F1 Spa 2025: il capolavoro di Oscar Piastri!

Di Carlo Baffi – immagini ©Enrico Ghidini

In un G.P. del Belgio partito in ritardo per la pioggia, il leader del mondiale domina davanti al compagno Norris, il poleman, che completa la 6^doppietta McLaren nel 2025. Terzo è Leclerc sulla Ferrari, che per tutta la gara ha respinto gli assalti di Verstappen. Hamilton scattato dalla pit-lane, è stato protagonista di una rimonta autorevole ed ha chiuso 7°. Nel mondiale piloti, Piastri allunga a +16 da Norris.

Arrivato al giro di boa, il Mondiale di F.1 è ormai blindato dalla McLaren che sul fronte costruttori non ha rivali, va forte in ogni condizione: vanta ben 268 lunghezze sulla Ferrari, sua rivale più vicina. In merito alla classifica piloti il discorso è circoscritto al duo papaya, anche se Oscar Piastri grazie alla prestazione maiuscola di Spa ha sferrato un colpo pesantissimo a Norris. La Ferrari, giunta nelle Ardenne con la nuova sospensione posteriore centra un altro podio e guadagna punti importanti coi quali stacca ulteriormente la Mercedes (+28) quinta con Russell. Il Campione del Mondo Max Verstappen è stato penalizzato dalla scelta di un assetto per la pioggia. La direzione gara ha però posticipato di oltre un’ora il G.P. che s’è quindi disputato su un asfalto sempre più asciutto.

Il sorpasso – Quando la Safety-Car s’è fatta da parte ed è finalmente partita l’81^ edizione del Gran Premio del Belgio, Norris ha esitato e appena uscito dalla Source s’è ritrovato negli scarichi Piastri. L’australiano gli è rimasto incollato percorrendo full gas le temibili Eau Rouge e Radillon per sverniciare il poleman sul velocissimo rettilineo del Kemmel: era il 5° giro dei 44 e la pista era ancora parecchio insidiosa per l’acquazzone scatenatosi dal mattino. Per la cronaca la Gara 2 di F.3 era stata cancellata. “Sapevo che la mia unica chance era al 1° giro, sono rimasto vicino a Lando in curva 1 – spiegherà l’australiano – e sono stato più veloce rischiando all’Eau Rouge”. Un affondo micidiale quello di Piastri destinato ad entrare nella storia, come tutti i sorpassi avvenuti in quel punto. Come dimenticare quello che Hakkinen rifilò a “Kaiser Schumi”, col doppiato Zonta in mezzo, nel 2000? Non a caso Spa è ritenuta l’università del motorsport, capace di esaltare le doti dei grandi talenti e Piastri lo è. Le avvisaglie di un suo monologo si erano avute già dalla Sprint Qualifyng in cui aveva staccato di 6 decimi il compagno, terzo, preceduto da Verstappen. Poi nella garetta, Oscar era stato freddato dal cannibale oranje, ma pensando alla classifica forse s’è accontentato del 2° posto. La domenica partiva al fianco di Norris e s’è visto subito che aveva fame di vittoria. Una volta in testa ha allungato, basti pensare che nella prima tornata è stato il più veloce di tutti di 1 secondo e mezzo. Una volta passato dalle intermedie alle medium ha gestito il vantaggio, che però è andato via via assottigliandosi complice la reazione di Norris dotato di penumatici con la mescola più dura. Col britannico sempre più insidioso, Piastri ha mantenuto la sua freddezza senza commettere alcuna sbavatura andando così a prendersi il 6° successo stagionale, contro i 4 di Lando. A quest’ultimo va il plauso di essersi riscattato siglando una grande pole col crono di 1’40″562, che però non batte l’1’40”510 di Piastri, registrato nelle qualifiche della garetta; con le gomme soft, ha demolito il record precedente di quasi 7 decimi. Dopo aver perso il comando, l’inglese ha iniziato a spingere, ma è incappato in tre errori (dopo quello allo start), più un quarto al pist-stop imputabile però alla squadra, che hanno vanificato la sua rincorsa. Per battere un Piastri così devi essere perfetto. Davanti ai media, Lando ha mostrato ancora una volta il suo grande fair play tessendo elogi ad Oscar. “Merita di essere sul gradino più alto del podio, oggi ha fatto meglio di me – ha ammesso il britannico – Sono comunque contento per la doppietta conseguita dal team. Adesso guardo a Budapest.” Per ora la “coppia più bella del mondo” pare non sia in procinto di scoppiare, tra i due c’è sano agonismo ma non si sono registrati colpi bassi. Chissà più avanti…

Eroico! – Quale altro termine può essere coniato per Charles Leclerc, che ancora una volta porta il Cavallino sul podio, il suo quinto dell’anno. Di sicuro un trionfo sarebbe la panacea per Maranello, ma quanto dimostrato dalla SF-25 in un circuito parecchio indicativo ed esigente come Spa fa ben sperare per il prossimo futuro. La tanto attesa sospensione posteriore pare produca dei benefici, anche se per via della Sprint Race non c’è stato molto tempo per testarla. Come anticipato, il Principino ha sbarrato la strada ad un Verstappen che ambiva al podio, senza contare che il passo gara c’era eccome. Curioso il duetto nelle battute finali tra il monegasco ed il suo ingegnere di pista Brian Bozzi che continuava parlargli via radio, mentre la Rossa n°16 era braccata da Verstappen:” Lasciami in pace, per favore. Non posso avere informazioni, mentre si avvicina, me ne date troppe. Mantenete la calma, non preoccupatevi”.  Nessun strascico polemico ed è francamente comprensibile la reazione di Charles in un momento topico col podio in ballo. Leclerc s’è poi detto soddisfatto, rivelando che alla vigilia ipotizzava un 4° posto, visto il passo delle McLaren ed il set-up più carico della Red Bull del quattro volte campione:” Ma non abbiamo sbagliato nulla – ha dichiarato fiducioso il ferrarista –  siamo sulla strada giusta anche se lunga per raggiungere le McLaren e la vettura di Max. Soddisfatto anche il team principal Frederic Vasseur secondo cui gli aggiornamenti introdotti devono essere ancora capiti al meglio. Il manager transalpino prevede che da qui alla fine sarà una lotta aperta con la Red Bull per lo status di seconda forza in campionato. Ed arriviamo ad Hamilton. Da dimenticare il suo venerdì nero con testacoda al Bus Stop ed esclusione dopo la Q1 nelle qualifiche sprint, accompagnato dal sabato flop con nuova eliminazione dopo la prima sessione di qualifiche. L’eptcampione visibilmente frustrato davanti alle telecamere ha chiesto pubblicamente scusa ai tifosi ed alla squadra augurandosi di far meglio la domenica. E così è stato. Partito dalla pit-lane con una nuova power-unit (la quinta) e l’ala posteriore più carica, ha tirato fuori le unghie sin dai primi passaggi ed ha freddato gli avversari risalendo fino in settima piazza. Una grande prova d’orgoglio in cui il britannico ha dimostrato di non essere affatto inesorabilmente bollito. Nel post-gara s’è visto un Hamilton meno rabbuiato, in cui dopo essersi nuovamente scusato per le disavventure dei giorni prima, ha ringraziato tutti i componenti della Ferrari ed ha ribadito che continuerà a spingere. Lewis è molto caparbio, puntiglioso ed alla vigilia di Spa ha dichiarato che si rifiuta di accettare di finire come Alonso e Vettel, che pur essendo campioni del mondo non hanno conquistato il titolo con la Rossa. Ha poi rivelato di aver scritto ed inviato alla Scuderia dei dossier in cui suggerisce delle modifiche strutturali da mettere in pratica per migliorare sia la vettura che l’organizzazione del team. Hamilton ha aggiunto che è stato provato il modello 2026 e dopo il primo test ha parlato con i 30 ingegneri presenti. A detta del fuoriclasse britannico si sta lavorando sodo, con tanta passione e vede grandi risorse a Maranello:” … in questa organizzazione enorme ci sono molte parti in movimento e non tutte funzionano al massimo delle loro potenzialità. Questa è la ragione per cui il team non ha ottenuto il successo che merita, per cui ritengo che sia mio compito mettere in discussione ogni singolo aspetto, sfidare tutti i membri del team, in particolare i vertici che prendono le decisioni. Sono qui per vincere e non ho tanto tempo, quindi il momento è cruciale. Credo davvero in questa squadra, credo davvero che possano vincere più campionati mondiali in futuro, hanno già un’eredità straordinaria, ma durante il mio mandato questo è il mio unico obiettivo”. Parole pesanti, quasi da team boss più che da pilota, che stanno facendo discutere e dividono l’opinione pubblica. Rappresentano un warning lanciato dal sette volte campione del mondo che vanta un’esperienza ed una sensibilità non indifferente. Di sicuro sta attraversando una fase complicata della sua lunga carriera (mai a podio la domenica e battuto costantemente da Leclerc) ma nel G.P. del Belgio ha mostrato di aver ancora la voglia di ruggire e di tornare al top in sella al Cavallino. Al di là degli aspetti legati al marketing, molto probabilmente Hamilton è stato ingaggiato e profumatamente, proprio per portare una mentalità nuova in una compagine molto, ma molto speciale quale è la Ferrari.

Involuzione – La Mercedes sta vivendo un momento decisamente complicato con le prestazioni della W16 al di sotto delle aspettative. Eloquente la dichiarazione di George Russell che parla di passo indietro. Nella qualifica Sprint sia lui che Andrea Kimi Antonelli, non sono approdati in Q3 compromettendo così la loro mini gara del sabato. In qualifica solo Russell è entrato in Q3 (sesto tempo) e grazie a capacità ed esperienza è arrivato quinto dietro a Verstappen, anche se ad oltre 34” da Piastri. Punti comunque importanti a fronte della disastrosa trasferta di Antonelli. Il 18enne bolognese dopo esser finito in ghiaia nella Q1 delle qualifiche Sprint, non ha superato nemmeno la tagliola della Q1 del sabato, sprofondando così nelle retrovie. Una doccia fredda per l’esordiente che sta vivendo un momento critico. Ha ammesso che ultimamente la monoposto è divenuta instabile nell’ingresso curva, al punto di aver modificato il suo stile di guida. Dopo un inizio di campionato positivo, anziché un ulteriore salto di qualità si sta registrando un passo indietro, probabilmente causato dalla pressione eccessiva e magari pure dai rumors legati al futuro di Verstappen, al quale la Mercedes ha strizzato più volte l’occhiolino. Come ha detto lo stesso Antonelli, occorre trovare la luce in fondo al tunnel ed uscire da questa spirale negativa. In gara è partito 18° ed ha terminato due posizioni più avanti. Di più non poteva fare, le condizioni erano complicate e lo stato d’animo non era certo sereno, magari col rischio di andare a sbattere causa ansia da prestazione. Kimi ha comunque fatto dei sorpassi ed alla fine ha siglato pure il giro veloce. Magra consolazione? Per uno col suo talento si, ma è una piccola nota positiva che non gli fa certo male, così come l’elogio espresso dall’ex iridato Nico Rosberg in veste di commentatore per Sky Italia, il quale ha equiparato il futuro di Kimi a quelli a Verstappen e Schumacher. Parole che hanno un certo peso. Probabilmente il suo mentore Toto Wolff ha scommesso su questa giovane speranza italiana con raziocinio ed ha pure messo in conto le battute a vuote nella fase di apprendistato. E’ probabile che un risultato positivo possa sbloccare Antonelli e gli ridia l’entusiasmo per la competizione. Forza Kimi, rompi l’incantesimo!

Nuovo corso – C’era molta curiosità sulla Red Bull al suo primo Gran Premio dell’era post-Horner. Ebbene, il fine settimana è partito bene per la compagine ora diretta da Laurent Mekies sostituto dello storico team principal britannico. Grazie all’ennesima magia di Max Verstappen è arrivata la vittoria nella Sprint Race del sabato seguita dal 4° crono in Q3. Ma udite, udite, s’è registrato il 7° posto in griglia del compagno Yuki Tsunoda, risorto dopo un periodo decisamente opaco. Sarà per l’arrivo di una vecchia conoscenza come Mekies? Per quanto concerne la gara, i tecnici di Milton Keynes avevano preparato la RB21 di Verstappen con maggiore carico scommettendo sulla pioggia. La scelta di ritardare lo start da parte della direzione gara ha mandato all’aria il piano facendo storcere il naso a “Mad Max” che ha tacciato i commissari di esser stati troppo conservativi ed estremamente cauti. E’ risaputo che l’olandese correrebbe pure in condizioni estreme, ma la scarsa visibilità nella zona del Radillon e del Kemmel (che vengono percorsi a tavoletta) ha indotto ad escludere rischi eccessivi. Tra il 2019 ed il 2023, proprio in quel tratto di pista e sotto la pioggia, si sono verificati due incidenti fatali nelle categorie addestrative, in cui persero la vita il francese Antoine Hubert (classe 1996) e l’olandese Dylano vant’Hoff (classe 2004). Al di la delle polemiche, Verstappen ha come al solito sfoderato la sua determinazione, ma s’è trovato di fronte un granitico Leclerc, finendo così ai piedi del podio.

Consistente – Altro weekend da incorniciare per Gabriel Bortoleto, che partito decimo ha concluso nono. Il brasiliano regala altri 2 punti alla Sauber, mentre il compagno Hulkenberg non è andato oltre uno sfortunato 12° posto.

Super Alex – Sull’insidioso circuito delle Ardenne, Albon conferma la sua grande annata entrando per la nona volta nella top-ten. La Williams-Mercedes è scesa in pista con nuovi aggiornamenti ed il thailandese con passaporto britannico è giunto 6° (partiva 5°) precedendo la Ferrari di un agguerrito Sir Lewis Hamilton. Male Carlos Sainz, soltanto 18°, dopo che si era messo in luce nella Sprint Race guadagnando una promettente 6^ posizione.

Passo avanti – Se Isack Hadjar, 8° nella garetta così come in Q3, è naufragato all’ultimo posto, complice il calvario con le gomme d’asciutto, a sollevare le sorti della Racing Bulls-Honda ci ha pensato Liam Lawson classificatosi 8° ed al suo terzo risultato utile da quando è approdato a Faenza.

Punto d’orgoglio – A fronte dell’ennesima prova deludente di Franco Colapinto, l’Alpine si consola in parte con la decima piazza rimediata da Pierre Gasly. Il francese ha lottato caparbiamente respingendo gli assalti della Haas-Ferrari di Bearman.

Nuovo leader! – Buone notizie dalla Fia Formula 2, che a Spa ha disputato il 9° round in calendario. In virtù del successo nella Sprint Race del sabato e del 7° posto nella Feature Race della domenica (corsa sotto la pioggia), trasformatosi poi in 5° per le penalità inflitte ai primi due Dunne e Limblad, Leonardo Fornaroli è balzato in testa al campionato. Il 20enne campione uscente della Fia F.3, quest’anno debuttante nella serie maggiore con l’Invicta, vanta 2 vittorie, altri 4 podi e 125 punti in classifica. Dietro di lui troviamo l’olandese Verschoor a 122 e lo statunitense Crawford a 116. Il calendario prevede ancora cinque doppi appuntamenti.

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Ordine d’arrivo
1° – Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) – 44 giri
2° – Lando Norris (McLaren-Mercedes) – 3″415
3° – Charles Leclerc (Ferrari) – 20″185
4° – Max Verstappen (Red Bull-Honda) – 21″731
5° – George Russell (Mercedes) – 34″863
6° – Alexander Albon (Williams-Mercedes) – 39″926
7° – Lewis Hamilton (Ferrari) – 40″679
8° – Liam Lawson (Racing Bulls-Honda) – 52″033
9° – Gabriel Bortoleto (Sauber-Ferrari) – 56″434
10° – Pierre Gasly (Alpine-Renault) – 1’12″714
11° – Oliver Bearman (Haas-Ferrari) – 1’13″145
12° – Nico Hulkenberg (Sauber-Ferrari) – 1’13″628
13° – Yuki Tsunoda (Red Bull-Honda) – 1’15″395
14° – Lance Stroll (Aston Martin-Mercedes) – 1’19″831
15° – Esteban Ocon (Haas-Ferrari) – 1’26″063
16° – Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) – 1’26″721
17° – Fernando Alonso (Aston Martin-Mercedes) – 1’27″924
18° – Carlos Sainz (Williams-Mercedes) – 1’32″024
19° – Franco Colapinto (Alpine-Renault) – 1’35″250
20° – Isack Hadjar (Racing Bulls-Honda) – 1 giro

Classifica piloti
1° Piastri 266 – 2° Norris 250 – 3° Verstappen 185 – 4° Russell 157 – 5° Leclerc 139 – 6° Hamilton 109 – 7° Antonelli 63 – 8° Albon 54 – 9° Hulkenberg 37 – 10° Ocon 27 – 11° Hadjar 22 – 12° Stroll, Gasly 20 – 14° Alonso, Sainz, Lawson 16 – 17° Tsunoda 10 – 18° Bearman 8 – 19° Bortoleto 6

Classifica costruttori
1^ McLaren-Mercedes 516 – 2^ Ferrari 248 – 3^ Mercedes 220 – 4^ Red Bull-Honda 192 – 5^ Williams-Mercedes 70 – 6^ Sauber-Ferrari 43 – 7^ Racing Bulls-Honda 41 – 8^ Aston Martin-Mercedes 36 – 9^ Haas-Ferrari 35 – 10^ Alpine-Renault 20

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