Di Carlo Baffi – immagini ©Raul Zacchè/Actualfoto – Enrico Ghidini
Il Campione del Mondo, dopo esser partito dalla pole, conquista per la 3^ volta il Gran Premio d’Italia. Norris e Piastri han cercato di tenergli testa nelle battute iniziali, ma hanno dovuto accontentarsi del 2° e 3° posto. Le Ferrari chiudono in 4^ e 6^ piazza rispettivamente con Leclerc ed Hamilton. Grande spettacolo di folla con affluenza record. I dati parlano di 369.041 presenze tra giovedì e domenica: mai così tanta gente in un evento sportivo.
Riecco il cannibale – Dopo il capolavoro sfoderato nelle qualifiche, Max Verstappen s’è replicato in gara portando a 66 le sue vittorie in carriera. La sua felicità s’è espressa nel caloroso abbraccio con Helmut Marko che lo attendeva coi meccanici in parco chiuso. In partenza il poleman è stato sopraffatto da Norris che gli partiva a fianco e per restargli davanti è ricorso al taglio della chicane, manovra che l’ha costretto a cedere la testa per evitare sanzioni. Ma al 4° dei 53 giri previsti, l’oranje tornava leader infilando con autorità e maestria Lando in prima variante. Forte di una RB-19 sbarcata a Monza con un set-up preparato ad hoc (ala posteriore modificata nelle libere 3 per avere meno carico), “Mad Max” ha fatto inendere ai rivali che avrebbero dovuto fare i conti con lui sin dalle libere. Il distacco finale da Norris è stato di oltre 19”, a dimostrazione che con una monoposto come si deve, il quattro volte iridato sa fare ampiamente la differenza sia sul giro secco che sul passo gara, mettendo alle corde pure la scuderia che sta dominando il campionato. E dal momento che la lotta sui fronti piloti e costruttori è compromessa, il team anglo-austriaco può puntare ai successi di tappa. A Monza ha fatto centro e nei restanti 8 Gran Premi in calendario potrà togliersi altre soddisfazioni e risalire tra i costruttori. Max si dice ottimista descrivendo il quadro della situazione:” Durante questa stagione siamo andati un po’ allo sbaraglio. E penso che ora abbiamo finalmente trovato una direzione che si adatta alla macchina. Quindi spero che da ora in poi sarà un po’ più costante.” Inoltre, va sottolineato che quello monzese è il primo trionfo della gestione di Laurent Mekies, che ha preso il posto dello storico Team Principal Chris Horner dal luglio scorso. Con i 25 punti di Verstappen, la Red Bull-Honda torna ad insidiare la Mercedes, terza tra i costruttori. Sarebbe d’uopo però che Yuki Tsunoda approdi più sovente in zona punti. A Monza ha chiuso 13° dopo esser scattato 9° e per i “bibitari” lottare ancora una volta con una sola punta non è un vero e proprio handicap.
Passo indietro – Sul tracciato brianzolo caratterizzato dai lunghi rettilinei e curve veloce, la McLaren s’è ritrovata a dover inseguire una Red Bull guastafeste. Lando Norris beffato in Q3, ha cercato di non perdere terreno da Verstappen ed Oscar Piastri procedeva terzo dopo aver sopravanzato Leclerc al 6° passaggio. Data l’impossibilità di raggiungere il capofila, gli strateghi di Woking hanno ritardato le soste il più possibile auspicando l’entrata in scena della Safety-Car che però non si è palesata. Così, giunti alla 46^ tornata (Verstappen era passato dalle medie alle hard otto passaggi prima) è rientrato Piastri seguito da Norris appena dopo. Per loro c’erano pronte le soft, una sorta di mossa della disperazione per ridurre il gap. Speranza vana. Inoltre il pit-stop di Lando è risultato lento per un problema all’anteriore sinistra e così il britannico s’è ritrovato dietro al compagno. Un errore del team che però ha rimediato ricorrendo alle “papaya rules”. Piastri, invitato a dare strada a Norris non ha opposto alcuna resistenza e tutto è tornato come prima, coi due liberi di lottare fra loro. Ancora una volta la gestione del Team Principal Andrea Stella s’è confermata impeccabile ed intelligente. Oscar alla fine perde solo tre punti e guida il mondiale a +31. Lando per contro è chiamato a proseguire il proprio inseguimento, magari pigliandosi qualche azzardo.
Argento opaco – Francamente dalla Mercedes ci si attendeva qualcosa di più. Entrambe le W16 sono andate a punti, ma non sono mai state vere protagoniste. George Russell ha concluso come era partito, ovvero quinto sebbene non si sia tirato indietro. Andrea Kimi Antonelli è finalmente tornato nella top-ten arpionando 2 punti in virtù del 9° posto. Un segnale di risveglio, malgrado il suo weekend non sia stato all’insegna della regolarità. Il momento non è dei più sereni per via dei risultati che latitano dopo una prima parte di stagione scoppiettante. Ad aggravare il tutto c’è stato il contatto in Olanda con cui ha eliminato Leclerc: proprio un ferrarista alla vigilia di Monza. Episodio che ha scatenato tante critiche e purtroppo anche l’istinto becero di alcuni frustrati della tastiera che hanno minacciato sui social il 18enne bolognese. Insomma tanti elementi che minano la serenità. Se nelle libere 2 Antonelli s’è insabbiato a Lesmo, s’è poi riscatto in qualifica riaffacciandosi nella Q3. Domenica scattava dalla sesta casella, ma purtroppo allo spegnimento dei semafori ha pattinato e s’è ritrovato decimo complicandosi non poco la vita. Ha cercato di risalire avendo la meglio su Tsunoda solo al giro 18 e ciò gli ha fatto perdere terreno. Passato anche Gasly alla Roggia, Kimi pareva avviato a chiudere dignitosamente la corsa, invece trovatosi alle prese con Albon, ha smarrito la lucidità. Ha costretto il rivale a mettere le ruote sull’erba finendo sotto investigazione. Azione inutile che gli ha procurato 5” di penalty e gli è costata l’ottava piazza. L’ennesimo errore che di questi tempi era meglio evitare.
In salita – La marea Rossa riversatasi nel Tempio della Velocità sognava il miracolo, magari come l’anno scorso quando le McLaren si fecero un autogol clamoroso e Leclerc ne approfittò. Come nel 2024, Charles partiva quarto ed inizialmente ha spinto nei primi giri cercando di puntare almeno al podio. Ma dopo aver perso il terzo posto a beneficio di Pastri, s’è praticamente rassegnato all’evidente superiorità di Red Bull e McLaren giungendo quarto:” Non credo che sarei riuscito a centrare il podio. Ho dato il mio meglio e non era possibile se non per qualche errore di chi avevo davanti”. Di questi tempi, il 6° posto di Lewis Hamilton rappresenta una nota positiva dal momento che il britannico partiva decimo a causa dell’arretramento di 5 posti rimediato nel G.P. d’Olanda. L’eptacampione ha tenuto un buon passo, anche se il risultato finale non lo soddisfa affatto:” “Non credo di avere la macchina giusta per lottare per il podio nel resto della stagione – rivelato il ferrarista – Penso che oggi Charles abbia dato il massimo, come sapete. Max è andato fortissimo e non abbiamo il ritmo della Red Bull. Non abbiamo nemmeno quello della McLaren, quindi penso che siamo, più o meno, quarti, quinti”. Nella classifica costruttori la Ferrari resta seconda forza ed aumenta il suo vantaggio dalla Mercedes: da + 12 a + 20. Resta il fatto che la stagione della SF-25 non sta affatto rispettando le attese ventilate a marzo.
Altra conferma – Ormai Alexander Albon non è più una sorpresa. Malgrado il 14° tempo in qualifica ha tagliato il traguardo settimo: un risultato che arriva dopo il 5° posto di Zandvoort. Il thailandese (nato a Londra) della Williams-Mercedes si issa in settima piazza tra i piloti a quota 70. L’anno passato concluse il campionato con soli 12 punti. Per cui dieci e lode a lui, ma tanto di cappello alla FW47 solida e competitiva. Carlos Sainz gli partiva davanti col 13° crono ed ha terminato 11°, pagando caro la collisione con Bearman alla Roggia.
In crescita – Col settimo tempo in qualifica, Gabriel Bortoleto, aveva gettato le basi per una gara promettente e così è stato. Il 20enne brasiliano ha portato l’unica Sauber-Ferrari al traguardo occupando l’ottava piazza. Per la quarta volta Gabriel è in zona punti. Rammarico per il compagno Nico Hulkenberg che non ha preso il via a causa di un guasto idraulico patito nel giro di formazione.
Indomito – Reduce dallo strepitoso podio di Zandvoort, Isack Hadjar ha subito una doccia gelata in qualifica con l’eliminazione in Q1. Sostituita la power unit, il driver franco-algerino ha preso il via dalla pit-lane ed ha sfoderato gli artigli. Morale: decima posizione, un punto ed applausi per la grinta.
Ordine d’arrivo:
1° – Max Verstappen (Red Bull-Honda) – 53 giri
2° – Lando Norris (McLaren-Mercedes) – 19″207
3° – Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) – 21″351
4° – Charles Leclerc (Ferrari) – 25″624
5° – George Russell (Mercedes) – 32″881
6° – Lewis Hamilton (Ferrari) – 37″449
7° – Alexander Albon (Williams-Mercedes) – 50″537
8° – Gabriel Bortoleto (Sauber-Ferrari) – 58″484
9° – Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) – 54″762 **
10° – Isack Hadjar (Racing Bulls-Honda) – 1’03″891
11° – Carlos Sainz (Williams-Mercedes) – 1’04″469
12° – Oliver Bearman (Haas-Ferrari) – 1’09″288
13° – Yuki Tsunoda (Red Bull-Honda) – 1’20″701
14° – Liam Lawson (Racing Bulls-Honda) – 1’22″351
15° – Esteban Ocon (Haas-Ferrari) – 1 giro
16° – Pierre Gasly (Alpine-Renault) – 1 giro
17° – Franco Colapinto (Alpine-Renault) – 1 giro
18° – Lance Stroll (Aston Martin-Mercedes) – 1 giro
** 5″ di penalità
Ritirato:
Fernando Alonso (Aston Martin-Mercedes)
Non partito:
Nico Hulkenberg (Sauber-Ferrari)
Classifica piloti:
1° Piastri 324 – 2° Norris 293 – 3° Verstappen 230 – 4° Russell 194 – 5° Leclerc 163 – 6° Hamilton 117 – 7° Albon 70 – 8° Antonelli 66 – 9° Hadjar 38 – 10° Hulkenberg 37 – 11° Stroll 32 – 12° Alonso 30 – 13° Ocon 28 – 14° Gasly, Lawson 20 – 16° Bortoleto 18 – 17° Sainz, Bearman 16 – 19° Tsunoda 12
Classifica costruttori:
1^ McLaren-Mercedes 617 – 2^ Ferrari 280 – 3^ Mercedes 260 – 4^ Red Bull-Honda 239 – 5^ Williams-Mercedes 86 – 6^ Aston Martin-Mercedes 62 – 7^ Racing Bulls-Honda 61 – 8^ Sauber-Ferrari 55 – 9^ Haas-Ferrari 44 – 10^ Alpine-Renault 20











