Immagini ©Enrico Ghidini
“Aspettiamo che finisca di piovere” è questo in sostanza il messaggio che è passato al via del GP del Belgio, quando le vetture hanno fatto qualche giro di pista dietro la safety-car. “Manca visibilità…non c’è abbastanza sicurezza!”
Va bene, la sicurezza prima di tutto, ma così non se ne può più. Che fine hanno fatto il rischio, la leggenda e ovviamente lo spettacolo nella F1? Ed infine: ma cosa servono le gomme da pioggia se non le possono usare?
Il risultato: la solita gara piatta senza nessuna particolare emozione.
La FIA sembra ormai impaurita nell’affrontare qualsiasi situazione che possa andare fuori dai normali canoni stereotipati. I piloti veri, come Senna, Schumacher, e in parte anche Hamilton, hanno costruito le loro leggende anche sul bagnato dimostrando, nelle condizioni anomale e critiche, quando un vero Campione (con la “C” maiuscola) sapeva fare la differenza.
Spa-Francorchamps non è certo una pista facile, è una Pista Vera (anche qui con la maiuscola) dove i grandi hanno saputo fare la differenza, anche con i loro errori, ma forse oggi anche il livello dei piloti si è enormemente appiattito visto le poche differenze sul giro tra quelli che stanno davanti e la teorica serie “B”dei comprimari.
Motorsport is dangerous?
In questa ottica è sempre meglio non rischiare che qualche macchina possa uscire di pista in un tracciato vero dove ci si può fare male. I piloti una volta conoscevano bene il rischio, sapevano che “motorsport is dangerous!” sapevano che sbagliare una traiettoria e uscire di pista sarebbe costato caro, anche in termini fisici e non come l’attuale generazione di piloti, figli di videogames e simulatori, che conosce poco il vero significato di parole come rischio, paura, pericolo e ….sport.
I piloti del passato avevano paura di uscire di pista e picchiare contro un muro, nelle lame di un rail o una pianta a bordo pista
C’era poi la paura del fuoco, che fortunatamente è stata superata con le moderna tecnologia.
Piloti da videogames
Ora la paura si è spostata all’acqua, quella condizione che invece sa esaltare i grandi campioni come succede ormai solo nelle gare di endurance, dove c’è anche il pericolo del sorpasso di vetture più lente, magari di notte e con il buio come a Le Mans, condizioni impensabili per quei venti autisti di monoposto.
Ma questi attuali piloti di Formula 1 per cosa vengono strapagati? Per correre come in video games?
Da questa gara di Spa emerge una considerazione: forse la concezione moderna del motorsport è molto cambiata….e non certo in meglio!







