Immagini ©Massimo Campi
Gran Turismo Alleggerita, ovvero GTA, una sigla, un nome che rimane scolpito nella storia: in quella dell’Alfa Romeo ed anche nella corse.
Gran Turismo: negli anni ’60 quel nome era già un sinonimo di velocità, di potenza, di qualcosa che si muoveva sull’asfalto delle strade correndo più forte delle utilitarie che erano diventate il sogno e la realtà del boom economico italiano. Le Alfa Romeo erano le vetture più desiderate, con le loro linee tagliate dal vento, create dai carrozzieri più famosi come Bertone, Zagato, Pininfarina. Dai cancelli del Portello e da quelli della nuova sede di Arese uscivano vetture come la Giulia e la nuova Giulia GT con i loro potenti quattro cilindri che consentivano velocità impensabili fino a poco tempo prima sulle autostrade italiane.
Poi c’erano le corse. Già le Alfa Romeo avevano vinto le più importanti competizioni, dalla 24 Ore di Le Mans alla 1000 Miglia e quando è nata la Formula 1 nel 1950 dominano le corse con le Alfetta 158 guidate da Nino Farina e Manuel Fangio, per poi ritirarsi e dedicare gli sforzi produttivi alle nuove vetture stradali, sempre con quelle caratteristiche sportive che hanno sempre avuto nel loro DNA.
Le competizioni con le vetture Turismo diventano sempre più popolari all’inizio degli anni sessanta con il boom economico del dopo guerra. La Ford stringe un accordo con la Lotus e presenta al Salone di Londra 1962 la Ford Cortina Lotus, una apparente berlina di famiglia su sui era stato montato il motore Ford bialbero impiegato nelle competizioni che domina le gare inglese e quelle internazionali. La direzione dell’Alfa Romeo non rimane indifferente alle prestazioni della berlina inglese. Ben presto si corre ai ripari e la direzione della casa italiana decide di realizzare una versione della Giulia alleggerita per potere competere nella categoria Turismo Internazionale. Dalla fabbrica milanese del Portello esce la nuova Giulia TI Super rinominata anche Giulia Quadrifoglio per richiamare l’immagine sportiva del marchio Alfa Romeo. La sigla TI è l’acronimo di “Turismo Internazionale” e la berlina viene omologata per le competizioni ma anche per la normale circolazione. È un successo, le vittorie della Giulia in pista si tramutano in nuove vendite per le Giulia di serie, ma con l’innalzamento del livello delle competizioni serve ben presto una nuova vettura.
Nel 1963 viene presentata la nuova Alfa Romeo Giulia GT la coupè sportiva derivata dalla Giulia disegnata dal giovanissimo Giorgetto Giugiaro all’epoca designer della Carrozzeria Bertone. La vettura, una filante coupé sportiva 2+2, è basata sul pianale della berlina Giulia Ti con passo accorciato da 2.510 a 2.350 mm.
Già compare nel nome quella sigla GT, ovvero “Gran Turismo” il termine che indica una auto ad alte prestazioni, adatta a lunghi viaggi, con un mix di comfort e lusso insieme alla grande sportività. Una sigla nata proprio dai carrozzieri e dal design italiano, allora quello di riferimento per le vetture più sognate.
L’ufficio tecnico dell’Alfa Romeo si mette nuovamente al lavoro. Sotto la guida di Orazio Satta Puliga e Giuseppe Busso viene studiata una nuova variante per le corse, partendo proprio dalla base della nuova Giulia GT che deve anche essere prodotta in un numero prescritto di esemplari per la necessaria omologazione.
Una GT per vincere le gare, una bella sfida, ma i due capi della progettazione hanno fatto la loro gavetta con le vetture da competizione e sanno che, per andare forte serve un motore potente, tenuta di strada in curva e tanta leggerezza. Il quattro cilindri bialbero di 1.570 cc è già un gran motore, ma con una serie di modifiche che comprendono l’alimentazione con carburatori Weber da 45 mm, la testata con una doppia accensione, mentre la coppa dell’olio e la campana del cambio sono in elektron, acquista quella potenza necessaria per competere con le potenti vetture inglesi. Tutto questo però non basta, bisogna perdere peso, “alleggerire” la vettura. La struttura portante è ancora quella della Giulia GT, ma la carrozzeria è realizzata in Peralluman 25, una lega speciale composta da alluminio, manganese, rame e zinco, mentre i vetri sono in plexglass. Nasce così la nuova Alfa Romeo Giulia GTA, con quella “A” come Alleggerita che, nella versione di serie, pesa solo 745 kg, contro i 950 della Giulia Sprint GT, un vero record per l’epoca.
Il 18 febbraio 1965 al Salone di Amsterdam veniva presentata la Giulia GTA, la sportiva dell’Alfa Romeo destinata a scrivere la storia. Apparentemente sembra la vettura di serie già in produzione, linea pulita, vettura veloce, ma è sotto il vestito che la nuova nata è diversa con quella versione denominata Alleggerita che cambia moltissimo nella sostanza.
È nata una stella, un mito. La GTA, delibera dall’ufficio tecnico dell’Alfa Romeo, viene preparata dall’Autodelta di Settimo Milanese, il nuovo braccio armato per le competizioni, voluto dal presidente Luraghi, ideato e gestito da Carlo Chiti. È proprio il geniale tecnico toscano che propone a Luraghi la realizzazione della nuova vettura per contrastare Ford e BMW sulle piste europee. Chiti vede subito nella nuova Giulia Sprint GT una ottima base di partenza per la futura GTA, che però aveva un problema di ordine normativo con lo spazio per i posti posteriori che risultava inferiore di pochi centimetri al minimo previsto dal regolamento. Ma Chiti era un tecnico con molta fantasia e propone di ridurre l’imbottitura dei sedili posteriori nelle “Giulia GT” di serie, sostituendoli con una piccola panchetta in plastica che consente di recuperare i centimetri mancanti, per poi fornire i “sedili veri” come optional. L’idea di Chiti viene approvata dalla dirigenza Alfa Romeo e l’Autodelta inizia la trasformazione partendo dai prototipi negli ultimi mesi del 1964 per essere già pronti all’inizio della stagione 1965 con la presentazione delle nuova vettura. Della GTA 1.6 litri ne vengono prodotti inizialmente 488 esemplari tra il 1965 ed il 1967, per poi proseguire con le due principali evoluzioni GTA 1300 Junior e GTAm.
La GTA debutta ufficialmente alla Trento-Bondone del 1965, dove conquista la vittoria di categoria, mentre l’esordio nel Campionato Europeo Turismo avviene in Austria con Andrea de Adamich. Il primo podio arriva pochi giorni più tardi, con il secondo posto di Roberto Bussinello a Snetterton. Dal 1966 la GTA è la vettura da battere e inizia la sua gloriosa storia conquistando vittorie, campionati e titoli internazionali. Oltre a De Adamich le vittorie arrivano con piloti del calibro di Enrico Pinto, Nanni Galli, Lucien Bianchi, Ignazio Giunti, Gianluigi Picchi, Jochen Rindt, giusto per citare i nomi più importanti.
Chiti nel 1967 realizza anche tre esemplari della GTA SA (SovrAlimentata) con due compressori centrifughi in parallelo e una potenza di oltre 220 cv. A partire dal 1967 l’Autodelta inizia lo sviluppo di una versione da competizione della nuova 1750 GT Veloce che verrà denominata 1750 GTAm utilizzando come base la 1.750 GT Veloce sia in versioni Europa (serie 105.44) dotate di carburatori, che in versioni America (serie 105.51) dotate di iniezione. In seguito, nel 1970 verrà realizzata la 2000 GTAm la versione derivata dalla GT di due litri per gareggiare nelle competizioni del Gruppo 2 del Campionato Europeo Turismo, dove possono competere vetture con propulsori fino a 2.000 cm³ derivate da vetture prodotte in almeno 1000 esemplari. Le nuove vetture inizialmente hanno una cilindrata pari a 1.779 cm³, sviluppano una potenza di 200-210cv. Della GTAm in versione 1750 e 2000 ne vengono realizzati ufficialmente solo 19 esemplari. Le vetture si dimostrano altamente competitive, tanto da conquistare il titolo europeo nel 1970 con Toine Hezemans.
Per sfruttare commercialmente le vittorie, nel 1968 l’Alfa Romeo decide di entrare nelle competizioni di cilindrata inferiore con la GTA 1300 Junior di 1.290 cc che eroga nella versione stradale 96 cv (DIN), mentre nella versione da competizione del 1971, con parafanghi allargati per far posto ai cerchi da 9″, eroga 150-160 cv grazie all’iniezione indiretta e alla testa stretta derivata dalla GTam. Saranno ben 1.228 gli esemplari prodotti della GTA Junior tra il 1967 ed il 1975. La Giulia GTA 1300 Junior dominerà il campionato europeo di categoria per 4 anni consecutivi, andando a vincere nel 1972 tutte le prove del campionato con i piloti Gianluigi Picchi, Carlo Facetti, Toine Hazemans, Gijs Van Lennep, Spartaco Dini, Luigi Colzani e Massimo Larini.
L’Alfa Romeo GTA è stata una vettura importantissima, sia per l’Alfa Romeo che per l’Autodelta. Da questa vettura nasce il grande connubio tra la sede di Settimo Milanese e la dirigenza della fabbrica lombarda che porteranno a nuovi progetti e futuri successi nelle corse rafforzando sempre di più l’immagine sportiva dello storico marchio italiano.




















