Testo e foto di Paolo D’ALESSIO
Le monoposto di nuova generazione non hanno ancora percorso i primi metri di pista e il mondo della Formula 1 è già scosso dalle prime polemiche, che vedono al centro dell’attenzione le power-unit progettate da Mercedes e Red-Bull, col supporto di Ford, che avrebbero individuato un buco nel regolamento tecnico per ottenere un vantaggio prestazionale significativo, grazie al rapporto di compressione dei loro motori.
Per regolamento nel 2026 e per ridurre le prestazioni del motore termico in relazione alla maggiore potenza delle unità elettriche, quest’ultimo è calato da 18:1 a 16:1. La Federazione non ha però specificato se il rapporto debba essere verificato quando il motore è spento, a temperatura ambiente, o durante la marcia delle vetture. Una dimenticanza non trascuirabile, che potrebbe consentire a Mercedes e Red-Bull di sfruttare la dilatazione termica dei materiali utilizzati nella costruzione delle rispettive “power-unit” per aumentare il rapporto di compressione durante la guida, rispettando però i parametri previsti quando il motore è a freddo, un buco regolamentare che potrebbe assicurare ai sopracitati team un incremento di prestazioni quantificabile in tre-quattro decimi al giro, creando una netta frattura tra Mercedes e Red Bull fin dalle prime gare della stagione.
Naturalmente Ferrari, Audi e Honda non ci stanno e hanno chiesto alla FIA di prendere una posizione chiara sulla questione, perché secondo loro, rispettando lo spirito delle nuove norme, le vetture dovrebbero essere conformi alle regole in ogni fase della competizione, non solo durante le verifiche pre-gara. Dal canto suo la Federazione sostiene che la Mercedes ha operato nel rispetto delle regole e il team di Brackley è intenzionato a portare avanti il suo progetto, senza modificarlo, nella convinzione di poter disporre fin dalla prima gara della power-unit più potente del lotto.
E gli avversari? Ferrari, Audi e Honda non si arrendono, ma se non riusciranno ad ottenere una correzione delle norme prima di inizio campionato (cosa assai improbabile), rischiano di partire con un grave handicap. E da Place de la Concorde a Parigi arrivano notizie ancor meno rassicuranti da parte della Federazione, che non intenderebbe intervenire prima del 2027… La battaglia dei motori è appena iniziata e promette di tenere banco per mesi, sempreché con intervenga Liberty Media, che certo non si augura, per lo spettacolo e soprattutto per gli incassi, un campionato a senso unico, dilaniato dalle polemiche.
(A) power-unit – (B) turbo – (C) MGU-K – (D) batteria – (E) serbatoio carburante – (F) masse radianti
Quelli utilizzati sulle nasciture vetture da Gran Premio saranno probabilmente i motori più efficienti al mondo, con quasi il 300% in più di potenza prodotta dalla batteria (D) e una ripartizione uniforme tra combustione interna (50%) ed energia elettrica (50%) . La novità principale riguarda l’eliminazione della MGU-H, il generatore elettrico che cattura energia proveniente dal calore dello scarico e dalla rotazione del turbo (B), e il potenziamento del MGU-K, il motore elettrico che recupera energia in frenata e spinge la monoposto in accelerazione. A partire dal 2026 l’MGU-K (C) avrà un ruolo ancor più importante: sarà più potente, erogando 470 CV, contro i precedenti 160 CV, al contrario il motore termico scenderà dagli attuali 750 CV a circa 550 CV, per una potenza totale superiore ai 1.000 CV. Per alimentarlo verranno usati solo carburanti sintetici, ovvero gli e-fuel che si producono catturando la CO2 presente nell’aria e quindi ad impatto zero. Nello spaccato della monoposto 2026 si possono infine notare il serbatoio carburante (E) di dimensioni ridotte (90 kg, contro i precedenti 110 kg) e masse radianti ulteriormente miniaturizzate (F).








