13.8 C
Milano
giovedì 12 Marzo 2026

12 Ore di Bathurst – vittoria Mercedes del team Meguiar’s

Mercedes-AMG ha iniziato la nuova stagione dell’Intercontinental GT Challenge in grande stile, conquistando la quarta vittoria da record alla 12 Ore di Bathurst con il team Meguiar’s. È stata anche la prima vittoria all’Australia’s International Enduro per GMR, Maxime Martin, Mikael Grenier e Maro Engel, che ha trionfato a Mount Panorama al suo decimo tentativo.

Hanno battuto la Porsche High Class Racing condivisa dal vincitore della Independent Cup Kerong Li e dai suoi copiloti Anders Fjordbach e Dorian Boccolacci per un solo secondo. Il trio ha smentito il suo status di classe Bronze non solo vincendo la propria categoria, ma anche surclassando gli equipaggi ufficiali che si sono piazzati alle sue spalle.

Ancora più notevole, ma forse indicativo della natura imprevedibile di questa gara, è che i primi due hanno ottenuto i loro risultati nonostante fossero partiti rispettivamente 29° e 30°. Così facendo, GMR ha ampiamente battuto il record dell’evento, che si attestava all’11° posto e che durava dal 2020.

Anche la partecipazione di 55.231 persone ha rappresentato un record storico per la gara.

La BMW ha iniziato la difesa dei suoi titoli IGTC completando il podio con Raffaele Marciello, Augusto Farfus e Valentino Rossi del WRT, che hanno preceduto l’Audi Jamec/MPC e la M4 del Team KRC guidata da Tony Ruan, Maxime Oosten e Max Hesse.

La Porsche di Absolute ha completato la top six generale e le prime cinque iscrizioni all’IGTC.

Dopo essere risalita dal suo modesto posto in griglia, la GMR si è ritrovata in una posizione privilegiata quando i leader della corsa, 75 Express e la BMW #32 della WRT sono arrivati ​​allo scontro a 40 minuti dalla fine

La gara ha avuto alti e bassi nelle prime otto ore, con vetture come Craft-Bamboo, la Corvette #2 di JMR e la BMW #46 tutte in testa. Anche GMR è partito primo a metà gara, prima di scivolare al terzo posto durante un periodo di Safety Car che ha favorito le altre due Mercedes-AMG in testa.

Tali circostanze avrebbero avuto un impatto decisivo sulla gara, quando il leader Ralf Aron è stato il primo a scontrarsi con la Porsche ferma di Johannes Zelger al The Dipper. Luca Stolz ed Engel sono stati fortunati a non riportare danni nell’impatto, che ha fatto scattare immediatamente la bandiera rossa a tre ore e 40 minuti dal termine. Entrambi i piloti sono usciti dalle loro vetture prima che Aron venisse trasferito in un ospedale vicino per ulteriori accertamenti.

Stolz ha ereditato la testa della corsa alla ripresa 55 minuti dopo e vi è rimasto fino a quando Jules Gounon non è salito a bordo al penultimo giro di pit stop. Uscito appena davanti a Martin, che aveva preso il posto di Engel, per consolidare la posizione in pista che avrebbe dovuto garantire a 75 Express una corsa relativamente agevole fino alla bandiera a scacchi.

Altre due Mercedes-AMG, tuttavia, hanno ribaltato la situazione quando Jayden Ojeda e Chaz Mostert si sono scontrati all’uscita di Griffins Bend, innescando il decimo e ultimo pit stop. Ma mentre la maggior parte del gruppo ha scelto di effettuare le ultime soste, la WRT ha rischiato lasciando in pista la sua BMW #32. Quella vettura ha trascorso gran parte della gara a recuperare un giro perso dopo aver subito danni all’anteriore in partenza, ma ora si trovava nella posizione ideale per ripetere la vittoria di 12 mesi prima.

Tutto cambia alla ripartenza, tuttavia, quando Van der Linde e Gounon si scontrano alla curva Hell. Entrambe le vetture subiscono danni lasciando a Martin il semplice compito di tuffarsi all’interno e portarsi in testa.

Da qual momento non è stato più messo in difficoltà, nonostante Boccolacci fosse rimasto indietro di circa un secondo con la Porsche che era riuscita a superare con successo la sua posizione in griglia.

I danni subiti dalla 75 Express hanno fatto scivolare Gounon al settimo posto assoluto nella classifica finale, anche se il suo copilota Kenny Habul è arrivato almeno secondo nella classifica della Independent Cup.

La Porsche dell’EBM si è classificata ottava in classifica generale dopo diverse uscite di pista improvvise all’uscita della Hell Corner, mentre le Ferrari dell’Arise Racing, la seconda vettura in gara sotto la bandiera Ziggo Sport Tempesta, hanno completato la top 10. Quest’ultima è salita anche sul podio della Independent Cup grazie a Jonathan Hui.

Gli altri costruttori dell’IGTC impegnati in un’intera stagione hanno dovuto affrontare un mix di delusioni iniziali e potenziale inespresso. Il debutto della Ford all’Intercontinental era iniziato da meno di 20 minuti, quando Chris Mies ha urtato un canguro sul rettilineo di Conrod, causando danni significativi alla Mustang e lasciando il pilota in stato di shock. La Chevrolet, nel frattempo, è rimasta in testa alla corsa nonostante una penalità drive-through, finché la sua vettura Pro non ha subito un guasto meccanico in testa alla gara sulla Skyline, costringendo Earl Bamber al ritiro a 90 minuti dalla fine.

Grazie a questa vittoria, la Mercedes-AMG si posiziona in testa alla classifica costruttori dell’IGTC con cinque punti di vantaggio sulla Porsche, in vista del secondo round dell’ADAC Ravenol 24h Nürburgring, in programma dal 14 al 17 maggio.

 

redazione
redazionehttp://www.motoremotion.it/
Un gruppo di appassionati vi tiene informati, sul sito e via Facebook, su quanto avviene, anche dietro le quinte, nel mondo delle competizioni motoristiche internazionali.

ARTICOLI CORRELATI