Di Carlo Baffi
Il noto costruttore piemontese, fondatore della scuderia automobilistica omonima, si è spento a Torino all’età di 86 anni.
Vincenzo Osella, meglio conosciuto come Enzo, era nato il 26 agosto del 1939 a Cambiano, un comune situato a pochi chilometri da Torino. La sua grande passione per la meccanica l’aveva ereditata dal padre Luigi che con la vendita della salumeria e della piccola azienda di trasporti gestita insieme alla moglie Maria, acquistò un’autorimessa dotata di autolavaggio ed officina sita a pochi passi dalla Mole Antonelliana. Un luogo magico per Enzo (diplomatosi geometra) dove si recava terminate le ore di lavoro trascorse in una cava di sabbia del cognato. La svolta corsaiola ebbe luogo grazie ad un amico di famiglia, nonché cliente del papà e possessore di una Fiat 1100TV, che offrì al giovane di fargli da navigatore al Rally del Sestriere. Era la seconda metà degli anni ’50. Da qui in avanti Osella iniziò a cimentarsi da solo nelle cronoscalate, quand’ecco che nel 1963 ci fu l’incontro con Karl Abarth. Una sliding door che rappresentò un passo cruciale nella carriera del futuro team owner. Accanto al vulcanico e rigido preparatore viennese, Osella ebbe modo di fare esperienza e carriera fino a gestire una concessionaria del marchio col mitico Scorpione: nell’accordo era compresa pure la vendita in esclusiva delle famose marmitte prodotte da “Herr Karl”. Fu il preludio alla nascita dell’Osella Corse, sorta quando Enzo rilevò nel 1971 l’attività di Abarth, che nel frattempo era passata sotto il controllo della Fiat. Arrivarono non poche vittorie sia in Italia che in Europa, la fama aumentò e gli orizzonti si ampliarono ad altre categorie come la Formula 2. In quegli anni l’attività di Osella si divise tra le competizioni con le monoposto e le vetture sport conquistando allori importanti: Arturo Merzario fu un autentico mattatore. Così nella stagione 1980 Osella decise di spiccare il grande balzo in Formula Uno costituendo un proprio team diretto dal grande Gianfranco Palazzoli (indimenticabile il suo nickname di “Pal Joe” quando correva in pista) e finanziato da munifici sponsors come la MS, il popolare marchio di sigarette e la Denim che produceva dopobarba. Nella sede di Volpiano nei pressi del capoluogo piemontese, l’autorevole ingegner Giorgio Stirano progettò la FA 1A spinta dal motore Ford Cosworth DFV che venne affidata ad Eddie Cheever, schierato da Osella già nelle serie cadette. Dopo un inizio travagliato, la monoposto riuscì a concludere il suo primo Gran Premio a Monza col 12° posto dello stesso Cheever scattato 17°. L’anno seguente, alla guida delle FA1/B e C si alternarono diversi piloti, quali Beppe Gabbiani, Miguel-Angel Guerra, Piercarlo Ghinzani e Jean Pierre Jarier. E sarà proprio l’esperto driver francese a conseguire i primi punti iridati per l’Osella nel G.P. di San Marino del 1982 (disertato dai team inglesi legati alla Foca di Ecclestone) grazie ad una 4^ piazza. Partito 9°, Jarier tagliò il traguardo preceduto dalla Tyrrell del connazionale Alboreto e dalle Ferrari di Villeneuve e Pironi. Ma la felicità per quell’importante risultato sarà purtroppo oscurata dal tragico incidente verificatosi il 13 giugno successivo a Montreal, in cui perderà la vita il giovane milanese Riccardo Paletti al suo primo anno in F.1. Gioco forza per il resto della stagione venne schierata una sola monoposto. Dopo un 1983 incolore, la scuderia piemontese tornò a punti nel 1984, per l’esattezza a Dallas con Ghinzani ed a Monza con l’austriaco Josef Anton Gartner: entrambi sempre quinti. La vettura (FA1F) era motorizzata Alfa Romeo, un sodalizio che durò sino al 1987. Purtroppo quelli del 1984 si riveleranno gli ultimi piazzamenti di rilievo nel Circus per l’Osella, alle prese con difficoltà finanziarie. In una Formula Uno che si stava evolvendo rapidamente ed i costi alle stelle, c’era sempre meno spazio per le piccole realtà. Per cui nell’89 Enzo Osella si vide costretto a cedere le quote della scuderia a Grabiele Rumi proprietario della Fondmetal che diventò lo sponsor principale. L’ultimo campionato che vide la partecipazione dell’Osella fu il 1990 con la FA1M tornata al propulsore Ford-Cosworth e pilotata dal transalpino Olivier Grouillard; per lui solo un 13° posto nel round finale in Australia. Dal ’91 infatti, il team si sarebbe iscritto al mondiale come Fondmetal F1. Abbandonata la categoria regina e con 11 campionati alle spalle, Enzo Osella tornò ad operare nel settore degli sport prototipi che tanto gli aveva dato e grazie al quale arricchì di nuovi trofei la prestigiosa bacheca della factory. Ma il coraggioso imprenditore torinese sarà ricordato anche per aver lanciato giovani piloti e tecnici abili a proseguire la loro carriera in contesti blasonati.







