Il 5 settembre 1935 nella filiali italiane della casa torinese fa bella mostra una nuova vettura: la Fiat 1500 e due mesi dopo sarà una delle star al salone dell’automobile di Milano. Ispirata dalla Chrysler Airflow che soltanto un anno prima aveva cambiato il modo di progettare le automobili, è una vettura diversa da tutta la precedente produzione, dove viene introdotta l’aerodinamica nella realizzazione delle sue forme con il design nato negli studi fatti nella galleria del vento.

Dalle forme generalmente squadrate delle vetture di produzione si passa a quelle più arrotondate con un muso ed i larghi parafanghi che fanno scivolare l’aria verso l’abitacolo e la presa d’aria per il raffreddamento che segue il disegno con le sue forma arrotondate. Sotto la carrozzeria il nuovo motore sei cilindri in linea a valvole in testa di 1.493 cc che eroga 45 cv e può spingere la vettura a 115 km/h. Innovativo anche il telaio con struttura ad X con trave centrale ed elementi stampati, senza longheroni, una soluzione che consente di contenere il peso senza compromettere la rigidità.
La Fiat 1500 è una delle vetture più avanzate nei primi anni ’30 ed è proposta nella versione berlina 4 porte senza montante, con le porte posteriori controvento e Cabriolet 2 porte sempre con porte controvento. Come altra particolarità è l’assenza dell’apertura esterna del bagagliaio: accessibile solo reclinando il sedile posteriore.
La 1500 “audacemente aerodinamica” ha un costo di 21.000 lire e rappresenta un esempio per la produzione degli anni ’30: la berlina più moderna di quel periodo nella fascia medio-alta. Dalle fabbriche torinesi oltre alla berlina escono anche degli autotelai che vengono vestiti dai vari carrozzieri come richiesto dai clienti più facoltosi.
Immagini ©Massimo Campi








