Fondazione Pirelli: la cultura come patrimonio dell’impresa

 

Immagini ©Massimo Campi

La cura del patrimonio storico di una grande impresa italiana, le pubblicazioni, l’organizzazione di mostre e convegni, visite guidate, attività di ricerca, a supporto delle dire­zioni aziendali e di studiosi a livello nazionale e internazionale, in ambiti che spaziano dalla storia economica e industriale all’architettura, dalla storia del lavoro e delle relazioni industriali alla grafica e al design, tutto questo si trova all’interno delle Fondazione Pirelli, una sorta di scrigno culturale all’interno del Polo Bicocca a Milano in Viale Sarca.

La Fondazione, nata nel 2008 per volere dell’Azienda e della famiglia Pirelli, conserva la documentazione sulla storia dell’impresa dalla sua fondazione, nel 1872, fino ai giorni nostri. La sede è all’interno dell’Headquarters dell’azienda nel cuore del quartiere Bicocca dove è presente anche la Villa degli Arcimboldi, storica residenza quattrocentesca che dà il nome al quartiere, oggi sede di rappresentanza del Gruppo.

Al suo interno vi sono archiviati ben 4 km di documenti tra fotografie, bozzetti e materiali pubblicitari sulla storia delle Industrie Pirelli, dove si percepisce il volere di una azienda che non ha smesso di raccontare la propria storia e la cultura d’impresa. Tra le attività della Fondazione anche la conservazione e la salvaguardia di un ricco patrimonio che dal 1972 è tutelato dalla Sovraintendenza dei Beni Culturali.

Ad accompagnarci nei locali delle fondazioni la dottoressa Mila Forlani, grande esperta di questo patrimonio culturale.

“La fondazione è nata nel 2008 e nel 2018 abbiamo festeggiato dieci anni di lavoro, densi di mostre, eventi, pubblicazioni, laboratori per le scuole, visite guidate alla scoperta del territorio e percorsi espositivi dedicati alla storia di Pirelli aprendo le porte della Fondazione a migliaia di studenti, studiosi e curiosi.”

Appena entrati si percepisce che i prodotti della storica fabbrica italiana e gli interessi spaziano in tanti settori con i successi sportivi come grande veicolo per diffondere l’immagine della Pirelli.

“Macchine, moto, atletica, vela, tennis, atletica, la Pirelli ha spaziato con i suoi prodotti in tanti campi, portando sempre innovazione e tecnologia. La Fondazione è nata proprio per conservare e valorizzare questo grande patrimonio culturale. Una delle prime immagini che troviamo appena entrati è la foto fatta dal famoso fotografo Luca Comerio delle maestranze nel cortile del primo stabilimento Pirelli, allora in via Ponte Seveso, l’attuale Fabio Filzi dove oggi c’è il Grattacielo Pirelli, la ex sede dirigenziale della azienda.  L’origine della Pirelli risale al 1872, quando Giovanni Battista Pirelli fonda a Milano la società in accomandita semplice “G.B. Pirelli & C.”, destinata alla fabbricazione di articoli in gomma elastica. Inizialmente si sono 40 operai e cinque impiegati, ma ben presto l’industria ha un grande sviluppo testimoniato in questa immagine dove ci sono circa 2.000 persone”.

Tutto nasce dalla lavorazione della gomma

“La gomma elastica è un materiale estremamente malleabile e consente la fabbricazione di articoli molto diversi. Tra la fine dell’800 e l’inizio del XX° secolo ha una espansione molto rapida. L’immagine di Comerio risale al 1906 e venne realizzata dal noto fotografo per essere esposta all’Expo di Milano”.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Pirelli si sviluppa nel quartiere Bicocca

“Nel 1943 Milano viene bombardata, i due stabilimenti Pirelli, lo storico in via Ponte Seveso e quello nuovo della Bicocca costruito agli inizi del ‘900, vengono seriamente danneggiati. La direzione dell’azienda con la ricostruzione post bellica, decide di sviluppare la produzione in Bicocca, mentre viene decisa la realizzazione del Grattacielo Pirelli al posto della fabbrica di Ponte Seveso che diventerà la sede dirigenziale dell’industria milanese. Nel 1960 viene inaugurato e nel 1978 viene poi ceduto alla Regione Lombardia diventandone la sede istituzionale. Oggi, dopo le varie trasformazioni, la sede Bicocca è l’attuale centro direzionale della Pirelli.”

L’azienda, pur conservando la sua origine milanese, ha fabbriche in tutto il mondo

Nel 1902 viene aperta la prima fabbrica all’estero in Spagna, la Pirelli è già una multinazionale con una ramificazione in vari prodotti. L’azienda possedeva anche delle piantagioni di gomma in Brasile e nel Sud-Est Asiatico come si vede da una illustrazione degli anni ’20 conservata negli archivi”.

Ci sono molti documenti nella sede

“Nei locali della Fondazione vi sono archiviati oltre 16.000 volumi e una serie molto corposa di documenti e di immagini da cui si vede la storia. Dalle foto si nota come la Villa Bicocca degli Arcimboldi, l’edificio storico al centro del quartiere Pirelli che risale alla seconda metà del XV° secolo, nel 1922 diventa la sede del Museo della Gomma e all’interno si notano degli alberi della gomma. Il Grattacielo Pirelli diventa presto il simbolo del progresso aziendale e sin dalla sua costruzione vengono usate le impalcature come veicolo pubblicitario. Negli anni ’80 vengono incaricati alcuni fotografi di effettuare reportage sulla fabbrica, tra questi Gabriele Basilico, tra i più grandi interpreti delle architetture industriali e cittadine che testimonia la trasformazione della Bicocca da fabbrica di produzione a fabbrica di idee”.

Nella biblioteca anche molti testi tecnici

“Sono tantissimi archiviati negli armadi, tra questi anche collezioni complete di particolari riviste tecniche sulla produzione delle gomma che testimonia questa tipologia particolare di lavorazione. La biblioteca rappresenta un valido supporto per la formazione tecnica dei vari ingegneri e dei ricercatori all’interno della Pirelli. Nell’ottica delle diffusione della cultura di impresa, i documenti sono a disposizione anche del pubblico esterno, salvo la consultazione all’interno delle nostra struttura per ovvi motivi di conservazione di questi importanti materiali cartacei. Come archivio è stato anche dichiarato di interesse storico dalla Sovraintendenza della Regione Lombardia sin dal 1972.”

Pirelli ha una tradizione di lunga data nella comunicazione visiva

“Rappresentare se stessa e comunicarla all’esterno è sempre stata una idea molto radicata di questa azienda. La comunicazione visiva parte dall’immagine pubblicitaria per proseguire con vari tipi di comunicazione che passavano dai caroselli al famoso Calendario Pirelli nato dalla sede inglese. Negli archivi abbiamo conservato tutti i bozzetti da cui sono poi nate le varie campagne pubblicitarie, partendo da quelli realizzate da Aldo Mazza negli anni ’20, per poi passare ad altri nomi noti della comunicazione visiva come Muggiani, Bassi, Morandi, per arrivare agli anni ’50 con Bob Noorda che diventa direttore creativo della Pirelli. Inseguito arriva Armando Testa con le sue idee creative. Guardando questi bozzetti si nota come è cambiata la comunicazione nel tempo attraverso l’immagine che spesso segue e in alcuni casi anticipa le mode culturali del tempo. Anche il logo Pirelli ha una sua storia che nasce con la fabbrica, si evolve nel tempo per arrivare a quello ormai noto con la nota “P lunga” e i relativi colori che tutti conosciamo. Il logo della Fondazione si ispira invece a quello storico del periodo liberty.”

Pirelli ha anche realizzato una propria rivista

“La Rivista Pirelli, nata nel 1948, ha continuato ad essere realizzata fino al 1972. Sulla rivista, che, oltre ai dipendenti era distribuita in edicola, hanno scritto alcuni tra i più importanti nomi della cultura e della scienza: Montale, Quasimodo, Eco, Pivano, Calvino, Veronesi, Biagi, grandi protagonisti di una Italia che stava culturalmente cambiando”.

La fabbrica milanese è sempre stata presente nel mondo sportivo

“La tradizione sportiva è sempre stata tenuta in grande considerazione, partendo dall’impresa nel Raid Pechino-Parigi del 1907 con l’Itala che montava gomme Pirelli. Una vera avventura per le strade di allora, con la vettura italiana che vince la sfida sui rivali francesi e nella corsa vennero cambiate solo quattro gomme dimostrando la bontà dei pneumatici Pirelli su strade che non erano ancora asfaltate. Ancora oggi la Pirelli è presente al top delle competizioni, partendo dalla Formula 1 e nell’archivio abbiamo circa 700.000 immagini sportive.”

Il documento più antico è l’atto di costituzione

“L’archiviazione della documentazione nasce grazie ad un dirigente negli anni ’40 e continua fino a giorni nostri, il documento più antico è l’atto costitutivo della Pirelli, sottoscritto l’8 gennaio 1972 da Giovanni Battista Pirelli. Tra i documenti anche una sceneggiatura scritta da Moravia e Rossellini per un film che sarebbe dovuto uscire in occasione dei 75 anni dell’azienda. Molti sono i materiali pubblicitari tra cui gli originali di alcuni caroselli iconici come quelli con mammut, babbut e filiut molto in voga negli anni ‘70”. Inoltre Pirelli ha sempre avuto una grande attenzione al design: Bruno Munari è stato tra i responsabili creativi dell’azienda e molti altri collaboratori hanno vinto il Compasso d’Oro con i prodotti realizzati per la Pirelli.

Gli spazi sono anche dedicati alla documentazione tecnica

“Anche questo è un aspetto molto importante, con i progetti dei vari pneumatici e i sistemi di lavorazione. Molto interessanti sono anche le specifiche tecniche, alcune ancora catalogate nelle schede perforate, i primi sistemi usati nell’era antecedente ai computer. Questi sono documenti fondamentali per la progettazione che si occupa di realizzare pneumatici per veicoli d’epoca. Ad esempio, da una delle tavole esposte, possiamo vedere come i pneumatici realizzati durante il trentennio, nel periodo dell’autarchia venissero costruiti con un materiale denominato “cauccitalia” in pratica gomma sintetica studiata nei laboratori della Bicocca, visto il divieto del regime di importare gomma dall’estero. Il team di ricerca era diretto da Giulio Natta, da questi studi nasceranno diversi progetti, tra cui il moplen che consentirà la vincita del Premio Nobel allo scienziato italiano.”  

Nella Fondazione si spazia anche nell’interattività

“Abbiamo per ultimo questa sala dove è possibile spaziare nelle documentazioni dei molteplici scenari dell’azienda partendo dalla storia per continuare nel prodotto, nello sport e nei vari progetti e momenti importanti per la Pirelli. Con questa ultima sezione è possibile capire la quantità di materiale contenuto e conservato nella Fondazione, il vero scrigno della storia e cultura di questa azienda”.

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Massimo Campi
Massimo Campihttp://www.motoremotion.it/
Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.

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