiscali statali e, con la passione di tanti ragazzi poi, improvvisamente prese piede ed ebbe una crescita fulminante. Gualtiero Ancillotti, insieme ai suoi due figli, Piero e Alberto, cominciò a dedicarsi prima alla velocità con mezzi di 50 e 60 c.c. su base Beta e, poi, una volta intuito il potenziale del nascente “boom” del fuoristrada, intraprese la nuova attività di preparatori per mezzi sempre di piccola cilindrata, da utilizzare, appunto, nel cross, nella regolarità o, più semplicemente, nelle gimkane. Ed è proprio in questo momento che ci fu la grande svolta e, cioè, quella che portò nel 1967 alla nascita della “Ancillotti Motorcycles” come azienda e costruttore di moto di propria totale concezione, seppure inizialmente partendo da una proficua collaborazione con la Beta, sempre situata in Firenze. Da quel momento fu tutto un susseguirsi di successi di vendita, record e brevetti che hanno portato il piccolo costruttore toscano a diventare famoso.
Immagini ©Massimo Campi
















