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giovedì 22 Gennaio 2026

ESSERE FERRARI

Testo di Paolo D’ALESSIO

Dopo il disastroso 2025 e le recenti esternazioni dell’ex Presidente Montezemolo, viene spontaneo chiedersi cosa voglia dire nel 2025 “#Essere Ferrari”. Una Scuderia unica al mondo per storia, stile e soprattutto identità.

Ed è proprio di stile ed identità che vogliamo parlare, perché alcune soluzioni grafiche adottate nel 2025 dalla Scuderia più blasonata al mondo non hanno convinto i suoi milioni di tifosi e tutti coloro che vedono nelle rosse di Maranello l’incarnazione stessa delle competizioni automobilistiche e l’esaltazione di un gusto inconfondibilmente italiano.

Prendiamo ad esempio il look della SF-25. Un tempo la Ferrari era celebre per il suo colore rosso e livree molto sobrie. Quest’anno, per evidenti esigenze di marketing, la monoposto del Cavallino si è presentata al via del mondiale con una vettura inflazionata da loghi, più o meno vistosi, ed una grafica dominata dalla ingombrate presenza della fascia romboidale bianca sulla presa d’aria motore.

Una livrea studiata apposta per esaltare la presenza dello sponsor HP, ma veramente poco riuscita. A  Miami si è andati oltre, con una presa d’aria completamente bianca, solcata da due ampie fasce romboidali azzurre, sempre per accontentare il colosso informatico americano, nella gara di casa. Una variante sul tema peggiore dell’originale che oltretutto, a livello subliminale, aveva molte assonanze con la lattina della Red Bull… A Monza poi, in mancanza di risultati, si è voluto celebrare il titolo mondiale ottenuto cinquant’anni prima, da Niki Lauda, con una livrea simile a quella della 312 T.

Peccato che le due vetture presentino forme e dimensioni diverse, e la presa d’aria motore della SF-25, con troppe scritte, un tricolore sfumato e numeri poco leggibili, non abbiano contribuito a fare di questa grafica uno dei migliori esercizi di stile concepiti dalla Ferrari in oltre 70 anni di storia.

Sempre a Monza, per le solite ragioni di marketing, nuovi capi di abbigliamento “azzurri” per Hamilton e Leclerc, per ricordare la tuta di Niki Lauda di quel lontano 1975. Peccato che Lauda e Regazzoni quelle tute azzurre le abbiano indossate nel 1974, mentre a Monza nel 1975 erano di rosso vestiti…. E poi, sempre in tema di “#Essere Ferrari” come giustificare il fatto che il Team Principal del Cavallino, dopo tre anni di permanenza a Maranello non spiccichi ancora una parola di italiano?

Una cosa è certa, con Enzo Ferrari alla guida, certe cose non sarebbero mai accadute: si può anche perdere, ma mai rinunciare alla propria identità. Soprattutto se ti chiami Ferrari.

 

 

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