Ronnie Peterson con la monoposto inglese è Campione Europeo Formula 2
Immagini ©Massimo Campi – Archivio Salvati
La stagione 1971 è fondamentale per la March Engineering, la factory inglese nata per costruire e vendere monoposto da competizione. Il debutto della March avviene nel 1969 partendo dalla F.3, per poi passare alla F.1 e F.2 la stagione successiva. Il 1971 si apre con la nuova March 711 per la F.1 e la 712M per la F.2 che consoliderà il marchio di Bicester nel mondo delle competizioni. La casa di Bicester vende parecchie vetture ai vari team privati e con la squadra ufficiale fa correre Ronnie Peterson, da tutti considerato come una delle più veloci giovani promesse.
La March 712 nella versione M, è realizzata attorno al telaio monoscocca in pannelli di alluminio una innovazione nella serie europea che vedeva al via monoposto con telaio tubolare fino alla stagione precedente. Nel 1971 sono diversi i costruttori che fabbricano le loro monoposto con telai monoscocca, oltre alla March ci sono Lotus (già presente con la sua 69), Pygmeé. Chevron, Lola e De Tomaso, mentre Tecno e Brabham continuano con le loro vetture secondo gli schemi consolidati a traliccio in tubi.
Ronnie Peterson è il protagonista della stagione con la sua March 712M gialla e conquista il Titolo Europeo vincendo 5 gare con 6 podi, oltre a ottenere 7 pole position e 5 giri più veloci. Peterson conclude il campionato al primo posto, con 54 punti, alle spalle dello svedese c’è Carlos Reutemann, con la Brabham, terzo è l’austriaco Dieter Quester anche lui con una March 712M equipaggiata dal 4 cilindri BMW sviluppato da Paul Roche. Una variante gemella della 712 chiamata March 71B e la sua derivata, la March 71BM sarà quella utilizzata per Formula B (Atlantic) in America.
La 712M di Peterson, come la maggioranza delle monoposto di Formula 2, monta il 4 cilindri Ford-Cosworth FVA da 1,6 litri. Il monoblocco del propulsore è quello della Ford-Cortina denominato FVA (Four Valves Type A), un motore destinato alla F.2 introdotto nel 1966 e sviluppato con lo stesso contratto del DFV, per il nuovo regolamento sui motori da 1,6 litri. La testata è a 16 valvole azionate da due alberi a camme in testa comandate da un treno di 9 ingranaggi. L’iniezione meccanica Lucas viene azionata da una cinghia dentata dalla camma di aspirazione mentre la camma di scarico aziona l’alternatore sulla parte posteriore della testata. La potenza dichiarata è di 225 cv a 9000 giri/min. il Cosworth FVA ha dominato la categoria fino al 1971 e venne utilizzato anche per le vetture sport nella versione da 1,8 litri con la denominazione “FVC”. Il 4 cilindri Cosworth FVA anticipava molte delle idee di Duckworth che sarebbero state utilizzate sul V8 DFV destinato alla F.1. La 712M di Dieter Quester è dotata del motore BMW M12/2 da 1,6 litri, quattro valvole, e rappresenta l’inizio del rapporto tra la factory di Bicester e la BMW Motorsport e dal 1973 le March di F.2 saranno equipaggiate con il propulsore tedesco.
La March 712M, oltre a correre con i colori ufficiali, si dimostra una ottima vettura per i clienti, oltre a Peterson ci sono diversi piloti che hanno vinto con la monoposto inglese: Henri Pescarolo al Mallory Park, Dieter Quester a Monza, Carlos Pace a Imola e Mike Beuttler al GP Madunina a Vallelunga.
In Formula 2 corrono anche piloti di Formula 1, che possono vincere gare e premi di arrivo, ma non possono prendere punti nella classifica di campionato. Tra le gare valide per l’Europeo tre sono state vinte da Emerson Fittipaldi e una da Graham Hill, entrambi piloti non idonei all’assegnazione di punti. Il punteggio massimo in quelle gare viene poi assegnato a Peterson, Quester, Schenken e Reuteman.
Diversi sono i piloti italiani che corrono con la vettura inglese. Tra questi ci sono Vittorio e Tino Brambilla, Arturo Merzario che la usa nella Temporada Argentina, e Giovanni Salvati, una delle giovani promesse italiane a fine degli anni ’60.
Salvati dalla F. Monza passa alla F.850 ed in seguito alla Formula 3. L’anno d’oro è il 1970, Salvati è campione italiano di Formula 3 con i motori curati dalla Novamotor di Novara. Dalla Formula 3 passa alla Formula 2 per la stagione 1971 correndo con una March 712M. A fine stagione parte per la Temporada Argentina, dove incontra Graham Hill che gli offre di provare la Formula 1 del suo futuro Team al ritorno in Europa. Tutto però finisce a Taruma, una pista nelle vicinanze di Porto Alegre, il 14 novembre 1971.
La March 712M di Giovanni Salvati esce di pista in nella gara di Formula 2 nel tentativo di passare Wilson Fittipaldi, la monoposto si infila sotto il guard rail, le lesioni causano il decesso istantaneo e la fine del sogno di un giovane pilota.
Carlo Del Conte, gentleman driver, possiede e corre nella gare storiche con una delle March 712M utilizzata nel 1971 da Carlos Pace e da Ronnie Peterson.
“La monoposto è stata acquistata in Inghilterra nel 2015 da un appassionato che l’aveva già restaurata per correre nella gare storiche, poi ha avuto problemi di salute e l’ha messa in vendita. La March nel 1971 produce sia la 712 che la 712M. La prima ha telaio tubolare e viene impiegata sia in Formula 2 che in Formula Ford, mentre la versione 712M è quella con il telaio monoscocca in lamiera di alluminio realizzata per la formula cadetta. La mia vettura è quella con il telaio n.20 prodotta dalla casa di Bicester, utilizzata durante la stagione ’71 da Carlos Pace che vince la prova di Imola. In seguito, con il Team di Frank Williams, la 712M n°20 è andata in Sudamerica per la Temporada che veniva corsa a fine stagione. Durante la prima manche di una gara Ronnie Peterson distrugge il suo telaio n.7 con cui aveva vinto il Campionato Europeo, arriva in soccorso Frank Williams che gli presta la vettura n.20 per correre la seconda manche a Interlagos. Quando la March è stata restaurata il precedente proprietario ha voluta mantenere la livrea del pilota svedese. La FIA l’aveva già approvata con relativo passaporto tecnico storico e non è stato il caso di cambiare look riportandolo a quello di Pace per poi dovere rifare tutto l’iter burocratico”.
La March 712M è una monoposto realizzata con la tecnica di inizio anni ’70, senza nessun effetto suolo e con una aerodinamica semplice basata sulle due ali nella parte anteriore e posteriore.
“Ho diverse monoposto storiche, ma questa è tra quelle che preferisco pilotare. È divertentissima, veloce, leggera, facile da guidare, bilanciatissima, un vero gioiello. Ho fatto una quindicina di gare con questa vettura senza mai avere particolari problemi. Unica avvertenza sta nell’uso del propulsore che fa oltre 10.000 giri al minuto e bisogna stare attenti a non fare dei fuorigiri con relative conseguenze meccaniche. Sulla mia March è montato il Ford-Cosworth serie BDA, mentre all’epoca su quella che vinse l’Europeo con Peterson veniva montato il 4 cilindri FVA. Entrambi sono motori realizzati dalla Cosworth, 4 cilindri di 1,6 litri, derivati da quello della Ford Cortina Lotus. La differenza sta nel comando della distribuzione: nel BDA la distribuzione è comandata dalla cinghia dentata mentre sull’FVA c’era una cascata di ingranaggi. L’FVA era molto più delicato e non se ne trovano più in commercio, inoltre presenta grossi problemi in caso di manutenzione. Quando viene rifatta la testa bisogna quasi sempre intervenire rifacendo anche tutta la cascata di ingranaggi, mentre l’operazione è molto più semplice e meno costosa con il BDA dove basta solamente regolare la tensione della cinghia dentata”.












