F1 Spa 2025: ma è questo il motorsport?

Immagini ©Enrico Ghidini

“Aspettiamo che finisca di piovere” è questo in sostanza il messaggio che è passato al via del GP del Belgio, quando le vetture hanno fatto qualche giro di pista dietro la safety-car. “Manca visibilità…non c’è abbastanza sicurezza!”

Va bene, la sicurezza prima di tutto, ma così non se ne può più. Che fine hanno fatto il rischio, la leggenda e ovviamente lo spettacolo nella F1? Ed infine: ma cosa servono le gomme da pioggia se non le possono usare?

Il risultato: la solita gara piatta senza nessuna particolare emozione.

La FIA sembra ormai impaurita nell’affrontare qualsiasi situazione che possa andare fuori dai normali canoni stereotipati. I piloti veri, come Senna, Schumacher, e in parte anche Hamilton, hanno costruito le loro leggende anche sul bagnato dimostrando, nelle condizioni anomale e critiche, quando un vero Campione (con la “C” maiuscola) sapeva fare la differenza.

Spa-Francorchamps non è certo una pista facile, è una Pista Vera (anche qui con la maiuscola) dove i grandi hanno saputo fare la differenza, anche con i loro errori, ma forse oggi anche il livello dei piloti si è enormemente appiattito visto le poche differenze sul giro tra quelli che stanno davanti e la teorica serie “B”dei comprimari.

Motorsport is dangerous?

In questa ottica è sempre meglio non rischiare che qualche macchina possa uscire di pista in un tracciato vero dove ci si può fare male. I piloti una volta conoscevano bene il rischio, sapevano che “motorsport is dangerous!” sapevano che sbagliare una traiettoria e uscire di pista sarebbe costato caro, anche in termini fisici e non come l’attuale generazione di piloti, figli di videogames e simulatori, che conosce poco il vero significato di parole come rischio, paura, pericolo e ….sport.

I piloti del passato avevano paura di uscire di pista e picchiare contro un muro, nelle lame di un rail o una pianta a bordo pista

C’era poi la paura del fuoco, che fortunatamente è stata superata con le moderna tecnologia.

Piloti da videogames

Ora la paura si è spostata all’acqua, quella condizione che invece sa esaltare i grandi campioni come succede ormai solo nelle gare di endurance, dove c’è anche il pericolo del sorpasso di vetture più lente, magari di notte e con il buio come a Le Mans, condizioni impensabili per quei venti autisti di monoposto.

Ma questi attuali piloti di Formula 1 per cosa vengono strapagati? Per correre come in video games?

Da questa gara di Spa emerge una considerazione: forse la concezione moderna del motorsport è molto cambiata….e non certo in meglio!

 

Massimo Campi
Massimo Campihttp://www.motoremotion.it/
Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.

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